Integrazione dell'UE: trattati storici, allargamenti e istituzioni dell'Unione Europea
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Il processo di integrazione dell'UE: trattati
Winston Churchill, politico britannico, si pronunciò a favore della creazione di un'unità in Europa per porre fine alla rivalità tra paesi e costruire una nuova forza internazionale dopo la Seconda Guerra Mondiale, di fronte a potenze come gli USA e l'URSS. Pochi anni dopo ebbe inizio il processo di integrazione europea attraverso i trattati fondatori.
Trattati fondatori
- Trattato di Parigi (1951): istituì la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA), creando un mercato comune tra i sei Paesi fondatori: Francia, Germania Ovest, Italia e i Paesi del Benelux.
- Trattato di Roma (1957): istituì la Comunità economica europea (CEE), promuovendo il libero scambio di merci tra i paesi e creando l'Euratom (Comunità europea dell'energia atomica) per lo sviluppo e la ricerca sull'energia nucleare a scopi pacifici.
Modifiche ai trattati istitutivi
Per progredire nell'integrazione europea, i trattati istitutivi sono stati aggiornati e integrati da nuovi accordi:
Atto unico europeo (1986)
Aumentò i poteri del Parlamento europeo, incrementò i finanziamenti per le regioni meno sviluppate e fissò il completamento del mercato unico entro il 1993.
Trattato sull'Unione europea (Maastricht, 1992)
Creò l'Unione Europea con i suoi tre pilastri, trasferì competenze agli organi comunitari, istituì la politica estera e di sicurezza comune e la cooperazione in materia di giustizia e affari interni.
Trattato di Amsterdam (1997)
Propose di rendere l'Europa più democratica, sociale e vicina ai cittadini, rafforzando i poteri del Parlamento, la politica occupazionale e i diritti di cittadinanza.
Trattato di Nizza (2001)
Riformò le istituzioni e il processo decisionale per garantire il funzionamento dell'Unione in vista di un ulteriore allargamento.
Trattato di Lisbona (2007)
Cercò di riformare l'Unione europea dotandola di personalità giuridica unica, chiarendo le sue competenze, aumentando l'efficienza e la democrazia, migliorando la presenza dell'UE all'estero, rafforzando i diritti, le libertà e la solidarietà e prevedendo la possibilità di recesso di uno Stato membro.
Il processo di allargamento
Di seguito la successione degli ingressi e dei principali eventi riguardanti l'allargamento dell'UE:
- 1958 — I sei Paesi fondatori erano: Germania Ovest, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Belgio.
- 1973 — Entrarono a far parte il Regno Unito, l'Irlanda e la Danimarca (con esclusione della Groenlandia e delle Isole Fær Øer).
- 1981 — Entrò la Grecia.
- 1985 — La Groenlandia si ritirò a seguito del referendum del 1982.
- 1986 — Entrarono Spagna e Portogallo.
- 1990 — L'unificazione della Repubblica Federale di Germania e della Repubblica Democratica Tedesca portò a una Germania unificata: si trattò di un'estensione dell'Unione senza aumento del numero di Stati membri.
- 1993 — Inizia ad essere utilizzato formalmente il termine Unione europea.
- 1995 — Entrarono Austria, Finlandia e Svezia.
- 1 maggio 2004 — Entrarono Repubblica Ceca, Cipro (solo la parte greco‑cipriota), Slovacchia, Slovenia, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta e Polonia.
- 2007 — Aderirono Romania e Bulgaria; si prevedeva inoltre l'entrata della Croazia, della Macedonia e della Turchia.
Conseguenze dell'allargamento
- Politiche: l'allargamento ha avuto un effetto positivo sulla pace in Europa e sul rafforzamento della democrazia. D'altra parte, l'aumento del numero di membri rappresenta una sfida per il funzionamento dell'Unione, a causa di controversie territoriali e differenze nelle politiche estere degli Stati membri.
- Socioeconomiche: Gli ultimi allargamenti hanno aumentato la popolazione demografica dell'UE di decine di milioni di persone. Il mercato unico si è ampliato, con una crescente diversificazione delle attività economiche. L'inconveniente principale è rappresentato dalle disuguaglianze interne: molti Paesi entrati hanno un PIL pro capite inferiore alla media dell'UE.
- Culturali e ambientali: Sul piano culturale la diversità linguistica è rilevante (l'UE conta molte lingue ufficiali); sul piano ambientale, l'applicazione della legislazione europea contribuisce a ridurre il rischio di disastri ecologici e a uniformare gli standard di tutela ambientale.
Istituzioni dell'Unione europea
Le principali istituzioni dell'UE e le loro funzioni sono descritte di seguito:
- Il Consiglio europeo: è il più alto organo politico dell'Unione, composto dai capi di Stato o di governo di ogni Paese membro, dal presidente della Commissione europea e da un presidente del Consiglio europeo eletto. La sua funzione principale è determinare gli orientamenti politici e le priorità dell'UE.
- Il Consiglio dell'Unione europea (Consiglio): rappresenta i governi degli Stati membri ed è composto dai ministri di ciascuno Stato. Le sue funzioni comprendono l'adozione della legislazione e del bilancio europeo, nonché la definizione e il coordinamento delle politiche economiche e estere e la firma di trattati internazionali.
- Il Parlamento europeo: è l'istituzione rappresentativa dei cittadini dell'Unione. Viene eletto ogni cinque anni a suffragio universale, diretto e segreto e partecipa all'adozione della legislazione e al controllo democratico delle altre istituzioni.
- La Commissione europea: è l'organo esecutivo dell'UE delineato dai trattati; rappresenta l'Unione nel suo insieme, promuove e difende l'interesse generale europeo e applica il metodo comunitario.
- La Corte di Giustizia dell'Unione europea: esercita il potere giudiziario all'interno dell'Unione. Ha il compito di interpretare e applicare il diritto dell'Unione e si caratterizza per la sua natura sovranazionale.
- La Corte dei conti: con sede in Lussemburgo, è responsabile della supervisione e del controllo dei conti dell'Unione europea.
- La Banca centrale europea (BCE): è la banca centrale della moneta unica, l'euro, ed è l'istituzione principale dell'Eurosistema. La BCE fa parte del Sistema europeo di banche centrali ed è soggetta ai trattati e ai propri statuti.
Nota: Il testo è stato rivisto per correggere errori ortografici, grammaticali e di formattazione, mantenendo integralmente i contenuti e le informazioni originarie.