La Poetica Storica di Manzoni e l'Introduzione di Don Abbondio
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La Concezione Storica e la Verosimiglianza Manzoniana
Manzoni afferma che la storia riscritta nel manoscritto debba essere conosciuta poiché ne vale la pena. Essa non è molto bella, ma assicura al lettore la verosimiglianza dei fatti, i quali sono narrati alla perfezione, con molta attenzione ai particolari e ai fatti storici, così da controllarne l’autenticità nei documenti dell’epoca.
Nonostante ciò, Manzoni non si limita a narrare di grandi personaggi. Avendo avuto notizie di imprese ed episodi degli umili, vuole trascriverle, o meglio, farne una relazione per lasciarne memoria ai posteri, perché sono storie degne di essere ricordate sebbene siano accadute a lavoratori umili.
L'Effetto di Verosimiglianza e la Lotta Contro il Tempo
Nonostante il lettore sappia che la storia non sia vera, l'autore gli assicura di fargli provare tutte le sensazioni e i sentimenti che un racconto normalmente suscita, ma solo se egli lo avesse seguito o avesse creduto ai fatti trascritti.
Ciò che produce un effetto di verosimiglianza è l’operazione di accertamento dei fatti dal punto di vista storico, i quali sono scritti con uno stile di difficile comprensione.
La storia viene definita dall’anonimo come una lotta aperta contro il tempo, perché essa riporta in vita i fatti e gli anni ormai trascorsi e sottrae al tempo gli anni che quest’ultimo ha fatto prigionieri. La storia conduce al recupero del nostro passato, attribuendogli un significato attuale.
L’anonimo rifiuta di scrivere la storia in modo tradizionale, come fanno molti storici, raccontando solo le vicende dei grandi personaggi e non del popolo e degli umili.
Il Paesaggio come Specchio dell'Animo
Manzoni descrive dettagliatamente i luoghi perché, attraverso di essi, vuole far comprendere alcuni aspetti del carattere dei personaggi. Il primo capitolo si concentra su un’accurata descrizione dei luoghi (reali).
La narrazione del paesaggio non serve solo a dare una collocazione geografica alla storia, ma funge da vero e proprio specchio dell’animo dei personaggi narrati.
Don Abbondio: Carattere e Incontro con i Bravi
Don Abbondio è un personaggio che troviamo sin dall'inizio della storia. Egli, nel primo capitolo, incontra i Bravi. È un curato con un carattere debole e pauroso, soprattutto quando incontra i Bravi e non sa come reagire. Inizialmente, Manzoni non descrive le sue caratteristiche fisiche, limitandosi al suo carattere.
Aspetti Chiave del Carattere di Don Abbondio
Nella descrizione di Manzoni troviamo tre aspetti principali:
- È abitudinario: lo si capisce dalla sua solita passeggiata, che nel primo capitolo sembra essere diversa.
- È codardo: vittima dell’epoca in cui vive e, essendo povero, deve obbedire e portare rispetto verso i più potenti.
- È remissivo (o opportunista): è consapevole di essere un debole all’interno di una società di deboli e per questo si lascia andare e obbedisce a ciò che i Bravi gli ordinano di fare, per conto di Don Rodrigo.