Marx e il Manifesto Comunista: Analisi del Materialismo Storico

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Karl Marx era un filosofo, un maestro del sospetto, scrittore, storico, sociologo, economista tedesco e pensatore socialista. È il padre teorico del socialismo scientifico e del comunismo. Insieme a Friedrich Engels è considerato una figura storica chiave per la comprensione della società e della politica. Frequentò la Facoltà di Giurisprudenza, entrando in contatto con la sinistra hegeliana. Abbandonò il diritto per dedicarsi alla filosofia. Successivamente entrò in un periodo di critica filosofica, entrando in contatto con socialisti e comunisti, parte del cui lavoro è culminato nel Manifesto del Partito Comunista. A seguito dell'avvio della rivoluzione, Marx, perseguitato dalla censura, fuggì in tutta Europa, per poi stabilirsi a Londra dove completò la sua opera.

Il suo pensiero ruota attorno al contesto storico della Rivoluzione Industriale, alla classe e all'ancoraggio del capitalismo. Emergono la borghesia e il proletariato, la classe sfruttata, che comincia a prendere coscienza della situazione. La filosofia marxista analizza e svela la verità del capitalismo, con conseguenti significative rivoluzioni proletarie, che rivendicano i loro diritti in tutto il XIX secolo. Inizialmente, queste rivoluzioni sono disorganizzate (improvvisi attacchi contro le macchine). Ma nel 1848, il Manifesto del Partito Comunista, scritto da Marx ed Engels, fornisce l'elemento ideologico che farà scattare la scintilla di una vera e propria rivoluzione, l'unione completa del proletariato, mentre, allo stesso tempo, i governi e i capitalisti cercheranno di reprimerla.

Di minore importanza, ma non per questo trascurabili, sono i movimenti intellettuali che influenzarono Marx, quali: il socialismo utopistico, il movimento cartista e l'anarchismo.

Il Manifesto del Partito Comunista

Il Manifesto del Partito Comunista è la sintesi perfetta dell'ideologia comunista, un testo breve per diffondere le idee e le aspirazioni della Lega dei Comunisti (un'organizzazione che a quel tempo stava guadagnando seguaci e influenza in Europa). Il libro è diviso in quattro capitoli, nei primi due dei quali vengono esposte le idee fondamentali del comunismo. Ci concentreremo sul primo.

Borghesia e Proletariato: Il Materialismo Storico

Nel primo capitolo, l'idea centrale è il materialismo storico, la scienza marxista della storia. L'interpretazione della storia parte dal campo, dalla produzione di beni materiali e, quindi, il sistema di produzione influisce sulla storia dell'umanità, che avanza attraverso la lotta di classe verso una società senza classi futura. Attualmente, i due protagonisti sono la classe borghese (gli oppressori) e il proletariato (gli oppressi). Pertanto, Marx vede una forte necessità per il proletariato di prendere il potere attraverso una rivoluzione, per arrivare a quella società socialista, dove l'interesse è comune, non ci sono classi, e regna l'armonia e la pace (non più conflitti).

Per quanto riguarda l'uomo, Marx lo vede come una persona che trasforma la storia, la società e la natura, essendo l'attività lavorativa la principale. Ecco uno dei fondamenti del materialismo storico: i lavori connessi all'uomo, alla natura e alla società costituiscono l'essenza umana, che a sua volta determina la coscienza (il comunismo). Il problema è che nella società capitalistica, in cui il lavoratore è un lavoratore dipendente, si verifica un'alienazione. In questa società, la comunità subisce un cambiamento, quindi non crea per sé stesso, ma per gli altri (prodotti). Il lavoratore non riceve il prodotto nelle proprie mani, ma vende la sua personalità. Purtroppo, l'alienazione economica dà luogo ad altri tipi di alienazione, come quella politica, religiosa, filosofica e socio-culturale.

Nella società capitalistica, la fede è possibile. La proprietà privata e la classe dirigente distorcono la fede. La perdita di umanizzazione è qualcosa che il lavoratore comprende.

  • Marx definisce la produzione del lavoro come la base del sistema di produzione e dell'organizzazione sociale.

Tenendo conto di ciò, tutto si spiega attraverso il sistema di produzione. Le attività di produzione creano beni per soddisfare le necessità degli uomini e sono composte dal processo del lavoro, che risulta nelle relazioni di produzione, che determinano le classi sociali ed economiche. Queste sono la struttura della società, l'infrastruttura, su cui si eleva la sovrastruttura: credenze, costumi, coscienza politica e giuridica, ideologie sociali.

Marx introduce qui il concetto di ideologia, una falsa coscienza del proletariato rispetto alla vera realtà, causata dalla divisione del lavoro e dalla proprietà privata. È uno strumento di persuasione a livello politico (manipolazione del governo) e religioso (consolazione delle persone, l'oppio dei popoli).

D'altra parte, le relazioni sociali sono modellate in un processo storico per l'umanità. La storia è un'evoluzione dialettica, rigida per la logica di cause ed effetti, conoscibile scientificamente. La scissione nella classe sociale dominante costituisce la base del motore sociale della storia: la classe dominante e le classi dominate.

Quando le contraddizioni del sistema di produzione e le tensioni diventano acute, si avvia la rivoluzione sociale, che distrugge un determinato modo di produzione. Il modo di produzione è come si producono i beni materiali nelle diverse società: troviamo lo schiavismo, il feudalesimo, il capitalismo e il socialismo. Questo processo rivoluzionario si osserva in una classe di dislocati, che sono il motore della storia, la contraddizione tra le forze produttive e la produzione, che porterà alla liberalizzazione e alla libertà dell'uomo, trasformando il capitalismo nella società comunista, con la scomparsa delle classi.

Marx propone di stimare la ruralità per comprendere le contraddizioni e, soprattutto, per sradicarle e proporre un ideale materiale (dalla realtà materiale). Prende il metodo hegeliano, rifiutando la concezione idealistica e accettando l'oppressione. Il metodo dialettico consiste nell'evolvere, affermando e negando, per superare il problema: l'antitesi (il proletariato) si scontra con il problema, la sintesi (la rivoluzione). Questo metodo costituisce lo sviluppo della storia (nella struttura economica), dal capitalismo al comunismo.

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