L'Oratoria Romana: Cicerone, Retorica e Persuasione nella Repubblica

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L'Oratoria Romana: Arte della Persuasione e Contesto Storico

L'arte della persuasione attraverso le parole. Nel sistema politico repubblicano, dove vi era sufficiente libertà di parola e il sistema giudiziario godeva di una certa indipendenza, questo genere letterario è stato uno dei più originali e prolifici del genio romano. L'oratoria era doppiamente fondamentale: era il mezzo più efficace per imporre la propria volontà e una potente arma politica per ottenere i voti dei cittadini e influenzare la volontà del Senato. Il discorso era essenziale nei casi in tribunale.

Con l'avvento dell'Età Imperiale, quando ogni libertà politica e l'indipendenza della magistratura vennero meno, parlare in pubblico divenne un'attività di classe, un genere letterario esercitato solo all'interno delle scuole.

Aspetti Tecnici dell'Oratoria e le Scuole Retoriche

L'oratoria divenne uno dei generi letterari più avanzati. Le tecniche di retorica (la Rhetorica) venivano insegnate nelle scuole. Le principali scuole di retorica si trovavano in Grecia (Atene, Rodi), dove si recavano i giovani privilegiati della società romana.

Dal punto di vista letterario, nell'arte della parola si distinguevano tre tendenze o scuole principali:

  • Scuola Attica: Sosteneva la semplicità e la concisione del discorso, sull'esempio di Lisia.
  • Scuola Asiatica: Al contrario, questa scuola era a favore dell'abbondanza, dell'ampiezza e di uno stile fiorito e brioso.
  • Scuola Rodia: Pur mantenendo l'abbondanza e la brillantezza del discorso, cercava l'equilibrio e il buon gusto.

Marco Tullio Cicerone: Vita e Carriera Politica

Marco Tullio Cicerone nacque ad Arpino nel 106 a.C., da una famiglia di cavalieri (equites). Allievo dei più famosi oratori e giuristi del tempo, tenne i suoi primi discorsi giudiziari dopo il trionfo politico di Silla e divenne noto per la coraggiosa difesa di Roscio di Ameria.

Fu eletto questore nel 76 a.C. e svolse questo incarico in Sicilia, dove ebbe occasione di difendere i siciliani contro le estorsioni e le rapine commesse da Verre sull'isola. Il suo consolato è segnato dalla sua azione di successo contro la Congiura di Catilina.

Nel 58 a.C., un tribuno della plebe, Clodio, fece approvare una legge contro Cicerone, che prudentemente andò in esilio. Le sue proprietà furono confiscate. Nel 51 a.C. fu nominato proconsole in Sicilia. Si intensificò la rivalità tra Cesare e Pompeo. Cicerone si schierò con Pompeo, che rappresentava il Senato e l'aristocrazia.

Sconfitto Pompeo a Farsalo (48 a.C.), Cicerone si ritirò dalla vita politica. Dopo l'assassinio di Cesare nel 44 a.C., tornò in azione. Contro Marco Antonio pronunciò quattordici discorsi di estrema violenza, che Cicerone chiamò Filippiche. Pagò con la vita questo grave errore politico e fu assassinato nell'ottobre del 43 a.C.

Cicerone è il principale rappresentante dell'oratoria a Roma.

Opere Principali: Le Verrine e Le Catilinarie

I Discorsi contro Verre (Le Verrine)

Verre era un personaggio che era diventato odioso per la sua continua crudeltà e la mancanza di senso civico. Quando fu nominato propretore in provincia di Sicilia, la sua arbitrarietà raggiunse l'apice. Era particolarmente avido di opere d'arte e saccheggiava tutti i santuari ovunque andasse.

Prima di essere nominato propretore in Sicilia, aveva fatto lo stesso nella provincia d'Africa. Si arricchì rapidamente e illegalmente, derubando gli individui, confiscando grano e case, e acquistando per pochi soldi gioielli e ogni genere di merce. I Siciliani, esasperati da queste atrocità, incaricarono Cicerone di accusarlo in tribunale per estorsione.

Le Catilinarie

I discorsi contro Catilina (Catilin.) rappresentano un altro momento cruciale della carriera oratoria di Cicerone.

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