Origine, misurazione e prevenzione dei terremoti
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Origine dei terremoti
- Il terreno viene sottoposto a sforzi di spostamento.
- La tensione aumenta e i materiali si deformano.
- I materiali finiscono per fratturarsi. L'energia rilasciata fa vibrare il terreno.
Misurazione dei terremoti
I sismometri disegnano un grafico, detto sismogramma, per rilevare i terremoti molto deboli, impercettibili alle persone. La magnitudo di un terremoto è la quantità di energia liberata. Misurata sulla scala Richter, è aperta e non ha alcun limite.
Intensità e magnitudo di un terremoto: sono la stessa cosa?
No, l'intensità è una misura dei suoi effetti. Ogni terremoto ha una magnitudo, ma i suoi effetti sono maggiori nell'epicentro e diminuiscono man mano che ci si allontana da esso. L'intensità è misurata sulla scala Mercalli.
Teoria della tettonica a zolle
- La litosfera è divisa in 7 placche litosferiche principali e una dozzina di placche minori.
- Il calore interno della Terra fa sì che il materiale sotto la litosfera si muova.
- Le placche litosferiche sono trascinate dal movimento dei materiali sottostanti e si muovono. In questo modo i continenti hanno cambiato più volte posizione.
- I movimenti delle placche litosferiche generano attrito, faglie e collisioni continentali, causando i terremoti.
Il calore interno della Terra è in agitazione e questa agitazione si trasmette alla superficie, muovendo le placche litosferiche, che generano i terremoti.
Dorsali oceaniche
Zone in cui si origina nuova litosfera terrestre. Le placche divergono e i vuoti creati vengono riempiti da materiali caldi provenienti dall'interno della Terra. Qui si verificano molti terremoti di piccola entità.
Zone di subduzione
Luoghi in cui la litosfera viene distrutta. Placche convergenti si introducono l'una sotto l'altra. Sono aree di massima sismicità, sia per il numero di terremoti sia per la loro magnitudo.
Faglie trasformi
Sono luoghi in cui non si crea né si distrugge la litosfera, ma si produce uno spostamento laterale di una placca rispetto all'altra. Danno origine a forti terremoti.
Il rischio sismico
Il rischio è la probabilità che si verifichi un danno o una catastrofe per la popolazione di una zona o per i suoi beni, a causa di un evento naturale. Il fenomeno naturale non è un rischio in sé, ma lo diventa nella misura in cui minaccia gli interessi umani.
Rischio = Pericolosità x Vulnerabilità x Esposizione
Il valore del rischio dipende da tre fattori:
- Pericolosità: è la magnitudo che può avere un evento potenzialmente catastrofico e la frequenza con cui si verifica.
- Esposizione: è il volume di persone e beni che possono essere interessati.
- Vulnerabilità: è la predisposizione di una comunità a subire danni.
La magnitudo del rischio non dipende solo dal fenomeno, ma anche dalle decisioni umane. Ridurre gli effetti catastrofici di un evento naturale richiede la conoscenza del processo che lo genera e delle caratteristiche della zona. Da lì si fa una previsione circa la probabilità e la magnitudo che può raggiungere e si propone la prevenzione.
La previsione
Si basa su dati statistici che indicano se un particolare fenomeno è comune o non nella zona. Si basa su eventi precursori che segnalano la vicinanza di un evento.
La prevenzione
L'adozione delle misure necessarie affinché l'evento, se si verifica, abbia effetti minimi su persone e cose.
I terremoti
I terremoti sono vibrazioni del terreno causate dal rilascio improvviso di energia accumulata nelle rocce sottoposte a pressione. Si originano quando grandi masse di roccia si fratturano o se, dopo essersi fratturate, si verifica un nuovo spostamento. Queste fratture sono chiamate faglie. Il luogo in cui ha origine è l'ipocentro; da qui le vibrazioni si trasmettono in tutte le direzioni. L'ipocentro si trova all'interno del terreno. Il punto della superficie terrestre più vicino all'ipocentro è l'epicentro.