Illuminismo: nascita, idee e trasformazioni dell'età dei Lumi
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Illuminismo: definizione e ruolo
Illuminismo è un movimento culturale e filosofico. È l'epoca detta "età dei lumi", ovvero dell'importanza della ragione. Gli illuministi intendevano sconfiggere le tenebre dell'ignoranza e della superstizione che avevano in parte oscurato l'Europa.
- È l'età dei lumi, cioè della ragione: gli illuministi credevano che la ragione potesse vincere ignoranza e superstizione.
- La ragione, intesa come forza di cambiamento, era vista come strumento per raggiungere il benessere e la felicità.
Origini e diffusione
L'Illuminismo parte dall'Inghilterra e arriva in Francia intorno al 1720, per poi diffondersi in tutta Europa e nell'America del Nord.
Contesto del Seicento
- Nel '600 crebbe l'importanza del libero pensiero, che contribuì a una posizione critica verso le chiese ufficiali e verso il dogmatismo.
(Con dogmatismo si intende l'atteggiamento per cui l'accettazione di un principio deriva dalla subordinazione all'autorità della fonte da cui emana.)
- Sempre nel '600 le idee circolavano soprattutto all'interno di una élite, che le usava per difendere la libertà di coscienza e per trovare spazi per praticare la propria ricerca.
Nuova figura sociale e ruolo dei filosofi
Con gli illuministi si affermò una nuova figura sociale: il filosofo, colui che aveva il compito di contribuire al miglioramento della società.
- I filosofi attribuivano a sé un ruolo fondamentale: agivano in nome dell'interesse generale per l'incremento della "pubblica felicità".
Diffusione delle idee e mezzi di comunicazione
Diffondendosi le idee, nacquero i primi giornali, che erano organi di informazione.
- La parola giornale deriva da giorno e indica una pubblicazione stampata con frequenza regolare per fornire informazioni sugli eventi.
- Il primo giornale italiano fu Il Caffè (1764) di Pietro Verri.
Si moltiplicarono le accademie e si delinearono nuovi spazi di discussione: caffè, club, salotti — luoghi di ritrovo e di scambio di idee.
- Nacque così l'idea dell'opinione pubblica: un'opinione collettiva e uno spazio ideale in cui i problemi e i valori della società, le scelte dei governi, e gli eventi politici, culturali, religiosi ed economici venivano analizzati, dibattuti e criticati.
Massoneria e cosmopolitismo
- La massoneria, associazione segreta nata in Inghilterra, deriva il nome da "muratore" e si richiama alle antiche corporazioni di mestiere. La massoneria s'ispirava a idee di fratellanza universale e di perfezionamento morale laico, in sintonia con molti ideali dell'Illuminismo.
La massoneria collaborò con il cosmopolitismo, cioè con l'idea che gli uomini siano tutti uguali.
Critiche alle religioni e al dogmatismo
L'unica critica più diffusa riguardava le chiese e le religioni, viste come fondate su dogmi e verità di fede — in particolare si criticava il cristianesimo istituzionale.
Il dogmatismo religioso era considerato una fonte di superstizione.
- Gli illuministi colpirono in particolare la Chiesa cattolica: essa presentava nodi su cui le istanze illuministe insistevano, come la tolleranza, la necessità di modernizzare i riti e di intervenire in modo diverso nella società.
Scienza e mentalità scientifica
Isaac Newton fu uno scienziato che portò a compimento la sistemazione della fisica classica. David Hume sviluppò invece importanti studi filosofici riguardanti l'esperienza e la conoscenza.
Mentalità scientifica: rifiuto di pregiudizi e superstizioni, critica dei dogmi e delle rivelazioni non dimostrate.
- Vi fu una polemica contro le religioni rivelate e contro il fideismo. Alcuni illuministi erano atei, altri propendevano per l'immanentismo (Dio ovunque, entro di noi) o per il deismo (affermazione dell'esistenza di Dio ma rifiuto delle forme rivelate di religiosità).
Nuove discipline e sviluppo scientifico
Nacque la disciplina dell'economia politica, dedicata allo studio dei meccanismi di funzionamento dei sistemi economici.
- Il pensiero economico di molti illuministi si confrontò con il mercantilismo, sistema che considerava la ricchezza dello Stato legata alla quantità di moneta posseduta e alla politica commerciale di esportazione e regolazione delle importazioni.
- Si affermò anche l'idea che se ogni individuo agisce liberamente per accrescere la propria ricchezza, ciò porti a un aumento della ricchezza collettiva.
- Si sviluppò una nuova disciplina, l'archeologia, favorita dai sensazionali ritrovamenti di Ercolano e Pompei.
Nella cultura scientifica settecentesca si affermarono nuove aree: geologia, botanica, zoologia, biologia e chimica.
Nel 1735 uscì Il sistema della natura del naturalista svedese Linneo, che descrisse e classificò gli organismi animali e vegetali.
Gli studi di Lavoisier inaugurarono la chimica moderna.
Borghesia e trasformazioni sociali
La borghesia ha le sue origini già dall'XI secolo: non è nobiltà, non è clero, non è agricoltura; cresce di importanza economica, è spesso più ricca ma non gode dei privilegi di nobili e clero.
L'Illuminismo divenne l'ideologia di riferimento della borghesia, che aveva l'esigenza di riformare le strutture sociali; anche i contadini, pur essendo numerosi e poveri, spesso non disponevano dei mezzi per realizzare questi cambiamenti.
Confronto tra epoche culturali
- 1400-1500: Umanesimo / Rinascimento — elementi vicini all'Illuminismo.
- 1600: cultura barocca — sensazioni di inquietudine, smarrimento e grandezza vertiginosa.
- 1700: Illuminismo — visione più fiduciosa nella ragione e nel progresso.
- 1800: Romanticismo — ritorno a sensazioni più pessimistiche e a sentimenti di sfiducia (es. Leopardi).
Concezione laica e spirito critico
Si affermò una concezione laica della vita pubblica, fondata sui concetti di libertà, ragione e diritti perché l'uomo era considerato essere razionale.
- Spirito critico: ogni verità, ogni credenza, ogni autorità doveva essere sottoposta al giudizio critico della ragione.
Questo atteggiamento si contrapponeva all'ancien régime, in cui la monarchia assoluta si giustificava per diritto divino, ritenendo che il potere derivasse da Dio e si trasmettesse ereditariamente.
Prospettive filosofiche: razionalismo ed empirismo
Promesse filosofiche - Razionalismo: pensatori come Cartesio, Spinoza e Leibniz proponevano la ragione e il procedimento dimostrativo (talvolta matematico) come modello per interpretare la realtà.
Empirismo: l'esperienza come base della conoscenza — contributi fondamentali di Bacon, Locke e Hume. Per gli empiristi il mondo dell'esperienza è la fonte della realtà conoscibile: ogni conoscenza si fonda sull'esperienza.