Origini della Filosofia Greca: Dal Mito al Logos nel Pensiero Occidentale

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La Filosofia come Creazione del Genio Ellenico

La filosofia è l'ingrediente mancante in altre civiltà d'Oriente (caldea, mesopotamica, egiziana) che, pur avendo raggiunto elevati livelli di civiltà (credenze religiose, espressioni artistiche, conoscenze e competenze tecniche, istituzioni politiche, organizzazioni militari), hanno risentito della sua mancanza su tutti i fronti. Dovremmo chiederci se in altre culture sia apparso qualcosa di simile in modo indipendente? La risposta è ambigua, poiché alcuni la considerano un contributo "nuovo" ed esclusivo della cultura occidentale.

L'impossibilità di una filosofia di origine orientale

La posizione che considera la filosofia una creazione "ex novo" del pensiero occidentale si basa su tre tesi principali:

  • Nel periodo classico, nessuno dei filosofi e storici greci fece la minima menzione di una presunta origine orientale della filosofia.
  • I popoli orientali con cui i Greci entrarono in contatto possedevano una forma di saggeza che consisteva in miti religiosi e teologico-cosmogonici, ma non in una scienza filosofica basata unicamente sulla ragione (logos).
  • Non è giunta a noi alcuna traccia dell'uso di scritti orientali o delle loro traduzioni da parte dei Greci.

I poemi omerici e i poeti gnomici

Prima della nascita della filosofia, i poeti influenzarono profondamente l'educazione e la formazione spirituale dell'uomo greco (paideia). L'Iliade, l'Odissea, le opere di Esiodo e dei poeti gnomici dei secoli VII-VI a.C. erano le voci più ascoltate e i modelli di valori seguiti dai Greci.

I poemi omerici sono caratterizzati da:

  • Armonia e proporzione: Le descrizioni, per quanto immaginarie e fantastiche, non presentano mai il mostruoso e il grottesco. Questa aspirazione omerica all'armonia, alla proporzione e al limite sarà elevata dalla filosofia al livello di principi ontologici (principi dell'essere).
  • Ricerca delle cause: L'arte della motivazione è in Omero una vera costante. Omero si sforza di cercare le cause e le ragioni degli eventi (sebbene a un livello mitico-fantastico). Questa ricerca sarà elevata a principio supremo dalla filosofia.
  • Visione d'insieme: L'epica omerica cerca di presentare la realtà nella sua interezza: dèi e uomini, cielo e terra, guerra e pace, bene e male, e tutti i valori che governano la vita umana.

Contributi di Esiodo e altri poeti

  • Esiodo: Nella sua Teogonia, spiega la nascita degli dèi. E poiché gli dèi corrispondono alle parti dell'universo e ai fenomeni cosmici, la Teogonia diventa anche una cosmogonia, cioè una spiegazione poetica e mitica della genesi dell'universo. Ne Le opere e i giorni, celebra la Giustizia (Dike) come valore supremo, un concetto che diventerà centrale in etica, politica e ontologia, soprattutto in Platone.
  • I poeti lirici: Introdussero un altro concetto fondamentale: il concetto di limite. Il limite significa, almeno in Platone, ciò che è determinato, ciò a cui non manca nulla; l'idea di una misura che regola il comportamento dell'individuo e dello Stato.
  • Il Tempio di Delfi: Sul Tempio di Apollo a Delfi appare la frase: "Conosci te stesso". Celebrata dagli Egizi, diventerà il motto da Socrate fino ai neoplatonici.

La religione pubblica e i misteri orfici

La religione greca si distingue in religione pubblica, il cui modello è la rappresentazione delle divinità e del culto che ci offre Omero, e la religione dei misteri.

Per Omero ed Esiodo, tutto ciò che accade è spiegato in termini di interventi divini e la vita degli uomini è immaginata come legata alle divinità. Gli dèi sono forze naturali personificate attraverso forme umane idealizzate; sono le forze o le aree dell'uomo che sono state sublimate e ritratte con splendide fattezze antropomorfe. Si può dire che la religione pubblica dei Greci sia una forma di naturalismo. Tutto ciò che si chiede all'uomo è di onorare gli dèi facendo ciò che è secondo natura (physis).

L'orfismo e il poeta Orfeo introducono un nuovo sistema di credenze e una nuova interpretazione dell'esistenza umana. Il nucleo delle credenze orfiche può essere riassunto come segue:

  1. Nell'uomo risiede un principio divino, un demone (l'anima), che cade in un corpo a causa di una colpa originaria.
  2. Questo demone non solo preesiste al corpo, ma non muore con esso, ed è destinato a reincarnarsi in corpi successivi, attraverso una serie di rinascite, per espiare quella colpa.
  3. La vita orfica, con i suoi rituali e le sue pratiche, è l'unica in grado di porre fine al ciclo delle reincarnazioni, liberando così l'anima dal corpo.
  4. Per coloro che si sono purificati (gli iniziati ai misteri orfici) è prevista una ricompensa nell'aldilà; per i non iniziati, invece, ci sono punizioni.

Un fattore chiave che influenzò decisamente la nascita della filosofia fu che i Greci non avevano libri sacri, frutto di una rivelazione divina. Di conseguenza, non avevano un corpus dogmatico fisso e immutabile. Questa mancanza di dogmi e di una casta sacerdotale incaricata di custodirli ha concesso un'ampia libertà all'indagine filosofica, che non trovò gli ostacoli che avrebbe incontrato nelle comunità orientali.

