Principi e Rivoluzione Etica: Dal Cosmo dei Presocratici all'Uomo di Socrate
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I Presocratici: La Ricerca dell'Archè
1. Dal Mito al Logos
Il passaggio dal mito al logos (ragione) segna l'inizio della filosofia. Il mito deve essere inteso come l'insieme delle narrazioni tradizionali tramandate dai poeti, che offrono una risposta al problema dell'origine di certi esseri e degli eventi.
Le spiegazioni mitiche differiscono da quelle razionali perché ricorrono alla **volontà soprannaturale**, risultando di conseguenza arbitrarie.
Nel VII secolo a.C. appare in Grecia la ricerca di spiegazioni razionali:
- Spiegazioni Fisiche: Si basano sugli elementi naturali.
- Spiegazioni Metafisiche: Si spiegano razionalmente, ma ricorrendo a principi che trascendono la materia.
2. La Natura come Problema (L'Archè)
Il termine "presocratici" non si riferisce solo ai filosofi cronologicamente precedenti a Socrate, ma a coloro il cui oggetto di speculazione è la natura (Physis).
Per natura si intendono tutti gli esseri naturali. Il problema fondamentale è: cosa fa sì che le cose cambino, cessino di essere ciò che sono e diventino qualcos'altro?
Il cambiamento naturale spinge i filosofi presocratici a chiedersi cosa siano realmente le cose. Il progetto congiunto dei presocratici è il tentativo di razionalizzare il cambiamento, unificando la variabilità naturale e la molteplicità degli esseri osservata nell'esperienza, cercando un elemento che sia la fonte e il sostegno del cambiamento.
Quell'essere immutabile che è l'inizio di tutto ciò che viene generato e corrotto è chiamato **"Archè"** (principio). A seconda che la spiegazione razionale sia "fisica" o "metafisica", si distinguono diversi tipi di filosofi.
La cultura greca offriva risposte mitiche e religiose a tali problemi. I presocratici affrontano il problema nella convinzione che l'universo debba avere un **senso razionale**.
3. La Scuola Ionica (Monisti Fisici)
La prima risposta filosofica (fine VII secolo a.C.) è data da **Talete**, che fonda la Scuola Ionica, fornendo una prima spiegazione fisica.
L'Archè era un'entità fisica unica. Talete pensava che fosse l'**acqua**, e che da essa derivassero tutte le cose.
Il membro successivo della scuola di Mileto, **Anassimene**, pensava che l'Archè fosse l'**aria**.
**Anassimandro** di Mileto sostenne che l'Archè non è qualcosa di specifico e visibile, ma un essere indefinito, l'**Ápeiron**.
4. I Pluralisti
Altri filosofi ritennero impossibile che esseri così diversi potessero derivare da un unico Archè. Per loro, l'Archè non è uno, ma sono diversi elementi, sebbene tutti materiali. Questi filosofi sono detti **Pluralisti**.
**Empedocle** di Agrigento affermò che l'Archè è composto da quattro elementi: **terra, aria, fuoco e acqua**. Questi si uniscono per generare le cose.
Empedocle sostiene che l'**Amore** (Filia) e l'**Odio** (Neikos) sono le forze che causano l'unione o la separazione di questi elementi. Questo è ciò che produce il cambiamento e il movimento nella natura.
**Anassagora** di Clazomene sostenne che gli esseri naturali sono costituiti da sostanze infinite chiamate **Omeomerie**.
In ogni oggetto sono presenti Omeomerie di tutte le qualità, anche in piccole quantità.
All'interno dei pluralisti si distinguono gli **Atomisti**, tra cui spiccano **Leucippo** e **Democrito** di Abdera.
Per gli Atomisti, la realtà si riduce a piccole particelle indivisibili chiamate **atomi** che si muovono attraverso lo **spazio vuoto**.
Gli atomi sono particelle minuscole e indivisibili che differiscono solo per dimensione, forma, peso e finezza.
5. La Scuola Italica (Pitagora)
Il suo fondatore fu **Pitagora** di Samo.
L'originalità di Pitagora è sottolineare che l'essere, e quindi la realtà, non è materiale. Per Pitagora, l'essenza è il **Numero**.
Il numero spiega la natura delle cose che osserviamo e le loro proprietà. Il numero corrispondente formerebbe relazioni con altri numeri che determinano il comportamento relazionale degli esseri.
