Impatto della Spesa Pubblica e Stabilizzatori Economici: Prospettive Keynesiane

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L'Impatto della Spesa Pubblica: Il Moltiplicatore Keynesiano

La trasformazione della spesa pubblica come strumento di compensazione delle variazioni della domanda privata si fonda sul moltiplicatore keynesiano. Secondo questo principio, un aumento della spesa pubblica non solo incrementa la produzione nazionale, ma anche il reddito disponibile degli agenti economici. A loro volta, questi aumenti di reddito vengono impiegati per finanziare la domanda di consumi e investimenti, generando un ulteriore aumento della produzione, che a sua volta produce altro reddito, innescando un ciclo virtuoso.

Conclusioni sul Moltiplicatore

1. Il Teorema di Haavelmo

Il Teorema di Haavelmo stabilisce che un aumento della spesa pubblica genera una crescita della domanda aggregata maggiore rispetto a quella ottenuta con un taglio delle tasse di pari importo. La ragione risiede nel fatto che:

  • La spesa pubblica entra totalmente nella domanda aggregata.
  • La riduzione fiscale non si traduce immediatamente in un aumento totale della domanda, poiché non tutto il reddito disponibile aggiuntivo viene consumato; una parte viene risparmiata.

L'entità di questa perdita è direttamente proporzionale alla minore propensione al consumo e alla maggiore propensione al risparmio delle famiglie. L'aumento finale della produzione è esattamente uguale alla spesa pubblica iniziale (Questo è il T° di Haavelmo).

2. Effetto a Catena e Bilancio in Pareggio

Un aumento della spesa pubblica innesca un effetto a catena sull'attività economica. Se tale spesa è finanziata interamente tramite aumenti delle imposte (mantenendo un bilancio in pareggio), l'effetto netto è comunque positivo grazie al moltiplicatore. Secondo la concezione keynesiana, il deficit temporaneo causato da un aumento della spesa pubblica (non immediatamente compensato da tasse) verrà assorbito dalla ripresa economica che genera nuove entrate fiscali, riequilibrando la spesa eccessiva.

Il Ruolo e i Limiti degli Stabilizzatori Automatici

Definizione degli Stabilizzatori Automatici

Gli stabilizzatori automatici sono componenti del bilancio pubblico che agiscono ciclicamente sull'attività economica automaticamente, senza necessità di decisioni discrezionali di politica fiscale. Le voci principali che stabilizzano il potere d'acquisto sono le imposte e i trasferimenti.

Funzionamento Ciclico:

In recessione:

  1. L'attività economica cala, riducendo i ricavi fiscali.
  2. Aumenta la spesa per trasferimenti (es. indennità di disoccupazione, sussidi).

Questi trasferimenti limitano la caduta del reddito disponibile di famiglie e imprese, attenuando il calo della domanda di beni di consumo e degli investimenti lordi.

In espansione:

  • Il bilancio tende al surplus.
  • Il reddito disponibile aumenta in misura minore rispetto al reddito nazionale, contribuendo a contenere le pressioni inflazionistiche sulla domanda.

Insufficienza degli Stabilizzatori

Nonostante il loro ruolo, l'azione degli stabilizzatori automatici per attenuare il ciclo non è sufficiente. L'intensità e la velocità di risposta di questi meccanismi non garantiscono da sole una crescita economica stabile.

Politica Fiscale: Obiettivi e Tipologie di Deficit

Obiettivo Primario: Equilibrio Interno

È fondamentale ricordare che la politica di stabilizzazione mira all'equilibrio interno (piena occupazione senza inflazione), e non necessariamente al pareggio di bilancio. Il bilancio è uno strumento per raggiungere tale equilibrio; pertanto, è auspicabile registrare deficit o surplus a seconda delle necessità per mantenere una crescita non inflazionistica della produzione e dell'occupazione.

Classificazione dei Deficit

Si distinguono diverse tipologie di disavanzo:

Deficit Ciclico

È il disavanzo stimato confrontando il percorso di crescita corrispondente all'attività economica reale con il deficit che si verificherebbe nell'evoluzione della produzione di equilibrio interno.

Deficit Discrezionale o Strutturale

È il deficit generato dalle componenti discrezionali di spesa e di entrata, ovvero quello che si registrerebbe in una situazione di equilibrio interno.

Voci correlate: