Origini e Sviluppo del Teatro Antico: Dalla Grecia Classica alla Scena Romana
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Le Origini e la Funzione del Teatro
Il termine teatro deriva dal greco theàomai, che significa "guardo l'azione". L'azione scenica può essere di natura tragica, satirica o comica. Lo spettacolo teatrale è un evento sinestetico, ovvero un'esperienza in cui sono implicati più sensi, il cui obiettivo finale è stimolare una riflessione profonda nello spettatore.
Furono i Greci a costruire l'edificio teatrale, integrandolo perfettamente nella struttura della città, poiché la rappresentazione teatrale e lo spettacolo erano considerati un vero e proprio rito. Mentre nel mondo moderno (dal Cinquecento a oggi) il teatro ha assunto una connotazione laica, nel mondo antico era un luogo in cui lo spettacolo era strettamente collegato alla dimensione religiosa.
Le Festività e la Struttura Drammatica
Le rappresentazioni avvenivano durante le Piccole Dionisie (dedicate principalmente alle commedie) e le Grandi Dionisie (dedicate alle tragedie). La giornata teatrale iniziava al mattino e si concludeva al tramonto. Ogni autore era tenuto a presentare una trilogia accompagnata da un dramma satiresco.
Questa struttura venne rispettata soprattutto dai grandi classici come Eschilo e Sofocle. Di Eschilo possediamo l'unica trilogia completa giunta fino a noi: l'Orestea. Essa narra la storia di Agamennone, ucciso dalla moglie per aver sacrificato la figlia piccola; Oreste, a sua volta, ucciderà la madre e sarà perseguitato dal suo spirito. Questo ciclo di sangue trova fine solo con il giudizio del tribunale dell'Areopago, che simboleggia il passaggio dalle leggi arcaiche della tribù (dove vige la vendetta privata) alle leggi civili della città.
Il Valore Politico e Sociale dello Spettacolo
Nel teatro, gli attori e gli autori venivano coinvolti in vere e proprie arene politiche, nelle quali erano giudicati da una giuria che eleggeva un vincitore. Gli spettatori erano esclusivamente cittadini, i quali venivano pagati dallo Stato per partecipare, poiché il teatro, oltre al valore religioso, assumeva un fondamentale valore politico e pedagogico.
Le celebrazioni si svolgevano durante le feste di Dioniso, dio probabilmente originario della Tracia e figlio di Zeus. A lui si lega in particolare il dono del vino e l'ebbrezza che esso regala agli uomini.
La Tragedia: Etimologia e Regole
Il termine tragedia deriva da tragos-ode, ovvero "canto del capro" (in riferimento al Satiro, animale sacro a Dioniso, metà uomo e metà capra). La tragedia inizia solitamente in modo positivo ma si conclude inevitabilmente con una catastrofe.
È Aristotele a fornirci le informazioni più complete sulla struttura tragica. Attraverso le cosiddette unità aristoteliche (tempo, luogo e azione), egli definì canoni che rimasero in vigore fino a Manzoni nel 1830. I temi trattati sono mitici e statici, tratti da saghe che il pubblico già conosceva. L'unica eccezione di tema storico giunta a noi è I Persiani di Eschilo. Secondo Aristotele, il fine ultimo della tragedia è la catarsi, ovvero la purificazione delle passioni, conferendo all'opera uno scopo educativo.
La Commedia e i Riti della Terra
Il termine commedia deriva da comos-ode, ovvero "canto del villaggio". Nei villaggi pagani si svolgevano processioni in cui, oltre alle immagini degli dei, veniva portato il simbolo del fallo, emblema della riproduzione e del seme. Questi cortei arcaici avevano lo scopo di propiziare i raccolti; la religione pagana era infatti una religio naturalis, legata ai cicli delle stagioni. Dioniso è il dio della rigenerazione, così come Demetra e Persefone.
La Messa in Scena e l'Attore
Tragedia e commedia erano generi recitati, ballati e cantati. Sebbene le musiche originali non siano giunte a noi, sappiamo che la loro scala armonica era opposta alla nostra. La recitazione era riservata esclusivamente agli uomini. Per interpretare ruoli diversi e amplificare la voce, gli attori utilizzavano delle maschere e calzavano i coturni (calzature con para di circa 40 cm per apparire più alti e maestosi). I teatri greci vantavano un'acustica perfetta. È importante notare che, all'epoca, le donne non potevano né recitare né assistere agli spettacoli.
Il Teatro nel Mondo Latino
Rispetto ai Greci, i Latini si consideravano meno avanzati nell'arte teatrale e ne erano consapevoli. Anche il teatro latino si suddivide in commedia e tragedia, basandosi sulla necessità del dialogo tra almeno due persone.
A Roma, il teatro divenne un fenomeno letterario con autori come Livio Andronico e Nevio, di cui però restano solo frammenti. Il sistema teatrale latino definì quattro tipologie principali di opere:
La Commedia
- Palliata: di argomento greco (dal pallium, il mantello tipico degli attori greci).
- Togata: di argomento latino (dalla toga, abbigliamento tipico romano).
La Tragedia
- Coturnata: di argomento greco (dai coturni).
- Praetexta: di argomento latino (dalla toga praetexta, indossata dai magistrati romani).