6. Eraclito di Efeso (Il Divenire)
**Eraclito** di Efeso affronta il problema attraverso la speculazione metafisica.
Eraclito identifica il **cambiamento** (o divenire) come la caratteristica essenziale della realtà.
Per Eraclito, tutto scorre (Panta Rei), tutto cambia continuamente, e per rappresentarlo ricorre al **Fuoco**.
Il fuoco non è da intendersi come un Archè fisico, ma come la rappresentazione fisica del divenire.
Eraclito sembra pensare che dietro l'apparente cambiamento vi sia in realtà una legge responsabile e direttrice del cambiamento stesso, il **Logos**.
7. Parmenide di Elea (L'Essere Immutabile)
È stato un grande rappresentante del pensiero metafisico ed è il fondatore della **Scuola Eleatica**, il più importante dei presocratici.
Egli parte da quello che fu poi chiamato "principio di identità". Nella formulazione di Parmenide, questo significa che: «L'Essere è, il Non-Essere non è». Basandosi su questo principio, Parmenide derivò una serie di postulati che devono essere soddisfatti dall'Essere, da tutto ciò che è.
Tra queste ipotesi, l'Essere deve essere **Uno**.
Inoltre, l'Essere è **eterno**: è sempre stato e sempre sarà.
È **illimitato**, senza confini che lo circoscrivano.
L'Essere ha la capacità di essere **immutabile**, e non può cambiare in alcun modo, interno o fisico. Affermare che è immutabile significa anche dire che è **immobile**.
Mentre l'Essere è caratterizzato come eterno, infinito e immutabile, le cose ci appaiono in modo diverso: molteplici, effimere, limitate e variabili.
Il percorso di Parmenide è duplice:
- La prima è la **Via della Verità** (Aletheia), che è la via di ciò che è e non può non essere. Lo strumento per accedervi è la **Ragione**.
- Il secondo è il **Percorso dell'Opinione** (Doxa), che è la via di ciò che può essere e ciò che non può essere. Lo strumento per accedervi sono i **Sensi**.
Parmenide distingue per la prima volta due ambiti della filosofia. L'ambito del mondo sensibile, che possiamo vedere e toccare, ma che, scontrandosi con il principio di identità, diventa impensabile, assurdo, e quindi considerato **irreale**.
La seconda area è la ragione, che è pensabile senza contraddizione, e non è accessibile attraverso i sensi.
L'approccio di Parmenide ebbe un impatto enorme sul mondo intellettuale greco, formando la Scuola Eleatica, che vide figure di spicco come Melisso di Samo e, soprattutto, **Zenone di Elea**. Insieme a Eraclito di Efeso, essi crearono un dilemma intellettuale che avrebbe influenzato tutto il pensiero greco successivo.
Da Parmenide in poi, il tentativo filosofico sarà quello di conciliare i due mondi: la realtà sensoriale e quella razionale.
I Sofisti e Socrate: La Rivoluzione Antropologica
1. Contesto Sociale e Modelli Educativi
L'ideale di vita greco era incarnato nel modello del guerriero e nelle virtù ad esso associate, culminando nell'ideale dell'eroe omerico **Achille**.
Questo ideale era accessibile attraverso i poemi eroici, diffusi dai menestrelli che svolgevano il ruolo di educatori nella società tradizionale greca.
Successivamente, emerse una nuova figura di insegnante: il **Sofista**.
Con l'avvento della democrazia, il modello del guerriero fu sostituito dal **cittadino**. L'ideale del cittadino divenne il saggio, e l'educatore che rendeva saggi i cittadini era il sofista. I membri delle nuove democrazie greche necessitavano di conoscenze sufficienti per l'amministrazione dei beni pubblici e per la "politica estera".
2. L'Insegnamento dei Sofisti
I sofisti erano insegnanti itineranti che offrivano il loro sapere in cambio di denaro.
I sofisti insegnavano quelle competenze necessarie ai cittadini per esercitare le loro funzioni alla perfezione, in particolare i campi della **retorica** e della **politica**.
Tesi Relativiste e Scettiche
Per quanto riguarda la retorica, svilupparono un'abilità tale da poter dimostrare qualsiasi tesi e insegnarla a chiunque.
- Tesi Relativista: Tutte le opinioni, anche se contraddittorie, sono vere (Protagora: «L'uomo è misura di tutte le cose»).
- Tesi Scettica: La verità non esiste (Gorgia).
Il Convenzionalismo
Per quanto riguarda la politica, il politico aveva il compito di indicare ciò che era meglio per la polis. I sofisti si presentarono come maestri di virtù, capaci di apprendere e insegnare il bene.
