I Postulati della Ragion Pratica di Immanuel Kant: Libertà e Morale
Classificato in Filosofia ed etica
Scritto il in
italiano con una dimensione di 3,54 KB
I Postulati della Ragion Pratica: Il Motivo Pratico
L'idealismo trascendentale respinge la possibilità di una conoscenza metafisica (di Dio, dell'anima, ecc.); tuttavia, Kant non nega qualsiasi accesso a quella realtà, ma solo quello intellettuale. La conoscenza scientifica, infatti, si adatta esclusivamente alla scienza della realtà fenomenica. Per Kant, esiste un'altra via attraverso cui l'esperienza può legarsi alla metafisica: l'esperienza morale.
Questo legame avviene attraverso i cosiddetti postulati della ragion pratica: proposizioni che non possono essere provate dalla ragione teoretica, ma che devono essere riconosciute se si vuole comprendere il "factum morale". Questi postulati riguardano proprio l'esistenza della libertà, l'immortalità dell'anima e l'esistenza di Dio.
La Libertà come Condizione dell'Agire Morale
Anche se dal punto di vista della ragione teoretica l'uomo è concepito come soggetto alla legge della causalità e della necessità naturale, dal punto di vista della ragion pratica è possibile difendere l'esistenza della libertà. Questo perché la libertà è la condizione essenziale per l'azione morale: solo di fronte ad azioni libere si può predicare il valore morale e la responsabilità.
- Autonomia: La libertà è la capacità degli esseri razionali di determinarsi ad agire secondo leggi che essi stessi si sono dati; pertanto, la libertà è equivalente all'autonomia.
- I Due Regni: Con il postulato della libertà, Kant mostra che l'uomo appartiene a due ambiti:
- Il fenomenale (o mondo sensibile), dove tutto è soggetto alla causalità.
- Il noumenico (o mondo intelligibile, o regno dei fini), dove vigono le leggi morali e la sfera della libertà.
Il Sommo Bene e l'Immortalità dell'Anima
D'altra parte, Kant definisce il "Sommo Bene" come la sintesi di virtù e felicità. Egli afferma che la sua realizzazione finale è la condizione di possibilità della moralità: la nostra condotta morale non avrebbe senso se non ci fosse la possibilità di raggiungere la santità. Poiché in questo mondo terreno tale perfezione non è raggiungibile, deve esistere un'altra vita in cui avvenga il compimento perfetto dello zelo morale.
Il postulato dell'immortalità dell'anima nasce proprio qui: la tesi del Sommo Bene richiede la difesa dell'immortalità dell'anima, in quanto è necessario un tempo infinito per la sua realizzazione.
L'Esistenza di Dio e la Fede Razionale
Infine, è necessario postulare l'esistenza di Dio. In questo mondo, non vi è una corrispondenza necessaria tra la nostra felicità e la nostra virtù. Dobbiamo quindi credere che Dio esista, poiché Egli è l'unico essere in grado di armonizzare le leggi che regolano la condotta della felicità con la legge morale.
I postulati della ragione pratica non possono essere provati scientificamente, ma possiedono una validità soggettiva in quanto servono a dare un senso all'esperienza morale. Essi conducono a ciò che Kant chiama fede razionale: una fede che, pur essendo una convinzione soggettiva, rimane razionale, poiché le sue esigenze non derivano dalla rivelazione, ma dalla ragione stessa.