Le Condizioni Socio-Politiche che Favorirono la Nascita della Filosofia

  1. Lo sviluppo del commercio e delle colonie: L'avvento del logos in Occidente mantiene un legame profondo con una serie di cambiamenti sociali e politici, come lo sviluppo delle attività commerciali. La fondazione di colonie, come Mileto, e gli scambi lungo le coste del Mediterraneo favorirono il commercio, mettendo i Greci in contatto con popoli, costumi e credenze diverse dalle loro. Di fronte a questa eterogeneità, fu necessario sviluppare nuove forme di relazione che permettessero la comprensione reciproca, tendendo a superare le peculiarità di ogni cultura per cercare elementi comuni a tutti gli esseri umani, come l'intelletto e la ragione.
  2. L'emergere di nuove classi sociali: La vecchia aristocrazia guerriera, difensore della tradizione, fu gradualmente soppiantata dalla nuova classe economica di commercianti e artigiani. I loro interessi erano diversi e, di conseguenza, la cultura tradizionale e mitica, che difendeva i vecchi privilegi, cominciò a essere sostituita da principi e leggi di carattere razionale e positivo, più adatti alle nuove situazioni.
  3. Lo sviluppo di nuove forme politiche: Le condizioni geografiche della Grecia favorirono l'isolamento e la frammentazione, portando alla scomparsa dell'idea di impero e alla nascita di una nuova concezione politica: la polis, la città-stato. Qui, i rapporti tra le persone divennero una costante del gioco politico. Il potere carismatico dei re fu sostituito dall'autorità razionale dei nuovi governanti, e gli ex sudditi divennero cittadini. Emersero due nuovi strumenti: l'isonomia (il primato della legge su ogni cittadino) e l'isegoria (il valore della parola nel dibattito politico e nella convivenza).

Caratteristiche Essenziali della Filosofia Antica

La tradizione narra che il termine "philo-sophia" sia stato creato da Pitagora. Il termine implicava che solo gli dèi possiedono la sophia (saggezza), intesa come un possesso vero e completo della verità, mentre l'uomo può solo tendere alla saggezza, un amore per la conoscenza che non può mai essere pienamente soddisfatto. Per Platone, "filosofia" è "amore per la sapienza".

La filosofia assunse le seguenti tre caratteristiche, relative a:

  • Il suo contenuto: La filosofia mira a spiegare la totalità delle cose, cioè l'intera realtà, a differenza delle scienze particolari che si accontentano di definire il proprio ambito di spiegazione. La ricerca di una spiegazione del tutto si concretizzerà nella scoperta del primo principio (arché).
  • Il suo metodo: La filosofia aspira a essere una spiegazione puramente razionale di quella totalità che si pone come oggetto. Deve andare oltre il fatto per trovarne la causa o le cause, basandosi unicamente sulla ragione. Il logos deve svelare (aletheia) la verità di tutte le cose.
  • Il suo obiettivo: L'obiettivo risiede nel puro desiderio di conoscere e contemplare la verità. La filosofia greca esprime l'ideale di una conoscenza disinteressata. Aristotele notò che la filosofia iniziò a essere coltivata solo dopo che le necessità primarie della vita furono soddisfatte.

I Problemi Fondamentali della Filosofia Antica

In un primo momento, tutta la realtà era vista come physis (natura) e come cosmo, il che rese il problema filosofico per eccellenza quello cosmologico: come ha avuto origine il cosmo? Successivamente, i Sofisti modificarono l'oggetto di indagine, abbandonando l'interesse per i problemi cosmologici e trasferendolo al campo antropologico. Nacquero così l'etica e la politica.

Platone e Aristotele (IV-III sec. a.C.) arricchirono ulteriormente questi temi, esplorando aree epistemologiche, metafisiche, ontologiche ed etico-politiche. La diversità dei temi e dei loro trattamenti da parte di questi autori li rende un punto di partenza per tutta l'indagine filosofica successiva.

La filosofia post-aristotelica coincide con l'ellenismo, che organizza il sapere in tre sezioni principali: logica, fisica ed etica, con una particolare attenzione a quest'ultima. La questione centrale diventa la salvezza dell'uomo. Come trovare la felicità in un mondo in continuo cambiamento? Le filosofie di Epicuro (III secolo a.C.), dello stoicismo (Zenone di Cizio, 335-263 a.C.) e dello scetticismo (Pirrone di Elide, 365-275 a.C.) abbandoneranno le grandi costruzioni metafisiche di Platone e Aristotele per cercare invece consolazione per una vita che ha bisogno di felicità, e questa non può essere trovata nel "mondo delle idee" o negli ideali della vita contemplativa.

L'ultima fase della filosofia greca, che si sviluppa parallelamente al cristianesimo, risponderà infine a istanze mistico-religiose, in linea con la mentalità della nuova era (neoplatonismo e Plotino, 204-269 d.C.). Il problema centrale in questa fase è la salvezza dell'uomo nel regno spirituale, poiché ci si gioca la salvezza dell'anima nell'aldilà.

La filosofia greca iniziò nel VI secolo a.C. e si concluse nel 529 d.C., quando l'imperatore Giustiniano chiuse le scuole pagane.

Voci correlate: