Nazionalismo politico catalano: origini storiche, Renaixença e movimenti culturali

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Nazionalismo politico catalano: origini e rinascita culturale

Il nazionalismo politico catalano emerse nel XIX secolo e sostenne che la personalità politica e culturale della Catalogna era stata perduta nel 1714 con l'instaurazione dei Borboni. Questa monarchia assolutista impose un'uniformità politica che portò alla perdita delle istituzioni di autogoverno della Catalogna, oltre alla persecuzione della lingua catalana e delle tradizioni.

Fattori che hanno dato forma al progetto politico e culturale catalano

La lingua catalana veniva considerata la lingua dei contadini, meno "spagnola" rispetto al castigliano. A metà del XIX secolo il catalano mostrò segni di ripresa grazie a diversi fattori importanti, tra cui il processo di industrializzazione e il fiorire di movimenti culturali sia colti sia popolari.

La Renaixença e il recupero della lingua

I movimenti culturali si svilupparono valorizzando la lingua catalana; tra i moti letterari più rilevanti troviamo il romanticismo (che esaltava l'indipendenza e l'amore per la libertà), la riscoperta del Medioevo e del romanzo storico catalano e, in generale, il movimento noto come Renaixença.

La Renaixença iniziò simbolicamente nel 1833 con l'opera di Bonaventura Carles Aribau intitolata "Oda a la Patria", pubblicata sul settimanale El Vapor. Fu l'inizio del recupero della lingua catalana e degli sforzi per rilanciarne l'uso scritto e culturale. Un'altra figura di spicco del movimento fu Joaquim Rubió i Ors, importante per la pubblicazione di poesia in catalano su testate come El Diario de Barcelona.

I Jocs Florals e la letteratura

Nel 1859 tornò in auge la tradizione dei Jocs Florals, i giochi poetici che contribuirono a nobilitare e diffondere la produzione letteraria in catalano. Il popolo della Renaixença mantenne stretti rapporti con l'Università di Barcellona, favorendo il contatto tra cultura colta e cultura popolare.

Teatro, cori e società popolari

Da parte di personalità progressiste si sviluppò anche il teatro in catalano. Le opere di Frederic Soler, noto con lo pseudonimo Serafí Pitarra, venivano rappresentate al Teatro Romea di Barcellona. I lavori erano in catalano, con la presenza talvolta di un personaggio che parlava in spagnolo per rendere le opere più accettabili anche a Madrid.

Sul fronte corale, Anselm Clavé iniziò la creazione di cori e società corali (i cosiddetti "Cors Clavé") con lo scopo di nobilitare il tempo libero della classe operaia. Dal 1º maggio molte di queste canzoni furono utilizzate anche nelle proteste di piazza. La Fraternitat fu la prima associazione corale in Spagna e svolse funzioni simili a una cassa di resistenza o a una società di mutuo soccorso.

Escursionismo, feste popolari e sport

Nel 1890 fu creato a Barcellona il Centre Excursionista de Catalunya (CEC), che organizzava escursioni e preparava guide per evidenziare le caratteristiche culturali e naturali dei luoghi catalani. Le escursioni contribuirono a far conoscere il territorio e a rafforzare il senso di appartenenza collettiva.

Le raduni domenicali e la danza popolare, in particolare la sardana, divennero momenti di aggregazione fondamentale in cui le persone si incontravano e dialogavano, rafforzando legami sociali e culturali.

Stampa periodica e satira

I periodici ebbero anch'essi un ruolo rilevante. Tra le pubblicazioni settimanali satiriche più diffuse si possono citare La Campana de Gràcia e L'Esquella de la Torratxa, che contribuirono al dibattito pubblico e alla diffusione delle idee nazionali e politiche attraverso la satira.

Riepilogo delle principali attività culturali

  • Letteratura e Jocs Florals: recupero e valorizzazione della lingua catalana.
  • Teatro: opere in catalano (Frederic Soler / Serafí Pitarra) con stratagemmi per raggiungere un pubblico più ampio.
  • Musica corale: iniziative di Anselm Clavé e creazione di cori di massa e società di mutuo soccorso (La Fraternitat).
  • Escursionismo: attività del Centre Excursionista de Catalunya per la conoscenza del territorio.
  • Feste popolari: la sardana e i raduni domenicali come luoghi di socialità e confronto.
  • Stampa satirica: settimanali come La Campana de Gràcia e L'Esquella de la Torratxa che animarono il dibattito pubblico.

Nel complesso, la combinazione di rinascita linguistica, fioritura letteraria, attività teatrali e musicali, unita a forme di associativismo popolare e a una stampa vivace, contribuì a costruire una coscienza nazionale catalana che si radicò nella società a partire dalla metà del XIX secolo.

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