L'Italia nel Secondo Conflitto Mondiale: Dalla Guerra Parallela alla Liberazione

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L'Ingresso in Guerra e i Primi Fronti (1940)

L'Italia entrò in guerra il 10 giugno 1940, dando inizio alla cosiddetta "guerra parallela", ovvero un conflitto deciso autonomamente a Roma e combattuto su fronti non direttamente tedeschi.

Il Fronte Africano

  • L'Italia possedeva le colonie di Libia, Eritrea, Etiopia e Somalia.
  • Hitler incaricò Mussolini di conquistare il Canale di Suez agli Inglesi.
  • L'Italia subì pesanti perdite, arrivando a perdere 3 colonie. Per evitare la perdita della Somalia, intervenne il generale tedesco Erwin Rommel, che riuscì a fermare l'avanzata inglese.

Il Fronte Mediterraneo e Greco

  • La marina italiana fu impegnata nel Mediterraneo per scortare i convogli diretti in Africa, scontrandosi con la marina inglese, ma subendo una serie di disastri.
  • Fronte Greco: Nell'ottobre 1940, Mussolini tentò di invadere la Grecia, ma l'esercito italiano fu bloccato sulle montagne del confine greco. La Grecia fu poi invasa dalla Germania nel 1941.

1942: Crisi di Sfiducia

Nel 1942, le truppe italiane erano state battute e gli Alleati avevano sviluppato nuovi bombardieri autonomi capaci di colpire le città italiane. Gli italiani compresero che Mussolini li aveva illusi parlando di una guerra semplice.

1943: La Disfatta Italo-Tedesca e la Caduta del Fascismo

Nel 1943, con gli operai in sciopero e gli industriali (che avevano appoggiato il fascismo per opportunismo politico ed economico) timorosi di una rivoluzione, iniziarono moltissime trattative segrete con consiglieri del re, capi militari e dirigenti fascisti. L'obiettivo era un colpo di stato per allontanare Mussolini, abbandonare l'alleanza con la Germania e salvare l'Italia.

Luglio 1943: Il Colpo di Stato

Nel luglio 1943, le forze alleate occuparono la Sicilia. Vittorio Emanuele III abbandonò il Duce e, con il Gran Consiglio del Fascismo, decretò le dimissioni di Mussolini il 25 luglio.

Mussolini fu arrestato ed esiliato. Il re incaricò il maresciallo Pietro Badoglio di formare un nuovo governo. Questo evento segna la caduta del Fascismo nel 1943. Molti cittadini furono convinti che la guerra fosse finita.

L'Armistizio e il Caos

Badoglio negoziò segretamente l'armistizio con gli Alleati, annunciandolo l'8 settembre 1943. Il giorno seguente, il re fuggì con Vittorio Emanuele III e suo figlio a Brindisi, lasciando l'Italia senza ordini e in un grande caos.

L'Occupazione Tedesca e la Divisione del Paese

Gli Alleati furono bloccati a Cassino, dove i tedeschi opposero forte resistenza. L'Italia fu divisa in due dalla Linea Gustav.

Situazione nel Centro-Nord
  • L'Italia centro-settentrionale fu occupata dai tedeschi e priva di governo, generando caos.
  • Le SS occuparono militarmente il paese, avviando il disarmo dei soldati italiani e la loro deportazione nei campi di lavoro in Germania.
  • La flotta navale italiana, diretta all'Isola Maddalena per evitare la cattura da parte dei tedeschi, fu intercettata e bombardata.
  • A Roma, soldati e civili tentarono di bloccare le SS: questo fu il primo episodio di resistenza italiana.
  • In quei giorni, la classe politica, le gerarchie militari e la famiglia reale persero la fiducia degli Italiani.

1943: L'Italia Divisa in Due

Il 12 settembre, Hitler liberò Mussolini e gli ordinò di ricostruire un esercito, trasformando l'Italia in uno "scudo del Reich".

L'Italia era divisa in due entità contrapposte:

  1. Centro-Nord: Occupato dai tedeschi, divenne la Repubblica Sociale Italiana (Repubblica di Salò).
  2. Meridione: Occupato dagli Anglo-Americani, rimase il Regno del Sud sotto Vittorio Emanuele III.

La Repubblica di Salò e la Nascita della Resistenza

Mussolini arruolò i giovani, ricevendo l'adesione dei fascisti. Volle punire i 5 membri del Gran Consiglio che lo avevano tradito (e che Hitler voleva morti); furono giudicati nel processo di Verona e fucilati.

In contrapposizione, nel Nord si formarono gli ANTIFASCISTI (soldati, ufficiali dell'ex esercito italiano e oppositori del regime).

