Maria Montessori: Principi, Metodo e L'Eredità della Pedagogia Scientifica
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Maria Montessori: Dalla Medicina alla Pedagogia Scientifica
Maria Montessori nasce a Chiaravalle da una famiglia borghese e benestante, da cui recupera i principi di liberalità. Ella si laurea in medicina, spostando poi il suo interesse verso la pedagogia, motivata da un profondo interesse verso i poveri e i bambini. A quell’epoca, il bambino era considerato una sorta di adulto mancato e si cercava di velocizzarne la crescita, specialmente in quelle famiglie povere dove i bambini erano abbandonati a sé stessi.
Montessori utilizza le sue conoscenze mediche per aiutare gli altri.
Cercherà di capire da dove nascono i problemi tipici dei bambini *anormali* (o con deficit cognitivi) e avverte che una delle cause potrebbe essere che sono poco stimolati e non si sviluppano dal punto di vista cognitivo e affettivo.
La **Montessori** crede che i bambini abbiano una forza interna che va riconosciuta. Essi sono molto spesso etichettati, lasciati in queste scuole dove non fanno nulla e l’unico momento in cui imparano qualcosa è quello del pasto.
La Montessori capisce che i bambini con deficit cognitivi possono ottenere risultati sorprendenti, addirittura uguali o superiori a quelli dei bambini normali.
La Scoperta del Bambino e il Metodo Scientifico
La Montessori si rende conto che le sue competenze mediche possono aiutarla in ambito pedagogico. Dunque, la pedagogia, che utilizza il metodo scientifico, e le sue tesi, sono sostenute con forza e confermate da fatti sperimentali. Capisce che il bambino con deficit cognitivi richiede un intervento più educativo che medico; essi vanno educati diversamente più che curati.
La Montessori parte dai primi studi della psicologia sperimentale, ma ritiene che non siano quelli gli strumenti che servono per poter migliorare formazione e sviluppo.
La Montessori si accorge che ciò che si era sbagliato era il modo di guardare il bambino e afferma che la pedagogia deve cambiare partendo da ciò. Il suo oggetto di studio non è il bambino studiato in laboratorio, ma il bambino riscoperto nella sua autenticità, fino ad ora repressa. La Montessori dice che bisogna andare ad analizzare il *vero bambino*.
Per arrivare a una pedagogia scientifica dobbiamo passare attraverso una pedagogia che liberi il bambino studiato in laboratorio o represso da un’istituzione scolastica.
I Fondamenti Teorici: Itard e Séguin
I punti di riferimento rimangono **Itard** e **Séguin**, due medici che hanno studiato i bambini con deficit cognitivi. Secondo Montessori, essi applicano le scoperte della psicologia sperimentale a obiettivi educativi: migliorare la vita dei bambini e capire i motivi dei problemi.
Montessori ha la convinzione che bisogna studiare la pedagogia del bambino (meccanismi mentali e il loro funzionamento) per impostare correttamente qualsiasi intervento educativo.
La sua opera intitolata *“La Scoperta del Bambino”* racchiude nel titolo la caratteristica fondamentale della pedagogia montessoriana: la scoperta del bambino nella sua spontaneità e autenticità, che può verificarsi solo in un ambiente pensato a sua misura e in condizioni di libertà.
Critica all'Educazione Tradizionale e Sperimentale
La Montessori critica:
L’Educazione Tradizionale: Opprime il bambino dal punto di vista delle strutture, poiché il bambino è costretto nel banco in posizioni di innaturale immobilità; dal punto di vista del metodo, poiché il maestro si limita a travasare il sapere nella mente del bambino, costringendolo a un ruolo passivo e impedendone il libero sviluppo.
Pedagogia Sperimentale: Si limita a osservare gli alunni in un “laboratorio” e non in un ambiente in cui si comportano con serenità e spontaneità.
Principio Fondamentale: La scuola non deve trasmettere nozioni, ma offrire le condizioni e i presupposti affinché il bambino possa intraprendere in autonomia il suo apprendimento: la vera educazione è **autoeducazione**.
I Periodi di Sviluppo e la Mente Assorbente
Fino a 3 anni, il bambino immagazzina gli stimoli ricevuti dall’esterno grazie alla **Mente Assorbente**, ma non ha ancora maturato le facoltà mentali necessarie per elaborarli. Il bambino assorbe dall'esterno tanto quanto può, in modo caotico, senza un ordine.
Da 3 a 6 anni, la Mente Assorbente si trasforma in **Mente Logica**, che dà un ordine a ciò che è stato assorbito. Secondo la Montessori, in quest'età il materiale didattico deve aiutare appunto a mettere ordine a quella serie di nozioni assorbite in precedenza. Il materiale aiuta il bambino in questa fase.
L'Ambiente Educativo: La Casa dei Bambini
La scuola materna deve essere un posto dove il bambino riesca a esprimersi attraverso la sua voglia di fare. Non ci sono banchi, ma i bambini sono liberi di muoversi. La voglia di fare è strettamente legata alla conoscenza e allo sviluppo: è *facendo* che il bambino impara. Nella scuola montessoriana i bambini sono guidati in modo che imparino con ordine. Il bambino silenzioso e concentrato, preso dal suo lavoro, rispetta le regole.
