Martin Lutero: le 95 tesi, le indulgenze e la Dieta di Worms (1517–1521)
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95 tesi (1517) - Martin Lutero e l'inizio della Riforma
Nel 1517 Martin Lutero (monaco agostiniano) appende sul portale della chiesa di Wittenberg (Germania) le 95 tesi che danno il via alla Riforma che prende il nome da lui. Intanto il dibattito su come rinnovare la chiesa occidentale era vivo da almeno due secoli. Il Concilio di Costanza (1418) aveva messo fine allo scisma d'Occidente e aveva avviato un processo di riforma della chiesa. Nelle assemblee conciliari erano presenti vescovi e teologi che volevano mettere fine ai mali più estremi della chiesa, cioè:
- Simonia (vendita delle cariche, che porta all'utilizzo di elementi di corruzione molto gravi);
- Concubinato (due persone vivono insieme ma non sono sposate);
- Nepotismo (posizionare figli illegittimi o parenti in luoghi di potere e incarichi della chiesa).
Furono stabilite molte norme per combattere la corruzione, ma nessuna fu eseguita perché si crearono conflitti tra il papa e il concilio. Il Concilio Lateranense risolse tutto con la bolla Pastor aeternus gregem (emanata nel 1516), con cui sancì la superiorità del papa sul concilio e pose fine al movimento riformatore interno al cattolicesimo romano.
Le 95 tesi ebbero inizio da una disputa sulle indulgenze che coinvolse l'opinione pubblica tedesca. Nel 1515 il papa Leone X aveva concordato con la famiglia degli Hohenzollern un'indulgenza: i soldi ricavati andavano metà a loro e metà a Roma. Nel 1517 nelle città tedesche arrivarono dei predicatori domenicani e bastava versare denaro per ottenere lettere di indulgenza sottoscritte dal papa, che toglievano pene, secondo l'autorità dei sacerdoti e, a loro dire, di Dio.
Le tesi erano scritte in latino, perché Lutero le aveva esposte per aprire un confronto teologico all'interno della sua università. Qualcuno le lesse, le tradusse in tedesco, stampò molte copie e le distribuì dappertutto. Le tesi sostenevano che solo Dio può rimettere i peccati e le pene del purgatorio. Affermavano poi che chiunque pensasse di ottenere la salvezza comprando un pezzo di carta (lettera di indulgenza), con il quale il papa lo illudeva di un perdono che non aveva il diritto di concedere, sarebbe stato dannato.
Le 95 tesi presupponevano la giustificazione per la sola fede (salvezza rice- vuta per mezzo della fede e non per opere meritorie). Lutero era cioè convinto che l'uomo, corrotto dal peccato originale, non potesse compiere il bene senza il sostegno della grazia divina e che ogni sforzo umano per acquistare meriti che assicurassero il paradiso fosse inutile. Solo la fede poteva dare la speranza di far parte della comunità dei giusti e di ottenere la salvezza eterna. La chiesa non poteva non condannare le affermazioni di Lutero come eretiche.
Nel 1518 Lutero fu quindi condannato, ma il suo caso passò in secondo piano perché si svolgeva l'elezione dell'imperatore. Fu eletto Carlo V d'Asburgo nel 1519; era già erede di corone in gran parte d'Europa e dovette affrontare il problema di Lutero, che subì una seconda condanna con la bolla Exsurge Domine del 1520.
Lutero a Worms e la Riforma protestante (1521)
Nel 1521 Carlo V convocò Lutero a Worms affinché ritirasse le sue posizioni. Molta gente vedeva in Lutero il difensore dei diritti dei tedeschi contro Roma e, durante il viaggio, fu accompagnato da grandi manifestazioni di entusiasmo popolare. Il rappresentante del papa gli chiese se riconosceva come propri gli scritti condannati dalla chiesa e Lutero rispose di sì.
Gli venne poi chiesto se era disposto a ritrattare i contenuti e Lutero chiese un giorno di tempo per riflettere. Se non si fosse pentito, la rottura con Roma sarebbe stata definitiva e la Germania si sarebbe divisa tra sostenitori della Riforma e avversari.
Il giorno dopo Lutero affermò un altro principio della Riforma protestante: la libertà di coscienza, cioè il diritto di accogliere la parola di Dio senza dover dipendere da un'autorità che pretenda di essere l'unica interprete della rivelazione.