Pianificazione regionale e standard per il verde pubblico: contenuti del piano territoriale e paesaggistico
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7) Distribuzione delle aree verdi e criteri di valutazione
In riferimento a una specifica area e comune, commentare come sono distribuite le aree verdi e gli elementi che si valutano per determinare se le aree verdi sono adeguate o meno.
Lo standard per il verde pubblico prevede 9 m² per abitante (spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport, effettivamente utilizzabili per tali impianti, con esclusione di fasce verdi lungo le strade).
Elementi e criteri di valutazione:
- Espansione: potenzialità di incremento delle superfici verdi disponibili.
- Concentrazione: distribuzione spaziale delle aree verdi rispetto alla popolazione e ai servizi.
- Continuità: connessione tra gli spazi verdi (corridoi verdi, rete ecologica) e possibilità di fruizione continua.
- Potenzialità collegate all'ampiezza: funzioni ecologiche, ricreative e sportive dipendenti dalla dimensione delle aree.
9) Rapporto tra contenuti di un piano territoriale regionale e un piano paesaggistico
Le Regioni assicurano che il paesaggio sia adeguatamente tutelato e valorizzato. A tal fine sottopongono a specifica normativa d'uso il territorio, approvando piani paesaggistici ovvero piani urbanistico-territoriali concernenti l'intero territorio regionale. Il piano paesaggistico regionale (PPR) e il piano territoriale regionale (PTR) definiscono indirizzi e vincoli utili alla tutela del paesaggio.
Ai fini della tutela del paesaggio, il piano paesaggistico introduce dei vincoli paesaggistici: questi non escludono in via assoluta modificazioni del territorio, ma comportano l'obbligo di richiedere l'autorizzazione dell'amministrazione competente per la tutela delle bellezze naturali.
Il piano paesaggistico definisce linee guida tematiche per valorizzare, tutelare ed eventualmente riqualificare il paesaggio. Tali linee guida dovrebbero essere utilizzate dagli altri piani, a cascata, anche in relazione alle prospettive di sviluppo sostenibile.
Il piano paesaggistico regionale è quindi uno strumento con carattere descrittivo, propositivo e prescrittivo attraverso il quale le Regioni sottopongono a specifica normativa di uso l'intero territorio regionale, facendo da riferimento per tutti gli strumenti di pianificazione territoriale in grado di disciplinare le dinamiche evolutive del paesaggio. PTR e PPR devono quindi essere coerenti tra loro.
Il PTR spesso contiene, tra le sue strategie, anche quella di riqualificazione territoriale, tutela e valorizzazione del paesaggio.
10) Contenuti specifici di un piano regionale
Il piano regionale recepisce le direttive europee e nazionali e le traduce sul territorio. Esso rende coerente la visione strategica della programmazione regionale con il contesto fisico, ambientale, economico e sociale della regione. Proprio per questa sua visione strategica, il piano non presenta dettagli a scala locale ma individua i seguenti temi principali:
- Ambiente: identificazione di parchi regionali, di aree di interesse naturalistico o protette, della rete ecologica (ovvero il quadro delle sensibilità naturalistiche prioritarie esistenti e un disegno degli elementi portanti dell'ecosistema di riferimento), descrizione della qualità delle acque, nonché strategie di riqualificazione territoriale, tutela e valorizzazione del paesaggio.
- Infrastrutture: descrizione e identificazione dei principali corridoi e delle opere di interesse regionale. Non si limita solo alla mobilità (infrastrutture dei diversi trasporti, rete delle piste ciclabili), ma comprende anche il sistema logistico regionale, l'efficienza energetica, la rete telematica e delle comunicazioni.
- Assetto insediativo: identificazione delle polarità urbane e dei relativi ambiti funzionali.
- Sviluppo socio-economico: vocazioni del territorio e attività da promuovere.
Tali temi possono essere suddivisi con nomi diversi o in un numero differente di sezioni, ma devono comunque comparire all'interno del piano regionale.
Il piano, inoltre, indirizza e coordina i piani provinciali e comunali, che vi si devono adeguare, e indirizza anche i piani di settore di carattere regionale.