Il materiale è limitato, uno per ogni tipo, proprio perché i bambini devono aspettare il loro turno con pazienza. Essi, attratti dal materiale, potranno fare esperienza, ma devono aspettare il loro turno e successivamente rimetterlo al loro posto. In questo modo, il bambino sa che deve rispettare regole e creare ordine, che il bambino stesso ritiene fondamentale.
Il materiale è scientificamente studiato. Parte dagli oggetti proposti da Itard e Séguin per i bambini disabili e li modifica in base all’osservazione dei bambini stessi.
I Periodi Sensitivi e le Nebule
Nel momento in cui la Mente Assorbente agisce, secondo la Montessori, essa è guidata da sensibilità interne. La mente assorbe non a caso, ma nei **Periodi Sensitivi** (sensibilità maggiore del bambino verso qualcosa che dura temporaneamente, dopodiché scompare) è attratto da alcuni materiali rispetto ad altri. C’è questa spinta interna a recuperare dall'ambiente gli stimoli che gli servono in quel determinato momento per crescere. Perciò parla di **Nebule**, spinte nebulose, non chiare, che il bambino sente e che si presentano in un determinato periodo. Se non viene soddisfatta o trascurata, quell'opportunità di crescita viene persa. Il bambino farà dunque molto più sforzo per recuperare.
La Montessori ritrova i suoi maestri in due figure che rappresentano i modelli ispiratori: Itard e Séguin, a cui si rifà. Sono due fondatori di un metodo pedagogico che si avvale della psicologia, ma recupera la ricerca psicologica per raggiungere degli obiettivi educativi. Questo è ciò che vuole fare la Montessori: non usare la psicologia per fare del bambino un oggetto di esperimento.
Bisogna liberare il bambino e scoprire quello nascosto, secondo Montessori, una grandissima sorpresa: proprio quel bambino, nel suo desiderio di esprimersi, creativo, con voglia di fare, con tante potenzialità. Bisogna osservarlo non in laboratorio, ma in libertà.
La Casa dei Bambini
Nel 1907 fonda la prima **Casa dei Bambini** nel quartiere di San Lorenzo, con l’idea di ospitare i figli degli operai che venivano spesso lasciati soli.
L’ambiente adatto in cui sperimentare il nuovo metodo è la Casa dei Bambini, istituzione per l’educazione dei bambini in età pre-scolare.
Caratteristiche dell'Ambiente Montessoriano
Montessori descrive un mondo in cui gli adulti non hanno tempo di occuparsi dell’educazione dei figli poiché i loro obblighi li opprimono; anche nelle migliori condizioni il bambino resta confinato nella sua stanza, affidato a estranei stipendiati.
- È utile procedere all’isolamento dei sensi per aiutare a distinguere le impressioni totali da quelle visive e olfattive.
Il metodo montessoriano è indiscutibilmente un metodo analitico che si contrappone alla concezione della mente globalizzante del bambino di Decroly.
Il Materiale Sensoriale Montessoriano
Il materiale sensoriale deve rispondere ad alcuni criteri:
- Consentire il controllo dell’errore: Il bambino deve poter individuare autonomamente eventuali errori per trarre un insegnamento senza bisogno di un intervento esterno.
- Deve essere attraente: Il bambino deve incuriosirsi, dev’essere spinto a usarlo.
- Deve incoraggiare l’attività del bambino: Il materiale non deve solo essere bello da vedere, ma deve anche trattenere l’attenzione del bambino.
- Deve essere limitato in quantità: Il bambino già possiede moltissimi stimoli derivati dall’ambiente. Un eccesso di materiali danneggia il bambino perché lo confonde e disperde le sue forze.
Il compito della scuola è fornire una guida per riordinare il caos delle impressioni che riceve costantemente.
La Quadriga Trionfante
Nella casa montessoriana sono quattro i “rami di coltura”, ovvero le discipline a cui vengono avviati i bambini: disegno, scrittura, lettura, aritmetica, che costituiscono la **Quadriga Trionfante**.
Questi rami derivano dall’educazione dei sensi, nei quali si trovano le preparazioni e gli impulsi iniziali dei quattro rami:
- L’aritmetica deriva da un esercizio sensoriale a valutare le dimensioni.
- Il disegno proviene da un’educazione all’occhio a valutare forme e colori.
- La scrittura deriva da un insieme di esercizi tattili, visivi e uditivi da cui nasce la lettura.
Le Case dei Bambini nascono per accogliere i figli degli operai sollevandoli dall’onere di accudire i figli e permettendo loro di lavorare, anche alle donne che per Montessori non devono più essere “donne del focolare”.
Il progetto educativo della Montessori inizia da una revisione profonda dello spazio e dell’attività scolastica:
- Spazi interni ed esterni, materiali ed elementi di arredo sono tutti a misura di bambino in modo che egli possa muoversi con spontaneità.
