Il Metodo Scientifico da Newton a Darwin: Evoluzione e Geologia

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Il Principio Metodologico della "Vera Causa": Dall'Ispirazione Newtoniana alla Selezione Naturale

Sin dai primi anni della sua giovinezza, Isaac Newton fu impegnato nell'interrogare la Natura per raccogliere i dati nel modo più accurato possibile attraverso l'esperienza, controllando con essi ogni tentativo di spiegazione teorica. Il risultato fu una metodologia particolare che, a suo parere, la conoscenza filosofica doveva assumere e mantenere. Newton propose una serie di quattro principi guida, o "regole del ragionamento nella filosofia":

  • 1. Devono essere ammesse solo quelle cause delle cose naturali che siano vere e sufficienti a spiegare i fenomeni.
  • 2. Per quanto possibile, dobbiamo assegnare le stesse cause agli stessi effetti naturali.
  • 3. Le qualità dei corpi devono essere stimate come qualità universali di ogni corpo.
  • 4. Nella filosofia sperimentale, le proposizioni dedotte dai fenomeni per induzione generale devono essere considerate vere o quasi vere, nonostante ogni ipotesi contraria che si possa immaginare, fino a quando non si verifichino altri fenomeni che possano costituire eccezioni.

Il metodo di Newton appena presentato ha una duplice importanza per la storia della scienza:

Da un lato, questo metodo è stato un importante passo in avanti rispetto al metodo di Galileo, che soffriva di una mancanza importante: il metodo di Galileo era costruito senza un fondamento che prendesse come punto di partenza le cause prime della natura.

D'altra parte, il metodo di Newton è filtrato con successo in settori quali la geologia e la biologia evolutiva, dove è stato recepito, seppur in modo remoto, come base per la selezione naturale di Darwin.

Charles Lyell e l'Uniformismo

L'obiettivo principale di Charles Lyell (1797-1875) era quello di sviluppare una teoria sulla natura e sulla struttura del cambiamento geologico. Il principio metodologico di Newton fu sostanziale per lui e il risultato fu la sorprendente teoria dell'uniformismo in geologia:

  • L'età della Terra deve essere considerata immensa.
  • La scala dei fenomeni di grandi dimensioni, come le grandi catene montuose o i canyon, deve essere spiegata con la dottrina del cambiamento lento e costante.

Darwin motivò le sue tesi come segue: se la superficie terrestre subisce un cambiamento lento e meticoloso, è possibile sostenere che l'evoluzione della vita avvenga in modo ritmico seguendo quel ritmo geologico, con risposte altrettanto uniformi in natura.

La Rivoluzione Scientifica (II): Il Bilancio Generale della Metodologia di Galileo

Bacone e Galileo concordavano sull'importanza di interrogare la natura, ma ognuno lo fece in modo molto diverso.

La questione baconiana era strutturata con l'intenzione di guardare al fenomeno nella sua struttura latente. Invece, la questione galileiana era strutturata con l'intenzione di scoprire le leggi dei fenomeni, ovvero le proposizioni matematiche che intercorrono tra un fenomeno e l'altro. Ora, se Galileo intendeva la natura in questa modalità, quale percorso o strada scelse per studiarla? Il suo metodo prevede le seguenti fasi:

Le Fasi del Metodo Galileiano

  • 1. Risoluzione: Il primo passo consiste nella misura esatta dei fenomeni da studiare, il che implica il fermo rifiuto delle cause essenziali della natura aristotelica. Si distinguono le qualità primarie degli oggetti (spaziali e meccaniche) dalle secondarie (colori, sapori, suoni), che devono essere spiegate con l'aiuto delle prime.
  • 2. Composizione: Il secondo passo risiede nella formulazione di un'ipotesi che deve avere una struttura matematica.
  • 3. Verifica: Il terzo passo della procedura di Galileo è la verifica o prova di tali conseguenze sulla realtà empirica. Questo passaggio sancisce l'autenticità della ricerca empirica: se la ricerca è positiva, allora l'ipotesi è vera; in caso contrario, è falsa.

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