I sofisti furono i primi a sostenere la tesi chiamata **Convenzionalismo**.
Dal punto di vista tradizionale, basato sul mito e sulla religione, l'origine e il valore delle leggi etiche e politiche erano attribuiti alla volontà degli dèi. Ma sorse il problema di giustificare il valore delle leggi morali e politiche.
O era possibile basare queste leggi sulla natura umana, oppure le leggi erano puramente convenzionali, il che significava che non avevano altra fonte e fondamento se non un accordo stipulato dagli esseri umani.
I sofisti ritenevano che l'origine delle leggi umane fosse convenzionale, e che quindi queste leggi non avessero altro valore se non quello conferito dai loro utenti.
Mentre il dibattito progrediva, alcuni sofisti della seconda generazione, tra cui sono noti **Callicle** e **Trasimaco**, giunsero alla conclusione che gli esseri umani hanno una natura comune e immutabile, e che tale natura si manifesta in comportamenti comuni, come la ricerca del piacere e il **potere del più forte**. Queste sono le uniche leggi che possono essere definite naturali.
Le regole delle città (leggi positive) sono considerate leggi arbitrarie stabilite in modo innaturale.
3. Socrate
Biografia
(Sezione mantenuta per struttura)
La Filosofia e le Tecniche Socratiche
Ad Atene, dominata dai sofisti che avevano svalutato la verità, **Socrate** si dimostrò dirompente. Le sue domande si opponevano alla loro presunta saggezza e il suo atteggiamento di ricerca instancabile della verità finì per incanalare la filosofia, con il suo discepolo Platone, fuori dal regno della retorica.
Socrate introduce in filosofia due tecniche ampiamente utilizzate nei dialoghi: la **definizione universale** e il **ragionamento induttivo**.
Il ragionamento induttivo si verifica quando una proprietà, riscontrata in diversi casi, viene generalizzata.
Le questioni che interessavano a Socrate, a differenza dei filosofi precedenti e in coincidenza con i Sofisti, erano le questioni **morali**.
L'Intellettualismo Morale
Socrate aveva un modo particolare di intendere il rapporto tra conoscenza e morale, chiamato **Intellettualismo Morale**. Questo sostiene che essere buoni è sapere cosa è bene, e il male è l'ignoranza di ciò che è bene. Pertanto, un uomo cattivo lo sarebbe per ignoranza, mentre chi conosce il bene fa il bene.
Socrate non lasciò scritti, ma i suoi discepoli come Senofonte e Platone scrissero su di lui.
I primi dialoghi platonici mettono in bocca a Socrate ciò che si presume fosse la sua vera filosofia. Ma a poco a poco, Platone modifica il suo pensiero, pur mantenendo Socrate come personaggio. Per questo motivo, è dibattuto come distinguere il pensiero socratico da quello platonico.
4. Le Scuole Socratiche Minori
Socrate è l'iniziatore del periodo più importante della filosofia greca. La sua influenza si fece sentire nei suoi discepoli, che formarono scuole di filosofia per spiegare il loro pensiero.
Tra questi discepoli, **Platone** deve essere separato per la sua importanza e il suo impatto.
Altre scuole che si formarono sono chiamate **Scuole Socratiche Minori**.
Scuola di Elis
Della Scuola di Elis si sa poco; attribuiva grande importanza al potere riformatore dell'educazione e della virtù.
Scuola Megarese
La Scuola Megarese cercò di fondere il "Bene" di Socrate con l'"Essere" di Parmenide, sostenendo che il movimento sarebbe il contrario del Bene, che è immutabile.
Scuola Cinica (Antistene e Diogene)
La Scuola Cinica, fondata da **Antistene**, si concentrò sulla concezione etica. Il suo obiettivo era raggiungere la **felicità**. La virtù procura la padronanza di sé, l'autosufficienza (autarkeia) e l'indipendenza.
**Diogene** era convinto che si dovesse vivere secondo natura, rifiutando tutto ciò che è artificiale e convenzionale.
Per i Cinici non esistono padroni o schiavi; tutti gli uomini sono creati uguali. Il saggio non ha famiglia e considera donne e bambini in comune.
Scuola Cirenaica (Aristippo)
La Scuola Cirenaica, fondata da **Aristippo** di Cirene, è l'opposto della scuola precedente. Aristippo difende il puro **Edonismo**. Il bene più alto è il **piacere presente**.