Illegalità penale: tipicità, accertamento e cause di giustificazione

Classificato in Diritto & Giurisprudenza

Scritto il in italiano con una dimensione di 3,49 KB

Sezione VI: Illegalità

1. L'illegittimità formale e materiale

Luogo in cui si VI: Illegalità

1. L'illegittimità formale e materiale. Un comportamento è illegittimo quando è contrario all'ordinamento: ciò significa che è illecito. Per riconoscere l'illegalità non è sufficiente determinare se, formalmente, il fatto compiuto corrisponda agli elementi contenuti nella fattispecie penale. Occorre altresì accertare che esso leda un interesse giuridico tutelato, condizione necessaria per la sua incriminazione penale. È inoltre necessario verificare che il comportamento non risulti consentito dalla legge mediante esimenti o cause di giustificazione.

Il processo attraverso il quale si valuta se il comportamento descritto dalla legge incida giuridicamente sul bene tutelato dal diritto penale si chiama accertamento della materialità e della tipicità. Effettuata la verifica della tipicità del comportamento — cioè la corrispondenza tra gli elementi che definiscono la fattispecie penale e quelli presenti nel caso concreto — si deve considerare la questione dell'illegalità.

In particolare, il giudizio di illegalità formale deve valutare se il comportamento tipico possa essere considerato contrario al diritto alla luce delle circostanze specifiche dell'azione, specialmente quando il legislatore ha espressamente previsto clausole di autorizzazione o cause di giustificazione. Il processo volto ad accertare l'illegalità in senso formale è detto processo formale.

2. Esclusioni dall'illegalità formale: i motivi di giustificazione. Natura ed effetti

2. Esclusioni dall'illegalità formale, i motivi di giustificazione. Gli effetti della natura, e gli oggetti. Le cause di giustificazione sono quelle fattispecie che, pur configurando un comportamento tipico, escludono la responsabilità penale. Tra le principali si ricordano, a titolo esemplificativo:

  • Legittima difesa;
  • Stato di necessità;
  • Esercizio di un diritto;
  • Adempimento di un dovere;
  • Esercizio di un ufficio o di una posizione legittima.

Il concetto di difesa presuppone due idee fondamentali: in primo luogo, presuppone la commissione di una condotta che, in linea di principio, è vietata dalla legge; la scriminante ha senso solo per esentare da pena chi ha compiuto un comportamento generalmente vietato (tipico). In secondo luogo, il riconoscimento pieno della scriminante conduce all'assoluzione dell'agente rispetto alla sua colpevolezza.

La concurrence delle cause di giustificazione non elimina la punibilità in senso astratto della condotta: la fattispecie rimane astrattamente vietata dalla legge e, pertanto, le cause di giustificazione devono essere interpretate restrittivamente.

Le motivazioni si compongono di elementi oggettivi e soggettivi, essenziali e secondari; la loro specifica configurazione va valutata caso per caso, analizzando separatamente ciascun elemento.

Per l'esenzione dalla pena è necessario che siano soddisfatti sia gli elementi essenziali sia quelli secondari. Se sono presenti solo gli elementi essenziali, si può configurare una scriminante incompleta, che produce effetti diversi rispetto alla scriminante piena.

Voci correlate: