Principi di Economia Pubblica: Equità Fiscale, Beni Pubblici e Scelte Collettive

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Il Principio della Capacità Contributiva

Il principio della capacità contributiva ha trovato espressione nelle cosiddette teorie del sacrificio. La “capacità” di contribuire è determinata da una misura del sacrificio che il contribuente deve sopportare per pagare l’imposta; l’equità nella ripartizione del carico fiscale trova espressione in un criterio di uguaglianza dei sacrifici imposti ai vari contribuenti. La finalità dell'imposta non è solo il finanziamento dell'offerta di beni e servizi pubblici, ma anche il finanziamento di politiche redistributive.

L'equità del prelievo si ottiene mediante l'esclusivo riferimento alla capacità contributiva del soggetto. L'imposta che il contribuente è chiamato a pagare è perciò del tutto indipendente dai vantaggi che egli ottiene dai servizi pubblici (al limite, potrebbe non beneficiarne affatto).

I tre assunti fondamentali

Il principio della capacità contributiva si articola in tre assunti fondamentali:

  • Equità orizzontale: a uguale capacità di contribuire deve corrispondere uguale imposta.
  • Equità verticale: a maggiore capacità di contribuire deve corrispondere maggiore imposta.
  • Il principio del no re-ranking: le imposte non devono alterare la scala distributiva (sono precluse aliquote marginali tm > 100%).

Nell'applicazione concreta dei principi di equità orizzontale e di no re-ranking, un problema molto rilevante è dato dal fatto che la capacità contributiva è un concetto multidimensionale che non può essere ridotto a una sola misura monetaria. Altri fattori di natura qualitativa (ad esempio, la fonte del reddito: lavoro dipendente, lavoro autonomo o pensione) o di natura quantitativa (ad esempio, il numero di figli a carico) entrano in gioco nella definizione della capacità contributiva.

Il Principio del Beneficio

Esistono tradizionalmente due criteri per la ripartizione del carico tributario: il principio del beneficio e il principio della capacità contributiva. In base al primo, l’imposta attribuita a ciascun contribuente dovrebbe essere proporzionata a una misura dei benefici che il contribuente ottiene dalla fornitura dei servizi pubblici. Questo criterio è conosciuto anche come principio della controprestazione: l’imposta si configura come una sorta di prezzo personalizzato.

Problemi applicativi

  • Free riding: tipico nel caso di beni non rivali e non escludibili.
  • L’offerta di beni e servizi può avvenire in una logica diversa da quella dello scambio volontario.
  • Impossibilità di avere un prelievo personalizzato per ogni individuo.
  • Mancanza di indicatori di beneficio pertinenti.

Il beneficio nel decentramento fiscale

Nel caso dei servizi pubblici locali è più facile individuare i beneficiari e valutare il beneficio sulla base di appropriati indicatori. La funzione redistributiva non viene generalmente considerata fra quelle che è opportuno decentrare. I vantaggi principali includono:

  • Trasparenza delle decisioni pubbliche.
  • Responsabilizzazione di chi decide le spese rispetto a chi ne sopporta il costo.

I Beni Pubblici e il Fallimento del Mercato

Il bene pubblico presenta due caratteristiche fondamentali:

  1. La non rivalità nel consumo.
  2. La non escludibilità: una volta reso disponibile il bene, è impossibile o molto costoso escludere qualcuno dal suo consumo.

Classificazione dei beni pubblici

  • Puri: presentano contemporaneamente e pienamente non rivalità e non escludibilità.
  • Impuri: le caratteristiche sono presenti solo parzialmente.
  • Congestionabili: la possibilità di accesso dipende dal numero di individui; la non rivalità vale fino a quando il numero di soggetti non diventa eccessivo.

I beni pubblici rappresentano una forma di fallimento del mercato. La presenza della non rivalità è sufficiente a produrre un fallimento nel meccanismo di allocazione delle risorse; i prezzi non possono svolgere la loro funzione di indicatori della scarsità relativa. L’esistenza di beni pubblici solleva tre problemi:

  1. Determinazione della quantità ottima da produrre (efficienza paretiana).
  2. Modi di finanziamento.
  3. Il fenomeno del free-riding.

Lo Stato può operare fornendo direttamente i beni, pagando imprese private o fornendo sussidi alla produzione.

Modelli di Scelta Collettiva: L'Elettore Mediano

Il modello si fonda su tre presupposti essenziali:

  • Spazio politico unidimensionale.
  • Preferenze complete, transitive e lineari.
  • Preferenze unimodali (ad un solo picco).

Se queste condizioni sono soddisfatte, il voto a maggioranza semplice conduce a una scelta collettiva unica che coincide con quella dell'elettore mediano. Tuttavia, la regola di maggioranza può fallire nel realizzare una decisione stabile e non arbitraria. In presenza di preferenze a più picchi, si può verificare il paradosso del voto (ciclicità delle preferenze), dove l'esito dipende dall'ordine della votazione.

Incidenza delle Imposte nei Mercati

Equilibrio di Monopolio

Il monopolista massimizza i profitti dove i ricavi marginali (Rmg) sono uguali ai costi marginali (C'). Introducendo un'accisa (aliquota t), la curva dei costi marginali trasla verso l'alto. La quantità prodotta si riduce e il prezzo aumenta. In un modello lineare, l'imposta a carico del monopolista trasla sui consumatori in una misura esattamente pari al 50%.

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Concorrenza Perfetta

In un mercato di concorrenza perfetta, l'introduzione di un'imposta specifica determina una traslazione della curva di offerta. Il fattore determinante per la traslazione e l'incidenza è l'elasticità delle curve di domanda e offerta:

  • Se l'offerta è molto elastica, l'imposta incide prevalentemente sui consumatori.
  • Se l'offerta è molto rigida, l'imposta incide prevalentemente sui produttori.

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Teorie del Decentramento Fiscale

Il Teorema di Oates

Secondo il Teorema di Oates, un governo decentralizzato è più efficiente nel soddisfare le preferenze dei cittadini rispetto a un governo centralizzato, sotto le ipotesi di assenza di esternalità (traboccamenti) e rendimenti di scala costanti. La perdita di efficienza della soluzione centralizzata aumenta con l'eterogeneità tra le giurisdizioni e al diminuire dell'elasticità delle domande locali.

Il Modello di Tiebout

Lo studio di Tiebout analizza la mobilità residenziale come un meccanismo di "quasi-mercato". I cittadini "votano con i piedi", scegliendo la giurisdizione che offre la migliore combinazione di imposte e servizi. Il modello assume perfetta mobilità, conoscenza perfetta e assenza di esternalità tra giurisdizioni. Tuttavia, non considera la congestione e la stratificazione sociale, che possono generare conflittualità tra ricchi e poveri.

Efficienza nella Produzione e Scambio

La curva di trasformazione (o frontiera delle possibilità produttive) rappresenta le combinazioni efficienti dei beni X e Y. È inclinata negativamente e concava verso l'origine a causa dei rendimenti decrescenti. La condizione di efficienza paretiana richiede che il Saggio Marginale di Trasformazione (SMT) sia uguale al Saggio Marginale di Sostituzione (SMS) di ciascun consumatore:

SMTxy = SMSAxy = SMSBxy

Per quanto riguarda i fattori produttivi (Lavoro L e Capitale K), l'allocazione è efficiente quando i Saggi Marginali di Sostituzione Tecnica (SMST) sono uguali tra le imprese:

SMSTXLK = SMSTYLK

Il mix efficiente finale deve non solo rispettare i criteri tecnici di produzione, ma anche soddisfare le preferenze dei consumatori.

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