Liberalismo economico e movimento operaio nel XIX secolo: principi, origini e sviluppo
Classificato in Scienze sociali
Scritto il in
italiano con una dimensione di 3,87 KB
Il liberalismo economico
È istituito un nuovo sistema per regolare l'economia: il liberalismo economico. Questo sistema si basava sulla libertà di azione in tutti i settori dell'economia, ispirandosi al principio del laissez-faire (lascia fare, lascia passare).
Principi di base
- Il lavoro è l'unica fonte di ricchezza
- L'interesse personale è nell'interesse della comunità
- L'attività economica è regolata dalla legge della domanda e dell'offerta
- I governi non dovrebbero intervenire nei processi di produzione e scambio
- L'impresa privata deve operare liberamente e favorire l'iniziativa individuale
- Lo scambio di beni deve essere libero (libero scambio)
L'applicazione del liberalismo economico fu favorita anche da investitori privati come i venture capitalist.
Il movimento operaio
La scomparsa delle vecchie forme di organizzazione e di tutela dei lavoratori, insieme allo sviluppo del liberalismo economico, lasciò i lavoratori in balia della volontà dei datori di lavoro. Questi stabilirono condizioni di lavoro molto dure, tra cui:
- Lunghe ore di lavoro sotto dura disciplina
- Totale assenza di sicurezza e di igiene sul lavoro, con conseguenti malattie e infortuni
- Lavoro minorile: bambini impiegati in miniere e fabbriche
- Bassi salari, soprattutto per donne e bambini
- Possibilità di licenziamento senza indennizzo
- Nessuna ferie né protezione sociale
- Divieto per i lavoratori di unirsi per difendere i propri diritti
Le origini del movimento operaio
I lavoratori cominciarono a rendersi conto della necessità di unirsi e di agire per migliorare le loro pessime condizioni di vita e di lavoro. Le prime reazioni si verificarono nel Regno Unito e assunsero forme talvolta violente: gruppi di operai distrussero macchine, fenomeno noto come luddismo. Per contrastare questi atti fu emanata anche una legge che prevedeva pene molto severe.
Con la nascita dei sindacati, le associazioni locali di lavoratori iniziarono a chiedere miglioramenti delle condizioni di lavoro. Le richieste dei lavoratori furono presentate al Parlamento britannico; emerse il movimento cartista, così chiamato perché presentò una carta con richieste politiche a favore dei lavoratori. Il Parlamento respinse tali richieste.
Accanto a queste forme di lotta si svilupparono correnti ideologiche alternative al capitalismo, tra cui il socialismo utopico, che proponeva l'intervento dello Stato nell'economia per migliorare le condizioni sociali ed economiche.
Alcune idee del socialismo utopico:
- Saint-Simon: propose una riorganizzazione sociale diretta da esperti per migliorare le condizioni delle classi umili
- Charles Fourier: propose una nuova società basata su comunità cooperative di produzione
- Robert Owen: fondò cooperative nella sua fabbrica in Scozia, promosse scuole e ridusse l'orario di lavoro per gli operai
Lo sviluppo del movimento operaio
A partire dalla metà del XIX secolo il movimento operaio compì grandi passi avanti grazie a nuove forme di lotta e all'emergere di ideologie anticapitaliste.
Tra i principali sviluppi si possono citare:
- Il progresso del sindacalismo: i lavoratori si organizzarono per negoziare con i datori di lavoro e con lo Stato al fine di ottenere migliori condizioni
- L'uso dello sciopero generale come strumento di pressione, nonostante in molti casi gli scioperi e i sindacati fossero considerati illegali
- La nascita e la diffusione di ideologie rivoluzionarie, in particolare il marxismo e l'anarchismo