Letteratura Medievale: Dalle Jarchas Mozarabiche al Cantar de Mio Cid
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La Lirica Mozarabica
Il mozarabico era la lingua parlata dai cristiani che vivevano in territorio musulmano. In questa lingua sono state conservate le jarchas, brevi composizioni inserite alla fine di poesie colte chiamate moaxajas, in arabo o ebraico. Il tema principale è l'amore e, solitamente, sono messe in bocca a una donna che lamenta l'assenza del suo amante.
La Lirica Galiziano-Portoghese
La lirica galiziano-portoghese emerge alla fine del XII secolo e si concentra su componimenti di carattere profano, noti come cantigas:
- Cantigas d'amore: cantate da un uomo, sviluppano il tema dell'amor cortese.
- Cantigas de amigo: messe in bocca a una donna che lamenta la mancanza del suo amato.
- Cantigas di derisione: ridicolizzano difetti, problemi o persone.
Struttura del Cantar de Mio Cid
Canto dell'esilio
Il Cid viene bandito da Alfonso VI di Castiglia e lascia Vivar. Affida la sua famiglia al monastero di San Pedro de Cardeña e intraprende la strada dell'esilio, segnata da battaglie in terre straniere. Invia doni al re in segno di sottomissione per ottenere il perdono.
Canto delle nozze
Racconta la conquista di Valencia, l'invio di una nuova ambasciata al re Alfonso VI e i doni che risvegliano l'avidità degli infanti di Carrión, i quali chiedono la mano delle figlie del Cid. Il re concede il perdono solennemente e pubblicamente. Il brano si conclude con il matrimonio delle figlie del Cid con gli infanti.
Canto dell'oltraggio di Corpes
Gli infanti di Carrión dimostrano rapidamente la loro viltà e tramano una vendetta. Chiedono al Cid il permesso di portare le mogli verso le terre di Carrión, ma, attraversando i boschi di Corpes, le abbandonano. Il Cid chiede giustizia al re, che convoca le cortes a Toledo. Si tiene un processo e gli infanti vengono sconfitti in duello. Il brano si conclude con la richiesta, da parte dei principi di Navarra e Aragona, di sposare Doña Elvira e Doña Sol.
Stile Epico
Le caratteristiche stilistiche del poema includono:
- Epiteti epici: aggettivi utilizzati per evidenziare le caratteristiche dell'eroe.
- Pleonasmi: utilizzo di elementi non necessari per aggiungere espressività al testo.
- Appelli al pubblico: destinati a mantenere viva l'attenzione del lettore o dello spettatore.
- Uso della particella araba e: usata come equivalente dell'interiezione "oh".
- Frequente omissione verbale: l'eliminazione delle forme verbali conferisce alla poesia maggiore velocità e dinamismo.
- Ripetizioni retoriche: ripetizioni dello stesso concetto con parole diverse.