- I bambini sono responsabili di tutte le attività che riguardano la vita quotidiana, a partire dal mantenimento dell’ordine nell’aula. L’ordine esterno, interiorizzato dalla Mente Assorbente, si traduce in un ordine interno.
- I mobili presenti all’interno della Casa dei Bambini sono funzionali all’utilizzo. Tavoli, sedie, scaffali, armadi, mensole, sono proporzionati e leggeri per poter essere agevolmente spostati e per far capire al bambino in modo diretto e immediato quali dei suoi movimenti non risultano coordinati (principio dell’autoeducazione) → **Educazione dei movimenti**.
- L’**Educazione Sensoriale** ha come scopo l’affinità dei sensi e lo sviluppo dell’intelligenza. Permette di scoprire e correggere eventuali difetti di sviluppo.
Il Materiale Montessoriano e il Ruolo della Direttrice
Il Materiale Sensoriale
Secondo Montessori il bambino è naturalmente spinto a svilupparsi grazie a una forza interiore (**auto-educazione**). Il compito della scuola è quello di permettergli di esprimersi con spontaneità, fornendo materiali adeguati e organizzati. Si tratta del materiale sensoriale che permette di mettere ordine nelle impressioni accumulate dalla Mente Assorbente nei primi anni di vita.
Il materiale è strutturato e raggruppato in base a una determinata caratteristica (colore, forma, dimensione) presente in ciascun oggetto in diverse gradazioni, in modo da abituare i sensi a riconoscere similitudini e differenze. Lo scopo di questa organizzazione è quello di isolare una specifica caratteristica dalle altre, in modo che il bambino sviluppi la capacità di riconoscere specifici colori, forme ecc.
Il Ruolo della Direttrice
La Direttrice svolge una funzione profondamente diversa da quella tradizionale:
- Illustra ai bambini il materiale di sviluppo e controlla che il loro lavoro si svolga in ordine e con rispetto reciproco.
- Sa quando intervenire ma si tiene quanto più possibile al di fuori dell’attività dei bambini, pur osservandola con attenzione per poter registrare ogni cosa.
- Sa mantenere ordine e silenzio, non loda, non punisce, non corregge.
Critiche al Metodo Montessori
Il metodo montessoriano è stato oggetto di diverse critiche:
- Critica di Dewey sull'utilizzo del materiale: Montessori usa materiale scientifico, studiato e predisposto; in questo modo il bambino assorbe l’intelligenza di chi lo ha preparato. Il materiale quotidiano, invece, favorisce creatività e sviluppo attraverso azioni libere.
- Metodo Analitico: Aver proposto un metodo analitico, tipico di un’età più avanzata, che si oppone alla funzione globalizzante di Decroly.
- Mancanza di Gioco Libero: Non aver dato importanza al gioco libero, poiché l'attività è sempre predeterminata.
- Costo dei Materiali: Utilizzo di materiali costosi, poiché scientificamente studiati.
- Atomismo Individualistico: Prevale la dimensione individuale; ognuno lavora separatamente senza necessariamente interagire. In questo modo i bambini non sviluppano appieno il senso di solidarietà e collaborazione. (La Montessori risponde che in realtà ci sono attività, come il giardinaggio, che stimolano la socializzazione).
- Eccessiva Scolarizzazione: I bambini vengono troppo scolarizzati; i compiti non sono in linea con le tappe di sviluppo.
Educazione alla Pace e Principi Pedagogici
Educazione alla Pace
Montessori esprime l’importanza di educare alla libertà e alla democrazia (in contrasto con il fascismo in cui si muove). Il bambino deve essere considerato nella costruzione della società con fede e speranza.
Principi di Sviluppo (Riferimenti a Piaget e Claparède)
Principio della successione genetica: Il fanciullo si sviluppa naturalmente passando attraverso un certo numero di stadi che si succedono in un ordine preciso (riferimento a Piaget). Il bambino ha in sé già tutto ciò che gli serve per potersi adattare e crescere bene. Si ritiene che bisogna lasciare che la natura agisca prima di intervenire e agire al posto del bambino. Egli è in grado di rispondere ai propri bisogni di bambino e non bisogna continuamente sostituirsi a lui o spingerlo a fare, ma rendersi conto che ha già gli strumenti.
Principio dell'esercizio genetico: In ogni fase della crescita il bambino tende a occuparsi spontaneamente in attività che lo gratificano, ma lo aiutano anche ad affrontare le fasi successive dello sviluppo.
Principio dell’autonomia funzionale dell’infanzia: Il fanciullo non è considerato un adulto in crescita, un essere imperfetto che dovrà diventare adulto per essere completo. Per **Claparède**, il bambino è già perfetto e la sua vita mentale costituisce un’unità, adatta ai bisogni del momento. Si deve aiutarlo a vivere la propria fanciullezza e consentire la sua felicità.
Principio dell’individualità: Ogni individuo differisce dagli altri per caratteristiche sia fisiche che psicologiche e di ciò la scuola deve tenere conto.
Questi principi portano Claparède a elaborare un progetto di scuola “su misura”, che è anche il titolo della sua opera più famosa, in cui egli parte proprio da quest'ultimo principio.