Primi Atti di Resistenza
  • Il 16 settembre 1943, i partigiani catturarono due soldati tedeschi, che furono poi liberati, ma i tedeschi risposero incendiando Boves (paese dove si trovavano gli antifascisti). Questo fu il primo episodio di resistenza al Nord.
  • Molti si unirono ai primi nuclei, diventando clandestini (chi vive isolato o si nasconde con falsa identità) e partigiani (volontari armati che si oppongono agli eserciti di occupazione).

Il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN)

I partigiani furono guidati dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), costituito a Roma l'8 settembre 1943. I suoi componenti principali erano:

  • Antifascisti Storici: Comunisti, socialisti e cattolici.
  • Antifascisti Nuovi: Giovani, operai e studenti che avevano sviluppato un senso critico verso il fascismo assistendo alle sue sciagure.

1944: Svolta di Salerno e Guerra Civile

Nel 1944, le brigate partigiane furono riconosciute da Vittorio Emanuele III e dal governo del Sud grazie a Palmiro Togliatti, segretario del Partito Comunista.

Con la Svolta di Salerno, ispirata a Stalin, Togliatti propose a Badoglio una provvisoria riconciliazione, formando un nuovo governo antifascista e assumendo la carica di vicepresidente.

Gli Alleati riconobbero a questo governo un ruolo politico importante e concessero alle truppe italiane nel Meridione di partecipare alla guerra al loro fianco.

Scontri e Represaglie

Nelle grandi città, i partigiani attuarono sabotaggi e agguati. Gli antifascisti sostennero scontri a fuoco con le truppe di Salò, dando vita alla Guerra Civile.

I partigiani impegnarono i tedeschi, costringendoli a inviare più truppe al Nord e lasciandone meno contro gli Alleati.

I nazisti applicarono la tecnica della rappresaglia contro i civili (esempi: Fosse Ardeatine a Roma; Sant'Anna di Stazzema; Civitella in Val di Chiana; Marzabotto). Le SS, insieme ai fascisti, uccisero anche ebrei nei campi.

Bilancio dell'Occupazione e Liberazione

23 Mesi di Occupazione Fascista e Tedesca: Le Vittime

  • 30.000 partigiani uccisi.
  • 10.000 civili vittime.
  • 700.000 militari deportati in Germania.
  • 33.000 morti per fame e crisi.

Anche la Resistenza ebbe episodi oscuri: l'eccidio di Porzus (1945), dove uomini di una brigata comunista massacrarono i partigiani della brigata cattolica Osoppo perché non volevano cedere ai partigiani iugoslavi.

La Marcia verso il Nord

Durante il 1944, gli Alleati sfondarono le linee tedesche a Cassino e sbarcarono ad Anzio, arrivando poco dopo a Roma.

Le armate tedesche si ritirarono ma si attestarono sulla Linea Gotica (da Rimini a Forte dei Marmi).

L'11 agosto Firenze fu liberata dai partigiani.

Le truppe anglo-americane avanzarono verso nord. Il CLN proclamò l'Insurrezione Generale d'Italia il 25 Aprile 1945, data oggi celebrata come Giorno della Liberazione.

Dopo giorni di combattimenti, i tedeschi si arresero. Mussolini tentò la fuga in Svizzera ma fu catturato e fucilato dai partigiani il 28 aprile 1945.

Nel maggio 1945, a guerra finita, si consumò un'ennesima tragedia italiana.

La Questione di confine: Foibe e Venezia Giulia

La Iugoslavia, invasa dai nazisti, aveva reagito con una lotta partigiana di tutta la popolazione, suscitando la riconoscenza degli Alleati; Tito ne era l'eroe.

Tedeschi e Italiani avevano commesso atrocità. Quando nel 1943 l'esercito di Mussolini si sfasciò, la popolazione slovena dell'Istria si rivolse contro chiunque fosse fascista, compiendo una prima strage, finché tedeschi e repubblichini non rioccuparono la regione.

Questi furono i primi giorni nelle Foibe (fosse naturali del Carso) dove furono gettate circa un migliaio di persone.

Nel 1945 si verificò la seconda strage: Tito credette di potersi impadronire della Venezia Giulia e ordinò ai partigiani comunisti iugoslavi e italiani di invadere Trieste e Gorizia e di sterminare l'intera classe dirigente (da autorità statali a insegnanti).

Dopo 43 giorni, gli Stati Uniti intervennero, chiedendo a Tito di ritirarsi (gli USA avevano precedentemente grande stima per lui e gli avevano perdonato l'appartenenza al comunismo).

Oggi le Foibe di Basovizza e Monrupino sono monumento nazionale.

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