Manifesto fondativo del PSOE (1879): contesto, contenuti e impatto sul movimento operaio spagnolo
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Manifesto di fondazione del PSOE (1879)
Introduzione
Questo testo è di natura politica, un documento pubblico e una fonte primaria. Gli autori sono membri che avevano aderito al PSOE, in particolare Javier Vera e Pablo Iglesias, leader del movimento operaio spagnolo e fondatori del PSOE e dell'UGT. Il documento fu pubblicato come articolo di orientamento socialista e divenne uno dei fondamenti del PSOE. La morte di alcuni protagonisti segnò momenti di interruzione e trasformazione nel socialismo spagnolo.
La data di redazione è il 20 luglio 1879, quando si costituì lo Spanish Socialist Workers' Party come forza di opposizione alla Restaurazione, poco dopo l'arrivo al trono di Alfonso XII. In questo estratto gli autori descrivono la situazione del proletariato: vive in stato di miseria sociale e di sfruttamento, mentre la borghesia è la classe dirigente con numerosi privilegi. Per questo motivo si propone il possesso del potere politico da parte della classe operaia e la trasformazione della proprietà privata in proprietà collettiva. In generale, l'obiettivo principale è l'emancipazione della classe operaia e l'abolizione delle classi sociali.
Analisi
Il PSOE è uno dei partiti politici sorti nel periodo della Restaurazione e mirava a rappresentare gli interessi del proletariato. La necessità di rendere i lavoratori consapevoli del proprio potenziale è collegata al lavoro svolto durante la Prima Internazionale e, soprattutto, alle idee di Marx, presenti nel testo.
Secondo il documento, nella teoria marxiana si individuano tre compiti principali:
- Analizzare il passato: la società è ingiusta a causa della disuguaglianza di classe — da una parte la borghesia, classe dominante e detentrice della ricchezza e del potere politico, dall'altra il proletariato, classe operaia oppressa e priva di rappresentanza.
- Criticare il presente: il predominio del capitalismo, la ricerca del massimo profitto mediante investimenti in macchinari e la riduzione dei salari provocano scontri fra borghesia e proletariato; ciò si traduce in forme di schiavitù salariale, miseria e marginalizzazione politica e intellettuale del proletariato.
- Progettare il futuro: la necessità di una rivoluzione proletaria che conduca a una dittatura del proletariato transitoria e infine alla scomparsa delle classi sociali, con l'emancipazione completa della classe operaia e l'introduzione del comunismo.
Di conseguenza, il testo sottolinea la necessità di sensibilizzare la classe operaia alla lotta contro le ingiustizie presenti nella Spagna del XIX secolo. Un altro obiettivo esplicito è la conquista del potere politico tramite la formazione di un partito capace di intervenire nella vita pubblica del paese. In questo senso si tratta di un socialismo scientifico, in opposizione al socialismo utopico.
La diffusione di queste idee si intensificò a partire dal 1888 con la fondazione del giornale e del sindacato UGT, rendendo più agevole la circolazione delle idee socialiste tra i lavoratori.
Contesto storico
Il movimento operaio e il manifesto del PSOE si collocano nel periodo della Restaurazione e nella fase in cui il PSOE si strutturò come partito politico al di fuori del sistema tradizionale. L'origine del movimento operaio in Spagna è da ricondurre alle dure condizioni di lavoro, alle lunghe giornate (talvolta fino a 24 ore consecutive) e alla malnutrizione. A queste condizioni si unirono le idee internazionaliste diffuse dai movimenti di protesta della classe operaia.
Alcuni episodi rilevanti citati dal testo sono:
- Il primo episodio di lotta operaia ad Alcoy nel 1821 con la distruzione di telai per tessitura e la resistenza alla meccanizzazione.
- Nel 1840 a Barcellona la nascita di forme di associazionismo reciproco tra lavoratori del cotone che rivendicavano il diritto di associazione, salari migliori e condizioni di lavoro più dignitose.
- In ambito rurale, i disordini si manifestarono in sommosse dove gruppi di braccianti senza lavoro attaccavano forni o occupavano terre: la cosiddetta «rivolta del pane» fu tra i più importanti episodi.
All'inizio la prima influenza sugli operai derivò dal socialismo utopico, ma tra il 1868 e gli anni successivi il movimento si orientò verso l'anarchismo, sotto l'influsso della Prima Internazionale. L'influenza iniziò quando l'italiano Giuseppe Fanelli e altri attivisti organizzarono azioni di propaganda in Catalogna e a Valencia. L'anarchismo conquistò una presa più forte rispetto al marxismo, anche per la sua vicinanza ideologica al repubblicanesimo federale e a figure come Francesc Pi i Margall: entrambi condividevano la difesa della sovranità popolare, l'anticlericalismo e l'ateismo.
La relativa arretratezza economica di alcune regioni spagnole stimolò fortemente le spinte di emancipazione sociale. Prima del Congresso degli operai spagnoli tenutosi a Barcellona nel 1870, in cui fu costituita la Federazione regionale spagnola, si susseguirono eventi chiave. La conferenza di Saragozza dell'aprile 1872 confermò il trionfo delle teorie rivoluzionarie di ispirazione antiautoritaria e anarchica, da cui emerse l'azione sindacale e l'anarco-sindacalismo.
Nello stesso 1872 Paul Lafargue e altri formarono a Madrid un gruppo di tipografi guidato da Pablo Iglesias: la formazione di questo nucleo socialista fu all'origine del Partito Socialista Operario Español (PSOE), che promosse il manifesto oggetto del presente testo. L'Unione Generale dei Lavoratori (UGT), sindacato di indirizzo socialista, fu fondata nel 1888 grazie alla legge sulla libertà di associazione approvata l'anno precedente.
L'obiettivo del PSOE era la trasformazione della società mediante la conquista del potere da parte della classe operaia e la trasformazione della proprietà privata in proprietà collettiva, affidata alle comunità dei lavoratori per l'uso comune dei beni. La crescita del socialismo fu lenta: alla fine del secolo si diffuse soprattutto a Madrid, in Biscaglia (Vizcaya) e nelle Asturie. L'anarchismo, invece, ebbe maggiore successo e diffusione geografica, soprattutto in Catalogna — per il suo legame con il repubblicanesimo federale — e in Andalusia, dove i contadini si orientarono verso correnti dell'anarchismo spagnolo.
Un terzo modo di incanalare le richieste dei lavoratori fu il sindacato cattolico, basato su un approccio conservatore che considerava la disuguaglianza sociale un dato ineliminabile e tentava solo di attenuarne gli effetti tramite misure assistenziali. Nei decenni finali del XIX secolo il movimento dei lavoratori adottò diverse forme associative (mutue di soccorso, cooperative, ecc.), ma solo a partire dal 1900 emersero chiaramente le organizzazioni di classe orientate dalle due grandi ideologie di emancipazione: anarchismo e socialismo.
Conclusione
In conclusione, questo testo è prezioso poiché illustra come le idee di Marx e il loro impatto sulle classi lavoratrici, concentrate principalmente a Madrid, nelle Asturie e nei Paesi Baschi, contribuirono a mobilitare la classe operaia per porre fine alle ingiustizie sociali. I lavoratori coinvolti in questi movimenti costituirono le basi del PSOE, un partito che è sopravvissuto fino ai giorni nostri e che ha esercitato potere politico in vari momenti.
Il testo rivolge un appello al popolo con un tono di esortazione, rivendicando diritti e proprietà per chi lavora, e proponendo la fine della schiavitù salariale e della disuguaglianza di classe per arrivare, nelle intenzioni espresse, a una società comunista più egualitaria.