Il Pensiero di Karl Marx: Materialismo Storico, Dialettica e Lotta di Classe
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Introduzione alla figura di Karl Marx
Karl Marx frequentò la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università, cercando di impegnarsi in un percorso che rivendicasse i diritti dei lavoratori. Partecipò attivamente alla fondazione della Prima Internazionale Socialista. Morì nel 1883. Le sue opere più importanti sono: Manoscritti economico-filosofici, Il Capitale e il Manifesto del Partito Comunista (scritto con Engels).
Il concetto di alienazione
Il compito principale della filosofia della storia è quello di smascherare l'alienazione dell'uomo. Nella religione classica, quando la società proibisce lo sviluppo e la realizzazione della propria umanità, gli uomini alienano il loro essere proiettandolo su un dio immaginario. Sul piano del lavoro, il lavoratore si impoverisce proporzionalmente alla maggiore ricchezza che produce (rapporto servo-padrone).
Il Materialismo Storico
Secondo il materialismo storico: «Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza». La vera storia è l'azione degli uomini volta a trasformare la natura e le proprie condizioni materiali.
La Struttura Economica della Società
La struttura economica della società, o modo di produzione, è il sistema di organizzazione produttiva. Attraverso il materialismo storico, Marx spiega ogni società nel tempo e la sua evoluzione storica. La struttura economica è composta da:
- Le forze di produzione: rappresentano l'origine o la fonte dell'attività economica e costituiscono l'elemento dinamico dell'economia. Nel sistema capitalistico, la forza principale della produzione è il proletariato, il cui lavoro produce ricchezza.
- I rapporti sociali di produzione: le forze produttive danno luogo a un insieme di relazioni tra esseri umani. Questi rapporti non sono liberi, ma determinati dall'attività economica. I rapporti sociali di produzione sono l'elemento statico sociale e determinano lo stato di ogni classe nel processo economico. Essi costituiscono la forma attuale della società civile, volta a conservare il dominio della classe sfruttatrice.
La Sovrastruttura
Sulla base economica (forze produttive e rapporti di produzione) si innalza la sovrastruttura, ovvero l'impostazione giuridica, politica e le forme di coscienza sociale. Si tratta di un insieme di fattori sociali, giuridici e culturali che si riferiscono alla situazione degli individui e delle classi all'interno del processo produttivo.
La sovrastruttura è costituita da una rete di formazioni ideologiche e sociali attraverso le quali gli esseri umani prendono coscienza dei conflitti e cercano di risolverli in termini di idee filosofiche, religiose o politiche, al fine di preservare la struttura stessa. La sovrastruttura giuridica, politica, filosofica e religiosa non ha vita propria: l'infrastruttura economica è il motore della storia e tutte le altre formazioni sociali dipendono dai rapporti economici stabiliti all'interno di una determinata società.
Materialismo Dialettico e Lotta di Classe
Poiché ogni momento storico genera in sé la contraddizione tra oppressori e oppressi, la soluzione consiste nel superare lo stato esistente delle cose. La storia vera e propria inizia con la divisione del lavoro e la conseguente proprietà privata dei mezzi di produzione sociale. Inizialmente esisteva un comunismo primitivo, in cui non era ancora iniziato il processo di evoluzione sociale.
Dal momento in cui sono apparsi i proprietari delle fonti di ricchezza, la società si è divisa in classi. Questa divisione è l'espressione sociale dell'alienazione economica, poiché divide la razza umana in classe sfruttatrice e classe sfruttata. Tuttavia, la suddivisione e la lotta di classe rappresentano la forza motrice del processo storico; la negazione è la forza che guida il processo della realtà.
Il conflitto dialettico
Tra gli elementi della struttura economica (forze di produzione e rapporti sociali) esiste una dialettica di conflitto necessario. Questo conflitto viene risolto dialetticamente: in ciascuna delle forme storiche sociali si sviluppano nuove forze produttive che lottano per destabilizzare la struttura consolidata. Le forze della produzione finiscono per rompere lo schema dell'organizzazione sociale precedente.
La storia di ogni società è sempre storia della lotta tra classi, e il tempo presente mostra l'antagonismo tra:
- Borghesia: classe dei capitalisti moderni, emersa dalla società feudale come sua contraddizione interna.
- Proletariato: classe dei salariati moderni che, per vivere, sono ridotti a vendere la propria forza-lavoro, ma che è destinata a sostituire la borghesia al potere.
Evoluzione delle Forme Organizzative Economiche
La storia procede attraverso una successione di diverse forme organizzative dell'attività economica, caratterizzate da classi sociali antagoniste:
- Asiatica: una nazione domina l'altra, soggiogandola e sfruttandola.
- Antica o schiavista: gli schiavi sono la classe oppressa che svolge lavori umili a beneficio dei cittadini liberi.
- Feudale: la classe dominante è composta dai signori feudali. L'economia è prevalentemente agricola. Verso la fine del periodo medievale avviene la rivoluzione borghese, trasformando l'economia agricola in commerciale e industriale.
- Capitalista o borghese: l'antagonismo tra le classi raggiunge il livello massimo. L'universalità del sistema capitalistico cresce fino alla rivoluzione del proletariato, che porrà fine al sistema capitalista e alla divisione in classi sociali.
Teoria del Valore e Forza-Lavoro
Marx distingue tra:
- Valore d'uso: l'utilità di un oggetto nel soddisfare un bisogno (biologico, spirituale o culturale).
- Valore di scambio: il valore che un oggetto ha sul mercato, espresso in termini quantitativi e misurato dal denaro.
La caratteristica peculiare della società capitalistica è che la forza-lavoro diventa essa stessa una merce. Poiché il produttore non ha altre risorse, deve vendere la propria forza-lavoro sul mercato. La forza-lavoro ha un valore di scambio (il salario) e un valore d'uso (la capacità di produrre altri beni). I beni creati hanno un valore di scambio che supera sempre il valore di scambio della forza produttiva che li ha creati (generando il plusvalore rispetto al salario).
La Rivoluzione Proletaria e l'Umanesimo
La rivoluzione proletaria è l'atto previsto dai classici del marxismo in cui la classe operaia assume la posizione di classe dominante, prendendo il controllo del governo e delle istituzioni politiche.
Conclusioni sul pensiero marxiano
L'umanesimo di Marx pone l'uomo come valore supremo; è un umanesimo ateo, politico, materialista, scientifico, rivoluzionario e comunitario.
Marx riteneva che la situazione attuale non fosse una fatalità inevitabile. Sosteneva che anticamente, nella società comunista primitiva, non esistesse la proprietà privata. Questa fu sostituita dalla "vecchia società" schiavista, dove alcuni assunsero la proprietà dei mezzi di produzione. Lo sviluppo delle tecniche, specialmente agricole, portò alla società feudale (signori e servi). Infine, l'accumulazione di capitale e la rivoluzione industriale hanno forzato il passaggio alla società capitalistica, formata da borghesia e proletariato.
In conclusione, l'umanesimo marxista vede l'uomo come valore supremo. L'umanesimo ateo spiega la religione attraverso l'alienazione economica; l'umanesimo etico riguarda il comportamento umano; l'umanesimo materiale/economico e scientifico utilizza i dati per fondare una prassi veramente rivoluzionaria e comunitaria.