Principi Fondamentali dell'Empirismo di Hume: Critica a Metafisica e Conoscenza
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Tema 5: Introduzione Filosofica all'Empirismo (Tipo A)
L'empirismo si fonda sulla prevalenza della conoscenza sensibile (i sensi). La nostra conoscenza deriva interamente dall'esperienza, portando alla negazione delle idee innate (la mente non è un "libro bianco"). Questo approccio si scontra con la metafisica, che cerca di andare oltre i limiti dell'esperienza.
1. Fondamento Epistemologico
1.1 Elementi della Conoscenza secondo Hume
Mentre Locke definiva "idea" tutto ciò che conosciamo o percepiamo, Hume critica questa nozione, distinguendo nettamente tra due elementi fondamentali della conoscenza:
- Impressioni: Sono la sensazione attuale, la conoscenza immediata attraverso i sensi. Ciò che percepiamo qui e ora. Sono percepite come forti e vivide. Rappresentano i dati grezzi dei sensi.
- Idee: Sono i ricordi o le copie sbiadite delle impressioni passate. Di conseguenza, sono percepite come più deboli e meno vivide delle impressioni.
Criteri Empirici di Verità
Per stabilire se un'idea è vera, è necessario risalire all'impressione specifica da cui essa deriva.
2. La Critica alle Idee di Sostanza e di Causa
2.1 La Critica all'Idea di Sostanza (Essenza)
La sostanza è tradizionalmente intesa come "ciò che le cose sono", ovvero l'essenza immutabile al di là delle sue manifestazioni mutevoli.
- Secondo il criterio empirista, è vera solo quell'idea che deriva da un'impressione. L'idea di sostanza non deriva da alcuna impressione specifica, risultando quindi priva di fondamento oggettivo.
- L'idea di sostanza non è altro che un insieme di idee semplici (derivate da impressioni semplici) unite arbitrariamente dalla fantasia. (Esempio: la sostanza "rosa" non esiste; esistono solo impressioni separate di colore, sapore, odore, tatto associati alla rosa...).
2.2 La Critica all'Idea di Causa
Nel mondo, tendiamo a comprendere la causalità come la connessione necessaria tra un fatto (causa) e un altro fatto che lo segue (effetto).
- Non abbiamo alcuna impressione del futuro né della connessione necessaria che lega causa ed effetto.
- Tutto ciò che sperimentiamo è una connessione costante tra eventi, che Hume interpreta come una supposizione basata sull'abitudine.
- Non si tratta di conoscenza certa, ma di credenza: la convinzione, generata dall'abitudine e dal costume, che certi fatti siano costantemente seguiti da altri.
Questa critica mina le basi della conoscenza metafisica: Critica al Mondo, Critica alla Causa, Critica a Dio, Critica alla Sostanza, Critica all'Io (I).
3. La Critica alla Metafisica Razionalista
3.1 La Critica alla Realtà Esterna (Mondo)
Per Locke, il mondo esterno era la causa delle nostre impressioni. Hume, non potendo giustificare razionalmente la causalità, afferma che possiamo solo isolare le impressioni (fenomeni).
- Non sappiamo da dove provengano le impressioni. Questo porta a uno scetticismo riguardo alla pretesa razionale di conoscere l'origine delle nostre impressioni, poiché ciò implicherebbe andare oltre i limiti dell'esperienza.
- Tuttavia, l'incapacità di giustificare razionalmente l'esistenza del mondo esterno non equivale a negarla. Hume afferma: sull'esistenza del mondo non c'è conoscenza, ma c'è credenza.
3.2 La Critica all'Esistenza di Dio
Locke, Cartesio, San Tommaso e altri utilizzavano il principio di causalità (argomento a posteriori) per dimostrare l'esistenza di Dio.
- Poiché Hume invalida la causalità come connessione necessaria, non è possibile giustificare razionalmente l'esistenza di Dio, il quale non è soggetto ad alcuna impressione sensibile.
- Hume non nega l'esistenza di Dio (ci crede), ma respinge la possibilità di una conoscenza certa della sua esistenza e natura.
3.3 Critica al Concetto di Identità Personale (Io)
[Relazione con il *cogito* di Cartesio]
L'esistenza del Sé come sostanza permanente, soggetto dei nostri atti mentali, non può essere giustificata attraverso un'intuizione certa.
- L'unica intuizione che abbiamo riguarda le nostre idee e impressioni, ma nessuna impressione è permanente; abbiamo solo una successione ininterrotta di stati di coscienza.
- Non esiste un'impressione del Sé come entità unificata; esistono solo stati di coscienza isolati.
- Per spiegare la coscienza dell'identità, Hume ricorre alla memoria, che collega i vari stati isolati del sé. L'errore consiste nel confondere l'idea di successione degli stati di coscienza con l'idea di identità personale.