Ordinamento e Funzionamento degli Enti Locali in Spagna: Quadro Normativo
Classificato in Diritto & Giurisprudenza
Scritto il in
italiano con una dimensione di 8 KB
Eventi dall'inizio del costituzionalismo
Nel 1975 la normativa è stata un precursore di quello che sarebbe il sistema locale. La legge 41/1975, sullo Statuto fondamentale del governo locale del 19 novembre, è stata creata conoscendo la sua provvisorietà. Eppure, sebbene non sia stata completamente abrogata la precedente normativa, la Commissione europea nel 1978 ha segnato un cambiamento radicale, non essendo stata sviluppata legislativamente fino al 1985.
La Costituzione richiede il massimo decentramento possibile a livello locale, riconoscendo l'autonomia degli enti locali e le elezioni dirette dei loro organi direttivi. Continuano le tariffe locali che già esistono (il sistema comune) e si consente la creazione di nuove entità.
Sfondo
La Costituzione del 1978
a) I soggetti del sistema comune
Il regime comune comprende le province, i comuni e le isole (art. 140 CE), riconosciuti come pienamente autonomi, con personalità giuridica e propria indipendenza (art. 141 CE).
Le isole Baleari e Canarie (art. 141.4 CE) sono entità inter-locali.
Inoltre, tutte le autorità locali restano sotto entità inframunicipali, quali città, villaggi, quartieri e parrocchie.
Fanno parte anche le autorità sovra-locali comuni:
- Le contee (articoli 141.3 e 152.3 CE): create dalle CCAA e previste per la gestione di interessi comuni a diversi comuni della stessa area. Il Tribunale Costituzionale non ne ha consentito lo sviluppo, assorbendo i suoi comuni consorziati.
- Articolo 152.3 CE: Il raggruppamento di municipi limitrofi; gli Statuti possono creare le loro proprie circoscrizioni territoriali che godranno di piena personalità giuridica.
- Aree metropolitane: create appositamente per la gestione urbana e le competenze di servizi comuni alle borgate integrate nei grandi agglomerati. L'art. 43 della LRBRL ne prevede la creazione da parte delle CCAA.
- Servizi per le associazioni di comuni: create volontariamente da vari comuni per la gestione comune di servizi o lavori di loro competenza. L'art. 44 della LRBRL fissa i criteri di base per la sua creazione.
b) Nuovo assetto locale
La CE, insieme agli enti locali già esistenti, permette la creazione di nuove entità (art. 141.13 CE), come le parrocchie rurali della Galizia, delle Asturie e della regione catalana.
Si può concludere che il modello costituzionale supporta una vasta gamma di enti locali. Tuttavia, tre tipi di soggetti godono di pieno supporto: i comuni, le province e le isole.
2. L'autonomia locale
La posizione degli enti locali nella CE
Per la Costituzione, le autorità locali sono, soprattutto, autorità pubbliche; pertanto, sono persone giuridiche soggette al diritto amministrativo e al controllo del giudice amministrativo.
L'integrazione dei membri avviene attraverso un sistema di suffragio universale, manifestazione del principio democratico di partecipazione politica.
Il potere politico locale non è sovrano, ma derivato; pertanto, la sua attività è regolata dalle leggi e dai tribunali. Non possiedono poteri legislativi, ma regolamentari.
L'autonomia locale
La CE prevede che il legislatore garantisca una competenza di base: la gestione degli interessi locali. L'autonomia locale implica la pratica sotto la propria responsabilità.
A differenza dell'autonomia delle Comunità Autonome, la CE lascia al legislatore il compito di specificare le competenze necessarie.
Per la legge 7/1985 (LRBRL), si è intervenuti in due modi:
- Come legge che contiene le norme fondamentali dello Stato (art. 149.1.18 CE).
- Come norma del legislatore che autorizza il governo a consolidare i diversi regolamenti esistenti (RD-Leg. 781/1986).
Il Patto Locale ha promosso due linee d'azione: decentrare poteri dalle regioni agli enti locali e rafforzare i poteri di sindaci e presidenti di provincia.
Sezione 1. LRBRL
1. I comuni sono le istituzioni di base dell'organizzazione territoriale dello Stato e il canale immediato di partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica.
2. La Provincia e, se del caso, l'isola hanno autonomia identica per gestire i rispettivi interessi.
L'art. 25 e seguenti della LRBRL stabiliscono le competenze generiche. L'art. 4.1 della LRBRL definisce le competenze amministrative, tra cui: poteri di regolamentazione, tassazione, pianificazione ed espropriazione.
3. Fonti locali di diritto
Si articolano in cinque aree:
- Modalità organizzative: Leggi delle CCAA e regolamenti organici di ciascun ente.
- Regime delle funzioni: Legislazione settoriale nazionale o regionale.
- Status dei dipendenti: Disciplinato da legge statale e ordinanze locali.
- Regime di proprietà: Leggi fondamentali dello Stato e sviluppo delle CCAA.
- Finanze: Leggi generali dello Stato e sviluppo delle CCAA.
1. Principi di concorrenza e cooperazione
Il principio di concorrenza
Nasce dalla divisione del lavoro. Si distinguono quattro figure di competenza:
- Poteri propri (Art. 7 LRBRL): Rappresentano il cuore delle autonomie locali.
- Poteri oggetto di istruzioni: Soggetti a direzione superiore.
- Deleghe di poteri: Devoluti.
- Poteri assegnati: Intervento locale in concorsi regionali o statali.
Il principio di cooperazione
Richiede l'adeguamento delle relazioni tramite informazione, coordinamento e collaborazione. Si esprime attraverso accordi o consorzi. In caso di fallimento, l'art. 60 e 61 della LRBRL prevedono misure correttive.
L'adozione di risoluzioni e ordinanze
Le decisioni sono preparate dalle commissioni e votate in plenaria. Le ordinanze seguono un iter specifico: approvazione iniziale, esposizione pubblica, esame dei reclami e approvazione definitiva.
6. La responsabilità degli enti locali
Si distingue tra responsabilità dei membri (personale, civile e penale), del personale e dell'ente stesso. L'art. 78 della LRBRL stabilisce che i membri sono responsabili per atti od omissioni nell'esercizio del loro ufficio.
1. Definizione del comune
Articolo 11.1 LRBRL: Il comune è il cuore dell'organizzazione territoriale dello Stato, dotato di personalità giuridica.
2. Elementi del comune: Popolazione e Territorio
Territorio: La legge regola la creazione, soppressione o alterazione dei confini municipali (Art. 13 LRBRL).
Popolazione: Il concetto è stato semplificato: è vicino chiunque risieda abitualmente nel comune, indipendentemente dalla nazionalità.
Organizzazione
Sindaco
Disciplinato dall'art. 21 LRBRL, presiede la corporazione e dirige l'attività municipale.
Sala Plenaria
Organo di rappresentanza diretta, esercita funzioni politiche e di controllo (Art. 22 LRBRL).
Consiglio di Governo
Organo collegiale di supporto al sindaco (Art. 23 LRBRL).
4. Concorsi
Il comune può svolgere attività e fornire servizi pubblici per soddisfare i bisogni della comunità (Art. 25 LRBRL). L'art. 27 permette la delega di competenze tra amministrazioni.
5. Regimi speciali
Esistono leggi specifiche per grandi città come Barcellona e Madrid.
La Provincia
1. Concept: Ente locale formato dal raggruppamento di comuni, con personalità giuridica (Art. 31 LRBRL). Garantisce solidarietà ed equilibrio intercomunale.
3. Organizzazione: Composta da Presidente, Plenum, Consiglio di Governo e Vicepresidenti.
4. Concorsi: La provincia funge da canale di coordinamento e supporto ai comuni, specialmente tramite il piano provinciale di cooperazione ai lavori e servizi.