Dall'Illuminismo alla Rivoluzione Americana: La Nascita degli Stati Uniti
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L'Illuminismo: Definizione e Principi
L'Illuminismo è stato un movimento culturale e politico che si sviluppò in Europa tra il 1730 e il 1780. Il filosofo Immanuel Kant lo definì come l'uscita dell'uomo da uno stato di "minorità", ovvero l'incapacità di pensare autonomamente. Il suo motto centrale era "Sapere aude!" ("Abbi il coraggio di usare la tua intelligenza"). L'opera simbolo di questo movimento è l'Encyclopédie di Diderot e D'Alembert, una vasta raccolta di conoscenze con l'obiettivo di diffondere il sapere e "illuminare" il pubblico. Il successo dell'opera suscitò l'opposizione dei conservatori, che nel 1759 ne proibirono la pubblicazione.
Le Parole Chiave dell'Illuminismo
- Ragione: Il principio centrale per comprendere e cambiare il mondo. Ogni individuo deve giudicare in modo autonomo. Solo la ragione può stabilire i criteri per il comportamento individuale e sociale, rifiutando il controllo di autorità politiche, civili o religiose.
- Felicità: Un diritto inalienabile dell'individuo. Non è solo una questione individuale, ma deve essere realizzata a livello sociale attraverso leggi e politiche che garantiscano il benessere di tutti.
- Diritti: Ispirandosi a John Locke, si afferma che tutti gli uomini sono uguali per natura e devono avere gli stessi diritti e la libertà di esercitarli. Si promuove l'universalismo dei diritti e il superamento delle discriminazioni dell'Antico Regime.
- Religione Naturale: Una concezione che riconosce l'esistenza di un essere superiore attraverso la ragione, senza la necessità di rivelazioni divine.
- Tolleranza: L'Illuminismo si oppose ai dogmi e al fanatismo religioso. Gli illuministi difendevano la libertà di coscienza e il diritto di ogni individuo di professare il proprio credo. Voltaire fu un grande sostenitore della tolleranza, affermando che il pluralismo religioso è un antidoto contro i conflitti, mentre l'intolleranza rappresenta il vero pericolo per la società.
- Scienza: Vi era una grande fiducia nella scienza, vista come uno strumento per migliorare la vita umana.
- Progresso: Si credeva in un miglioramento continuo della società grazie alla conoscenza. Si rifiutava l'idea di una storia sacra guidata dalla provvidenza divina, sostenendo invece che l'uomo è responsabile del proprio destino.
Il Pensiero Politico
Gli illuministi credevano che la politica fosse lo strumento per cambiare la società. Alcuni, ispirandosi a Locke, sostenevano che la monarchia costituzionale fosse la forma di governo ideale per garantire libertà e ordine. Altri, come Voltaire, appoggiavano l'assolutismo illuminato, in cui un sovrano, guidato dai filosofi, avrebbe dovuto guidare il popolo verso il progresso.
Montesquieu e la Separazione dei Poteri
Nella sua opera "Lo spirito delle leggi" (1748), Montesquieu teorizza la divisione dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) come strumento fondamentale per evitare il dispotismo e garantire la libertà. Propone un sistema di controlli reciproci tra i poteri (checks and balances) per limitare l'autorità del sovrano. Montesquieu è considerato il riferimento per il pensiero liberale e la teoria della separazione dei poteri.
Rousseau e la Sovranità Popolare
Nel suo trattato "Il contratto sociale" (1762), Jean-Jacques Rousseau sostiene che senza uguaglianza non può esistere vera libertà. Propone un nuovo contratto sociale che affidi la sovranità alla volontà generale del popolo, ponendo le basi per uno stato democratico e repubblicano. Rousseau ha ispirato il pensiero democratico e l'idea di sovranità popolare.
Le Tredici Colonie Britanniche e la Società Coloniale
Le tredici colonie britanniche in Nord America si estendevano lungo la costa orientale ed erano suddivise in tre aree principali.
Le Tre Aree Coloniali
- Colonie del New England (Nord): Comprendevano Massachusetts, New Hampshire, Connecticut e Rhode Island. Erano caratterizzate da comunità agricole, con una società omogenea ed egualitaria, ma tendenzialmente chiuse e poco dinamiche.
- Colonie del Centro: Includevano New York, Pennsylvania, New Jersey e Delaware. Presentavano una popolazione etnicamente e religiosamente eterogenea, con immigrati scozzesi, irlandesi, francesi e tedeschi. L'economia si basava sulla commercializzazione di prodotti agricoli e su grandi proprietà terriere.
- Colonie del Sud: Comprendevano Maryland, Virginia, North Carolina, South Carolina e Georgia. L'economia era dominata da piantagioni di tabacco, cotone e indaco, con una società nettamente divisa tra grandi proprietari terrieri inglesi e una vasta popolazione di schiavi africani.
