Monarchia spagnola: unificazione, intolleranza religiosa e impatto economico (XV-XVI secolo)
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La monarchia spagnola
I regni della Penisola Iberica
La struttura politica della penisola iberica era il prodotto di un processo disordinato da cui aveva origine lo Stato. Dalla battaglia di Las Navas de Tolosa la penisola era costituita da cinque regioni: i regni di Aragona, Castiglia, Navarra, Granada e il Portogallo.
L'unificazione della Spagna
L'unificazione della Spagna risale al matrimonio tra Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona. L'unione delle corone fu personale e i due regni continuarono a essere governati separatamente. Questa separazione esprimeva le differenze tra le due aree: la Castiglia puntava all'Atlantico, mentre l'Aragona guardava al Mediterraneo; agli interessi agricolo-commerciali dell'Aragona la Castiglia contrapponeva un'economia fondata sull'allevamento; infine, vi erano differenze linguistiche (catalano e castigliano).
Ferdinando seppe aggregare i due Stati e incontrò un vasto consenso che gli permise di costruire una forte monarchia dotata di un efficiente apparato burocratico e di un esercito permanente. L'elemento caratteristico dell'unificazione spagnola fu il clima religioso in cui si svolse. Infatti la prima grande impresa militare che la monarchia intraprese fu la guerra contro il Regno musulmano di Granada nel 1492. Inoltre, la prima istituzione nazionale della monarchia fu l'Inquisizione, istituita nel 1478 in Castiglia ed estesa, nel 1492, a tutto il regno. Anche nel caso spagnolo si trovò la tendenza della monarchia a estendere il proprio potere sulla Chiesa.
L'intolleranza religiosa
Un forte elemento di identità che univa la Spagna era la religione cattolica. Papa Alessandro VI riconobbe a Ferdinando il titolo di re cattolico. Essere spagnoli significò essere cattolici; la Spagna cristiana divenne il paese della più severa intolleranza. Si scatenò la persecuzione contro chiunque non fosse cristiano.
Nel 1492 vennero espulsi gli ebrei; nel 1526 le persecuzioni colpirono i Mori, che vennero cacciati. La politica di intolleranza produsse una forte unità ideologica nel paese, ma determinò anche gravi conseguenze economiche:
- Diffusione dello stile di vita tipico di un'aristocrazia parassitaria;
- Diffidenza verso il lavoro manuale: il cristiano di qualsiasi classe sociale si convinse che un uomo onorato non poteva essere tale se lavorava con le sue mani;
- Crescente dipendenza della Spagna dalla ricchezza dei paesi che dominava.
Si configurò un paradosso. La Spagna si avviò a diventare sempre più dipendente dalla ricchezza dei paesi che dominava.