Luigi Pirandello: Vita, Opere e la Crisi dell'Identità Moderna
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La Vita di Luigi Pirandello
Pirandello si sente un “figlio cambiato”: prova la sensazione costante di essere fuori luogo, quasi fosse stato messo in una famiglia non sua. Con il padre Stefano ha un rapporto estremamente difficile, caratterizzato da incomprensione e reciproca diffidenza.
Il conflitto familiare e gli studi
- Il padre gli impone studi tecnico-commerciali, che lui finge di seguire.
- La distanza tra i due si fa più profonda quando il padre tradisce la moglie con la cugina.
- Pirandello diventa più freddo e distaccato, evitando ogni comunicazione.
- Successivamente, il padre lo spinge a studiare legge all’università; Pirandello obbedisce, ma si iscrive contemporaneamente anche a lettere.
- Si lamenta spesso con gli amici della dipendenza economica, essendo costretto a chiedere denaro al padre per mantenersi.
La tragedia della moglie Antonietta
La moglie Antonietta soffre di una grave fragilità psichica e smarrisce progressivamente il controllo di sé. Di fronte a questa situazione, Pirandello ipotizza il suicidio, ma sceglie invece di immergersi in un lavoro senza posa.
Le condizioni mentali della moglie peggiorano drasticamente: si distacca dalla realtà, manifesta scoppi d’ira, muta apatia e infine la pazzia. A casa regna il disordine totale. L'opera Il berretto a sonagli si ispira proprio alla follia che lo scrittore sperimenta quotidianamente tra le mura domestiche. Dopo che Antonietta accusa la figlia di volerla avvelenare e la aggredisce, viene internata in una clinica psichiatrica.
I Figli e il rapporto con il passato
Pirandello ha tre figli: il primogenito Stefano (che accetta di restare nell'ombra paterna), l'ultimogenito Fausto (che va a vivere a Parigi) e Lietta (che si trasferisce dai parenti). Pirandello cerca in tutti i modi di dimostrare affetto ai propri figli, desiderando essere l'esatto opposto di suo padre.
Col tempo, recupera il rapporto con il genitore, comprendendolo a livello umano: si occupa delle sue spese di mantenimento, lo accoglie in casa propria, torna a chiamarlo "Padre" e, infine, lo seppellisce nella tomba di famiglia.
Il fu Mattia Pascal
Onomastica e Protagonista
- Mattia: richiama la parola "matto".
- Pascal: richiama il filosofo razionale; è un uomo che medita e riflette ma non agisce, incarnando la figura dell'inetto.
Struttura e Narrazione
La narrazione è affidata al protagonista (narratore interno), che non è onnisciente e racconta i fatti dal proprio punto di vista limitato, relativo e spesso inattendibile. La figura del protagonista è quella di un antieroe che, anziché imparare a vivere, approda a una totale estraneità rispetto alla vita stessa. La vicenda è insolita, caratterizzata dall'imprevedibilità e dall'assurdità piuttosto che da una concatenazione di solidi rapporti causali.
Visione della Realtà
- Presa di distanza: Pirandello rifiuta sia la visione simbolista della natura (come insieme di messaggi segreti) sia quella positivista (che esalta il progresso).
- Identità come "forma": l'identità si sgretola una volta spezzati i rapporti sociali su cui si basa.
- La famiglia come "trappola": un legame che costringe l'uomo a un determinato ruolo.
- Relativismo conoscitivo: sfiducia nella possibilità dell'uomo di raggiungere certezze stabili.
Lingua e stile: Vengono utilizzati procedimenti che generano effetti di straniamento, obbligando il lettore ad assumere un atteggiamento umoristico. Si ricorre a parole insolite o inventate e a descrizioni caricaturali dei personaggi.
Sintesi dei Capitoli
Capitoli 1-2: Prefazioni
Pirandello stuzzica il lettore dicendo che il protagonista non sa nemmeno se si chiami davvero Mattia. Il nome non basta per definire l'identità: includere qualcosa significa inevitabilmente escludere qualcos’altro.
Capitoli 3-7: La trappola
Mattia si sente intrappolato in una famiglia soffocante che impedisce la realizzazione dei suoi sogni. Leggendo sul giornale la notizia della propria morte, decide di ricostruire la sua vita da zero.
Capitoli 8-16: Adriano Meis
Si trasferisce a Roma assumendo l'identità di Adriano Meis (nome che richiama filosofi e medici del XIX secolo). Tuttavia, scopre che senza documenti non può sposarsi, comprare casa o vivere legalmente.
Capitoli 17-18: Il ritorno
Ritorna in Liguria, ma scopre che la moglie si è risposata e ha una figlia. Decide quindi di diventare un bibliotecario in una chiesa sconsacrata, un vero "non-luogo" dove non va nessuno. Vive a casa della zia, dormendo nel letto della madre morta, e porta fiori sulla propria tomba. Quando gli chiedono chi sia, risponde: "Io sono il fu Mattia Pascal".
Lo strappo nel cielo di carta e la filosofia del lanternino
Lo strappo rappresenta la crepa nelle certezze a cui ci aggrappiamo. Roma viene descritta come una città trasformata: da "acquasantiera" (centro di spiritualità) a "posacenere" (una grandezza ormai spenta).
Oreste e Amleto
Pirandello immagina lo sbigottimento della marionetta Oreste se vedesse rompersi il fondale di carta del teatrino. Oreste, deciso a compiere il suo destino, diventerebbe Amleto, l'eroe del dubbio e dell'indecisione. Il mondo è falso come un fondale di carta e il nostro volto è una maschera.
La Lanterninosofia
Nella modernità, gli uomini non hanno una luce collettiva che illumini l'orizzonte, ma devono affidarsi al proprio lanternino individuale. I "lanternoni" (le grandi ideologie o fedi) sono costruzioni collettive che col tempo tramontano, lasciando gli uomini confusi come formiche disorientate. Il caso rivela la sua vera natura: anagrammandolo si ottiene caos.
Uno, nessuno e centomila
Il protagonista, Vitangelo Moscarda, credeva di essere "uno" (una personalità fissa), ma scopre che gli altri lo vedono in centomila modi diversi. Una banale osservazione della moglie sul suo naso scatena l'ossessione di scoprire le maschere che gli altri gli attribuiscono.
La dissoluzione dell'Io
Per distruggere le immagini che gli altri hanno di lui, inizia a comportarsi in modo opposto alle attese. Non cerca una nuova identità, ma si abbandona alla mutazione continua, sentendosi capace di superare il limite individuale attraverso l'immersione nella vita universale (natura).
Temi Principali
- Relativismo assoluto: Non esiste una verità univoca.
- Incomunicabilità e solitudine: Gli uomini non parlano tra loro, ma con l'immagine che hanno dell'altro.
- Follia: Chi si comporta in modo inatteso viene considerato pazzo; alla fine, Moscarda indossa fisicamente la maschera del folle.
Il Naso e la rinuncia al nome
La crisi parte da un evento ordinario e sfocia nella follia razionale. Le soluzioni proposte sono la "non-vita" o il diventare "nessuno", rinunciando al proprio nome per fondersi con la natura. Come suggerito in Niebla (di Unamuno), il modo in cui percepiamo noi stessi cambia in base a chi pronuncia il nostro nome, poiché spesso non conosciamo nemmeno la nostra stessa voce.