Società e Conflitti
All'inizio del XVII secolo, la popolazione dei nativi nordamericani era stimata intorno ai 5 milioni, ma subì una drastica riduzione a causa delle malattie portate dagli europei e dei continui conflitti con i coloni. Tra il 1660 e il 1780, la popolazione coloniale crebbe esponenzialmente, includendo circa 700.000 schiavi africani. Per controllare questa crescente popolazione, furono istituiti gli slave codes, leggi che consideravano gli schiavi come "beni mobili" di proprietà dei padroni, vietando loro di possedere beni, sposare bianchi, muoversi liberamente e prevedendo punizioni severissime.
La Rivoluzione Americana: Dalle Proteste all'Indipendenza
La Rivoluzione Americana, durata circa vent'anni, portò le tredici colonie britanniche del Nord America a ottenere l'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1783. Il conflitto fu il risultato di un progressivo deterioramento dei rapporti tra le colonie e la madrepatria, in particolare dopo la Guerra dei Sette Anni (1756-1763).
Le Cause del Conflitto
Le principali cause della rottura furono:
- I costi per il mantenimento dell'esercito britannico nelle colonie.
- Le restrizioni economiche imposte dalle leggi sulla navigazione, che vietavano il commercio con alcuni paesi.
- La crescente autonomia e consapevolezza politica delle colonie.
Tra il 1763 e il 1765, Londra introdusse una serie di leggi per rafforzare il controllo sulle colonie:
- Lo Sugar Act (1764), che imponeva una tassa sul commercio di zucchero, vino e caffè.
- Lo Stamp Act (1765), che introduceva un'imposta di bollo su giornali, atti legali e documenti commerciali.
- La Proclamation Line (1763), che vietava ai coloni di espandersi ulteriormente a ovest.
Poiché le colonie non avevano rappresentanti nel Parlamento di Londra, consideravano illegittime le nuove tasse. Questo principio, ereditato dalla Gloriosa Rivoluzione inglese, diede vita al celebre slogan: "No taxation without representation" (Nessuna tassazione senza rappresentanza).
Dalla Protesta alla Dichiarazione d'Indipendenza
Nel 1765, i rappresentanti delle colonie si riunirono nello Stamp Act Congress, dove riaffermarono la loro lealtà al re Giorgio III, ma contestarono il diritto del Parlamento britannico di imporre tasse senza il loro consenso. La rivoluzione, quindi, iniziò come una ribellione contro l'autorità britannica in nome di principi politici e diritti elaborati in Inghilterra, ponendo al centro il concetto di sovranità popolare. Il processo verso l'indipendenza si sviluppò attraverso un crescente senso di coscienza nazionale. Le prime proteste inclusero il boicottaggio delle merci inglesi e manifestazioni. Il Boston Tea Party del 1773 e le successive "Leggi Intollerabili" portarono a un inasprimento del conflitto, consolidando la lotta per l'indipendenza. La repressione britannica favorì l'adozione di una posizione separatista, che culminò con la Dichiarazione di Indipendenza il 4 luglio 1776.
La Guerra d'Indipendenza e la Pace
Il conflitto si trasformò in una guerra internazionale con l'intervento della Francia, che si alleò con gli americani dopo la loro vittoria a Saratoga. Questo supporto fu decisivo per la vittoria finale contro la Gran Bretagna. La guerra culminò con la sconfitta britannica a Yorktown (1781) e la firma della Pace di Parigi (1783), che riconosceva l'indipendenza degli Stati Uniti e la loro sovranità sui territori americani.
La Nascita degli Stati Uniti e la Costituzione Federale
Dagli Articoli di Confederazione alla Costituzione
Dopo l'indipendenza (1776), gli Stati Uniti dovettero affrontare il problema di come unire i 13 stati, ciascuno con una propria costituzione e un proprio governo. Nel 1777 furono approvati gli Articoli di Confederazione, che crearono una confederazione di stati sovrani, ma questa struttura si rivelò insufficiente per gestire problemi comuni come il debito pubblico e le politiche fiscali.
Federalisti contro Antifederalisti
Nacquero due posizioni contrastanti: i federalisti, che volevano un governo centrale forte per garantire l'unità politica ed economica, e i confederalisti (o antifederalisti), che temevano la centralizzazione del potere e preferivano mantenere l'autonomia degli stati. Nel 1787 si riunì la Convenzione di Filadelfia, che redasse una nuova Costituzione federale, approvata nello stesso anno.
La Struttura del Nuovo Stato
La Costituzione istituiva un sistema di divisione dei poteri tra legislativo (Congresso), esecutivo (Presidente) e giudiziario (Corte Suprema), introducendo anche il principio dei controlli e contrappesi (checks and balances) per evitare abusi di potere. Nel 1791 fu aggiunto il Bill of Rights, un insieme di dieci emendamenti che garantivano le libertà individuali fondamentali. Il nuovo sistema politico degli Stati Uniti divenne una repubblica presidenziale federale. Il Presidente, eletto ogni quattro anni, deteneva ampi poteri esecutivi, mentre il Congresso manteneva i poteri legislativi. La Corte Suprema aveva il compito di garantire la costituzionalità delle leggi. Con il tempo, la Costituzione è stata modificata da ulteriori emendamenti, inclusi quelli che hanno garantito diritti fondamentali come l'abolizione della schiavitù e il suffragio universale.