I Personaggi de La Celestina: Profili e Interpretazioni Approfondite
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L'opera "La Celestina" di Fernando de Rojas presenta un ricco e complesso universo di personaggi, ognuno con le proprie peculiarità e motivazioni. Di seguito, un'analisi dettagliata dei protagonisti e dei loro ruoli all'interno della tragicommedia.
Calisto
È il dandy, il meno parsimonioso (si tratta di un freak ridicolo che perde la dignità, la ricchezza e la vita per soddisfare la sua brama di Melibea), possiede rendite e servi. Si comporta come un innamorato accecato dalla passione, per la quale lavora sodo in cerca del suo obiettivo: la conquista di Melibea. Senza scrupoli, usa tutti i trucchi che possono portarlo a tal fine. Parla con un linguaggio intriso dello stile retorico della letteratura cortese del tempo. È una parodia dell'eroe sentimentale dei libri.
Melibea
Anche lei di ottima famiglia e ben consapevole della letteratura sentimentale, si comporta in modo molto attivo nell'opera. Non nasconde la sua passione e alla fine muore. Le interpretazioni del personaggio sono cambiate: da coloro che credono che, come Calisto, mostri un comportamento inadeguato accecato dalla passione (il dolore che infligge ai suoi anziani genitori, con la perdita dell'onore, è parte della scena patetica e straziante finale) e quindi anche di carattere parodico, fino a coloro che hanno sottolineato la purezza dei suoi sentimenti, la sua natura ribelle (il suicidio finale è interpretato come una ribellione non solo contro la sua famiglia, ma anche contro Dio), e la sua onestà e sincerità di comportamento, che sarebbe in contrasto con quella del suo amante.
Pleberio e Alisa
Personaggi di scarso rilievo, eccetto Pleberio alla fine dell'opera. Si comportano come genitori che ignorano i veri sentimenti della figlia, e sono quindi ancora più sorpresi dagli eventi che si rivelano nel corso del dramma.
Celestina
È il personaggio più complesso, tira le fila della trama attraverso la sua profonda conoscenza dell'essere umano e della vita. È una signora anziana di circa 70 anni che ha accumulato abbastanza esperienza per trarre vantaggio dalle situazioni. Dotata di straordinaria astuzia, si erge a maestra nell'arte di adulare e manipolare chi la circonda. Maneggiando queste armi, porta i personaggi al punto in cui può ottenere i maggiori benefici. Tuttavia, la saggezza dimostrata è accecata non dalla passione amorosa come per gli amanti, ma dall'ambizione e dall'avidità, che la portano alla morte per mano di Sempronio e Pármeno. Il suo più stretto precedente letterario è "Trotaconventos" da "Il Libro del Buon Amore" dell'Arciprete di Hita, ma se ne differenzia per l'individualità, la profondità psicologica e l'intensa vita propria che le conferisce Fernando de Rojas.
Sempronio e Pármeno
Per quanto riguarda i servi, si può dire che Sempronio è avido e meschino. Mosso da istinti materialistici, è incapace di dare il minimo segno di nobiltà. Al contrario, Pármeno mostra un'evoluzione: prima di essere sedotto dal denaro e da Areúsa e deluso dall'ingratitudine del suo padrone Calisto, era stato un servo fedele e attento al bene del suo padrone.
Elicia e Areúsa
In Elicia e Areúsa, protette di Celestina, si manifestano invidia eccezionale, risentimento e l'istinto di vendetta contro i ricchi.
Caratteristiche Generali dei Due Mondi: Padroni e Servi
Da tutto ciò possiamo stabilire le seguenti caratteristiche generali dei due mondi (padroni e servi), come accennato all'inizio:
- Il mondo dei Signori è costituito da nuovi ricchi che imitano i modelli di comportamento della nobiltà tradizionale. Calisto e Pleberio sono rappresentanti della nuova borghesia, la classe sociale emergente che sta gradualmente imponendo le proprie regole nel mondo moderno. Apparentemente, i membri di questo gruppo vivono motivati da ideali e principi quali sentimenti di amore, onore e dignità.
- Il mondo dei Servi, rappresentato da Celestina, Sempronio, Pármeno e dalle prostitute Elicia e Areúsa, mostra sentimenti materialistici ed egoistici. Non c'è amore o rispetto per i loro padroni; Celestina è accusata di non curarsi dei ricchi, se non per i propri interessi, ed Elicia e Areúsa esprimono crudelmente il loro risentimento verso Melibea e i ricchi.
In ogni caso, man mano che l'opera progredisce, diventa chiaro che l'egoismo e la mancanza di solidarietà riguardano tutti, ma soprattutto ciò che si riscontra in loro è un forte individualismo, in quanto ognuno cura i propri interessi. È in questo senso che si evidenzia chiaramente la mentalità rinascimentale.