Principi Fondamentali e Conflitti del Carlismo Spagnolo

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Il Carlismo: I Tre Principi Sacri

Il movimento carlista si fonda su tre principi sacri: Dio, Patria e Re.

I Pilastri Ideologici

  • DIO: I carlisti sostengono la dottrina dell'altare e trono, affermando che la Chiesa e lo Stato debbano essere strettamente uniti.
  • PATRIA: Rappresenta la Spagna tradizionale. Questo termine veniva utilizzato dai carlisti per accusare i liberali di essere "foreignizers" (estranei o influenzati da idee straniere).
  • RE: Sostengono la monarchia come istituzione sacra di origine divina. I poteri del Re non possono essere vincolati da alcuna costituzione.

Carlismo e la Questione Regionale: Supporto e Statuti

Le radici del movimento si trovano prevalentemente nei Paesi Baschi, in Navarra e nell'antico regno di Aragona (in particolare il Maestrazgo).

Difesa dei Privilegi Territoriali

I carlisti difendevano strenuamente gli statuti, ovvero le leggi specifiche di ciascun territorio, opponendosi ai programmi di unificazione del diritto promossi dai liberali.

L'ampiezza dei privilegi nei Paesi Baschi era notevole:

  • Il servizio militare era dovuto solo se i combattimenti avvenivano sul loro territorio.
  • L'amministrazione era esercitata da assemblee generali, composte da delegati di ogni comune.
  • Potevano porre il veto alle leggi basandosi sull'applicazione dell'immunità del "passare la legge" (pasar la ley).

Le Guerre Carliste

La Prima Guerra Carlista (1833-1840)

Questo conflitto si articola in tre fasi distinte:

Fase 1: (1833-1835) Fino alla morte di Zumalacárregui

  • Si tentò un'insurrezione generale che ebbe successo solo nei Paesi Baschi e in Navarra.
  • I carlisti adottarono una tattica di guerriglia, mantenendo l'iniziativa ed estendendo il conflitto ad Aragona, Catalogna e Valencia. L'attività militare più intensa rimase concentrata nei Paesi Baschi.

Fase 2: Le Spedizioni Carliste

  • Questa fase fu caratterizzata dalle spedizioni carliste attraverso tutta la Spagna nel tentativo di estendere la guerra.
  • I liberali evitarono lo scontro diretto, poiché i carlisti al di fuori del Nord non godevano di un sostegno diffuso.
  • Don Carlos si avvicinò a Madrid nel 1837, ma le sconfitte carliste evidenziarono la presunta superiorità delle forze liberali.

Fase 3: (1837-1840) La Fine del Conflitto

  • L'incapacità dei carlisti di ottenere una vittoria decisiva portò a divisioni interne (tra gli ultras e i fautori del compromesso).
  • A Vergara, il generale liberale Espartero e il generale carlista Maroto firmarono un armistizio nel 1839 (l'Abbraccio di Vergara).
  • Il settore catalano-levantino-aragonese fu guidato da Ramon Cabrera, ma, circondato da Espartero, fuggì in Francia nel 1840. Don Carlos andò in esilio, ma i suoi sostenitori mantennero l'ostilità verso il liberalismo.

La Seconda Guerra Carlista (1848-1849) e Tentativi Successivi

Dopo il fallimento del progetto di matrimonio tra Elisabetta II e un membro della fazione liberal-moderata, il figlio di Don Carlos diede il via alla Seconda Guerra Carlista nel 1848.

  • I guerriglieri carlisti si concentrarono nelle zone rurali a nord del fiume Ebro e in Catalogna.
  • Nell'aprile 1849 furono sconfitti dai liberali.
  • Nel 1860 si tentò un nuovo pronunciamento, ma l'esercito liberale catturò il Conte di Montemolín, costringendolo a rinunciare a tutti i diritti sulla Corona.

La Terza Guerra Carlista (1873-1876)

Questo conflitto scoppiò per due motivi principali:

  1. Il trono era vacante (dopo la Rivoluzione del 1868).
  2. I liberali moderati avevano perso terreno, ottenendo solo 20 deputati nelle elezioni del 1872 rispetto al 1869.

L'avvio di una nuova insurrezione armata portò nuovamente al fallimento del movimento carlista.

Conseguenze delle Guerre Carliste

  • La monarchia costituzionale si orientò maggiormente verso il liberalismo.
  • Aumento del ruolo politico-militare: l'esercito divenne il fulcro della difesa del regime liberale.
  • Enormi costi umani ed economici: il popolo subì una forte emorragia, rallentando il processo di crescita economica del Paese.

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