Panorama Politico Spagnolo XIX Secolo: Moderati, Liberali, Democratici e Repubblicani

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Raggruppamenti Politici nel XIX Secolo

Nel XIX secolo, i partiti politici non erano come li concepiamo oggi. Non erano gruppi compatti e omogenei, con un'ideologia e un programma ben definiti, ma si formavano attorno a personalità di spicco civili o militari. Invece di partiti organizzati, erano correnti di opinione o cricche legate da relazioni personali o interessi finanziari.

I Moderati

I Moderati si definivano persone d'ordine e costituivano un gruppo eterogeneo composto da proprietari terrieri, commercianti e intellettuali conservatori, insieme ai resti della vecchia nobiltà, all'alto clero e all'alto comando militare. Difendevano il diritto di proprietà come garanzia per la conservazione dell'ordine e un suffragio limitato in base alla ricchezza degli elettori. Concepivano la libertà come un bene individuale, ma la subordinavano ai principi di autorità e ordine sociale, diffidando della partecipazione di massa alla politica, che doveva essere lasciata a una minoranza proprietaria e istruita. Sostenevano inoltre il principio della sovranità condivisa tra le Cortes e la Corona, che concedeva ampi poteri di intervento nella vita politica (nomina dei ministri, scioglimento del Parlamento, diritto di veto sulle leggi, ecc.). Erano anche sostenitori della limitazione dei diritti individuali. Difendevano lo stato confessionale e attribuivano alla Chiesa cattolica una grande influenza sociale.

I Liberali

I Liberali erano visti come difensori della libertà e dominavano tra la piccola e media borghesia, gli ufficiali di medio rango dell'esercito e i ceti urbani popolari. Sostenevano il principio della sovranità nazionale, il predominio delle Cortes e respingevano l'intervento della Corona nella vita politica, attribuendole esclusivamente un ruolo di moderazione. Erano a favore del rafforzamento delle autorità locali (comuni liberamente eletti, Milizia Nazionale) e della garanzia di pieni diritti individuali e collettivi. Mantennero il principio del voto censitario, ma favorirono anche l'espansione del corpo elettorale. Difendevano la necessità di una riforma agraria per porre fine alle proprietà vincolate (manomorta) e sostenevano la limitazione dell'influenza sociale della Chiesa. Nel 1854 si formò l'Unione Liberale, una scissione del partito moderato, che richiamò i suoi membri alla corrente più conservatrice del progressismo, rappresentando una scelta centrista tra i due partiti tradizionali.

Democratici e Repubblicani

Nel 1849, una scissione all'interno del fronte progressista diede origine al Partito Democratico, che auspicava la sovranità popolare e il suffragio universale maschile, l'esistenza di una sola camera elettiva, l'espansione delle libertà pubbliche e il riconoscimento dei diritti collettivi. Sostenevano la libertà di stampa, la milizia nazionale, l'elezione dei consigli locali e il coinvolgimento dell'amministrazione nella pubblica istruzione e nelle attività di assistenza sociale. Pur riconoscendo il predominio sociale della Chiesa cattolica, sostenevano la libertà di culto per tutte le religioni. La loro forza si trovava tra i ceti urbani lavoratori e i gradi inferiori delle forze armate. Il declino del prestigio della monarchia di Isabella II fece guadagnare forza al repubblicanesimo, che difendeva la repubblica come l'unico sistema veramente democratico per permettere l'elezione di tutte le cariche pubbliche, inclusa la presidenza.

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