Ottimizzazione dell'irrigazione in Spagna: risorse idriche, vantaggi e sfide

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L'irrigazione è diffusa in tutte le regioni spagnole caratterizzate da precipitazioni scarse e irregolari, con estati calde e secche. Le acque utilizzate per l'irrigazione possono essere di diverse origini: superficiali, sotterranee, reflue trattate e dissalate.

Tipologie di acque per l'irrigazione

  • Acque superficiali: L'irrigazione con acque superficiali dipende dalla disponibilità di risorse idriche, come quelle provenienti da dighe e deviazioni.
  • Acque sotterranee: L'irrigazione con acque sotterranee (falde acquifere) è condizionata esclusivamente da fattori naturali, ovvero dall'effettiva esistenza della risorsa.
  • Acque reflue trattate e dissalate: Queste rappresentano una percentuale ancora marginale. Gran parte delle aziende agricole che utilizzano acque reflue trattate si concentra nella regione amazzonica del nord della Spagna. Le ragioni sono da ricercarsi nella presenza di numerosi pozzi neri, nella crescente sensibilità ambientale e nella pressione dell'opinione pubblica.
  • Acqua di mare dissalata: L'utilizzo di acqua di mare dissalata è concentrato nel sud-est della penisola e nelle Isole Canarie, dove sono presenti diversi impianti di dissalazione.

Vantaggi dell'irrigazione

I vantaggi dell'agricoltura irrigua rispetto a quella pluviale sono evidenti:

  • Permette la produzione di colture da esportazione ad alto valore di mercato, come ortaggi e frutta.
  • Contribuisce allo sviluppo rurale e promuove la creazione di posti di lavoro in altri settori.

Svantaggi dell'irrigazione

  • Elevati costi economici, che possono contribuire a creare eccedenze nel mercato agricolo europeo.
  • Elevati costi ecologici, dovuti ad esempio alla necessità di costruire dighe per la conservazione dell'acqua piovana.
  • L'irrigazione può generare conflitti per l'uso dell'acqua tra i territori, specialmente in caso di necessità di trasporto.

Usi agricoli e impieghi del territorio

Gli usi agricoli e l'utilizzo del territorio si suddividono in quattro categorie: seminativi, boschi, prati e pascoli, terreni incolti.

Terreni coltivati

I terreni coltivati sono le terre destinate alle coltivazioni. Si distinguono diversi tipi di colture: legnose ed erbacee. Tra le colture legnose, spiccano gli oliveti e i vigneti, che possono essere presenti in consociazione con altre colture o come monocoltura.

  • Oliveti: L'olivo presenta la massima concentrazione. La produzione è destinata principalmente all'olio.
  • Vigneti: Il vigneto è destinato alla produzione di vino e alcol, oltre che di uva da tavola e uva passa.
  • Altre colture: Altre colture rilevanti in questa categoria sono la nocciola e la mandorla.

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