L'Impero Romano nel II Secolo e il Pensiero Storico di Tacito
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L'Impero Romano alla fine del I secolo
Il periodo è caratterizzato da prosperità, una prassi di governo equilibrata e una migliore qualità della vita, nonostante le ingenti spese pubbliche.
Gli Imperatori per Adozione
- Nerva (96-98 d.C.): Scelto dal Senato dopo la congiura contro Domiziano. Per evitare conflitti di successione, adotta e associa al comando Traiano, inaugurando il sistema dell'adozione.
- Traiano (98-117 d.C.): Generale capace di unire forza militare e armonia sociale. Sotto il suo regno l'Impero raggiunge la massima espansione territoriale (Dacia, Arabia, Armenia, Mesopotamia). È ricordato come optimus princeps.
- Adriano (117-138 d.C.): Si concentra sul consolidamento dei confini (Vallo di Adriano) e sull'arricchimento monumentale (Villa Adriana a Tivoli).
- Antonino Pio (138-161 d.C.): Un periodo di pace e benessere.
La crisi del II secolo
- Marco Aurelio (161-180 d.C.): Noto per i suoi Ricordi, affronta guerre contro i barbari, carestie ed epidemie.
- Commodo (180-192 d.C.): Figlio di Marco Aurelio, interrompe il sistema dell'adozione. Il suo governo assolutistico segna l'inizio della debolezza dell'Impero.
Publio Cornelio Tacito
Nato in Gallia Narbonese (55-58 d.C.), Tacito intraprende una brillante carriera politica. Il suo rapporto con il potere è complesso: vive gli anni felici di Nerva e Traiano, ma opera sotto la tirannide di Domiziano.
Opere principali
- Agricola (97 d.C.): Monografia dedicata al suocero, modello di virtù romana.
- Germania (98 d.C.): Descrizione dei costumi germanici, contrapposti alla corruzione dei costumi romani (mos maiorum).
- Historiae (100-110 d.C.): Narrazione annalistica da Galba a Domiziano.
- Annales (112-113 d.C.): Storia da Augusto a Nerone, caratterizzata da un profondo pessimismo.
Pensiero e Storiografia
Tacito adotta una prospettiva sine ira et studio. Il suo pessimismo deriva dall'esperienza sotto Domiziano e dalla convinzione che il principato sia intrinsecamente legato a intrighi e dissimulazione. Il suo stile è asimmetrico, frammentato e caratterizzato da un registro elevato.
Il rapporto tra Roma e il Cristianesimo
Negli Annales, Tacito descrive il Cristianesimo come una exitiabilis superstitio, pericolosa per le tradizioni romane. Nonostante la tolleranza religiosa di Roma, i cristiani venivano visti con sospetto a causa della loro estraneità alla vita pubblica e al culto imperiale. Le persecuzioni neroniane, pur brutali, finirono per alimentare la compassione popolare e favorire, paradossalmente, la diffusione della nuova fede.
Fonti storiografiche
Tacito basa le sue opere su fonti documentarie precise, tra cui:
- Acta senatus (verbali del Senato).
- Acta diurna populi Romani (atti governativi e cronaca quotidiana).