Friedrich Nietzsche: Mondo Reale, Volontà di Potenza e Nichilismo

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Mondo Apparente e Mondo Reale

Per Nietzsche, con mondo apparente si intende il mondo fenomenico percepito attraverso i sensi, il mondo della vita, che è l'unico reale. Tuttavia, alcuni filosofi, come Platone, hanno visto il divenire come ingannevole, poiché non è afferrato dai concetti metafisici, fissi e immutabili, che forniscono stabilità, sicurezza e calma di fronte all'evoluzione. Per Nietzsche, questo mondo apparente, intuito attraverso i sensi, è l'unico reale.

Tuttavia, la metafisica tradizionale ha teorizzato un altro mondo, il cosiddetto mondo reale in sé, al quale ha concesso certe caratteristiche: immutabilità, perfezione, unità, identità e finalità. Queste sono proprietà vuote che non corrispondono a nulla, poiché sono state inventate in opposizione a questo mondo che cambia, plurale e pericoloso. La ragione per cui i filosofi hanno inventato il mondo reale è il risentimento verso i valori di questa vita, un risentimento che li ha portati a inventare un altro mondo perfetto per vendetta. Infine, Nietzsche afferma che la distinzione tra questi due mondi sottovaluta il mondo reale ed è un sintomo della decadenza occidentale.

Vita Decadente o Decrescente

Questa è la caratteristica di tutta la cultura occidentale, basata sulla difesa dei valori contrari alla vita e sulla credenza in un mondo oggettivo, vero, immutabile e razionale come base di questi valori. Seguendo le affermazioni di Nietzsche, si possono distinguere diversi periodi nella decadenza occidentale:

  • Il mondo greco, l'età di Pericle (V sec. a.C.): l'armonia tra il dionisiaco e l'apollineo.
  • Euripide, Socrate e Platone: l'inizio del declino e il trionfo dell'apollineo sul dionisiaco; ha inizio il Platonismo.
  • Cristianesimo: inteso come platonismo per il popolo, segna il trionfo della morale degli schiavi e del risentimento verso la vita.
  • Età moderna: inizio della crisi della metafisica e la morte di Dio.
  • Attualità: possibilità di superamento del platonismo e l'apparizione dell'Oltreuomo (Superman).

Volontà di Potenza

La Volontà di potenza è un impulso che va sempre al di là e che non si ferma mai. In senso generale, è una forza motrice universale per il costante aumento della vita. Si tratta di un desiderio di padronanza di sé e si manifesta in tutte le sfere della realtà. Non è una legge, ma un caos di forze in continua lotta; la realtà è di per sé una pluralità di espressioni della volontà di potenza.

Essa ha due significati:

  1. Cosmico: la forza universale che costituisce il mondo.
  2. Antropologico: l'effetto sugli esseri umani nello sviluppo della vita morale e della conoscenza.

Nell'uomo, la volontà può manifestarsi come affermazione della vita (la morale dei signori) o come inclinazione al nulla (tipica della moralità degli schiavi, come una forza di volontà debole). In quest'ultimo caso, Nietzsche vede l'origine del declino della cultura occidentale, poiché è stata fondata sul nulla e sulla negazione della vita.

Il Nichilismo

Dal latino nihil, nulla. Termine usato per squalificare qualsiasi dottrina che nega o non riconosce la realtà o i valori considerati importanti. Per Nietzsche, non è solo una dottrina filosofica, ma un movimento storico nella cultura occidentale. Si articola in tre fasi:

  • Nichilismo passivo: decadimento idealista, la fase in cui la forza di volontà debole degenera nel nulla (tradizione platonico-cristiana).
  • Nichilismo attivo: la negazione dei valori. Avviene quando l'uomo diventa consapevole della "morte di Dio" e affronta l'assurdità dell'esistenza offerta dalla tradizione. È l'affermazione della vita che accetta l'ordine del mondo attraverso la volontà di potenza, dedicandosi al compito di distruggere i vecchi valori.
  • Superamento del nichilismo: la fase finale in cui il nichilismo diventa creatore di nuovi valori che affermano la vita, la gioia e una nuova prospettiva per l'essere umano. È il momento dell'apparizione dell'Oltreuomo, che Nietzsche identifica come il fine ultimo.

Approfondimento sulla Volontà di Potenza e l'Impulso Vitale

La Volontà di potenza, intesa come impulso, va sempre al di là e non si ferma mai. In senso generale, è una forza motrice universale per il costante aumento della vita. Si tratta di un desiderio di padronanza di sé e si manifesta in tutte le sfere della realtà. Non è una legge, ma un caos di forze in continua lotta; la realtà è di per sé una pluralità di espressioni della volontà di potenza. Ha due significati: uno cosmico, come forza universale che costituisce il mondo, e l'altro antropologico, con effetto sugli esseri umani nello sviluppo della vita morale e della conoscenza.

Nella volontà, l'uomo può manifestarsi come vita (propria moralità dei signori) o come indisponibilità a nulla (tipico della moralità degli schiavi, come una forza di volontà debole). In quest'ultimo caso, Nietzsche vede l'origine del declino della cultura occidentale, fondata sul nulla e nella negazione della vita.

Il Nichilismo e le sue Fasi Evolutive

Nichilismo: dal latino nihil, nulla. Termine usato per squalificare qualsiasi dottrina che nega o non riconosce la realtà o i valori considerati importanti. Per Nietzsche, è un movimento storico nella cultura occidentale che comprende tre fasi:

  1. Un nichilismo passivo (decadimento idealista), fase di forza di volontà debole che degenera nel nulla (tradizione platonico-cristiana).
  2. Un nichilismo attivo (negazione dei valori), che sorge quando l'uomo diventa consapevole della "morte di Dio" e affronta l'assurdità dell'esistenza, accettando l'ordine del mondo senza la volontà di potenza e distruggendo i vecchi valori.
  3. Infine, il superamento del nichilismo: un nichilismo creatore di nuovi valori che affermano la vita, la gioia e una nuova prospettiva per l'essere e l'uomo. È il momento dell'apparizione dell'Oltreuomo, che Nietzsche identifica come il superamento finale.

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