Principio di solidarietà, progresso culturale e ruolo della pubblica amministrazione
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Il principio di solidarietà
2.- Il principio di solidarietà
La spina dorsale del pluralismo culturale nell'azione del governo rispetta anche le regole che non si impongono, ma che fanno appello alla convergenza di intenti, alla lealtà e alla collaborazione tra i governi statali e regionali: il cosiddetto principio di solidarietà. La sua funzione è quella di rafforzare il dovere giuridico di responsabilità di tutte le unità del sistema, concepite come un insieme plurale, ma armonioso ed equo.
Il principio di solidarietà è il legame che collega tutte le unità, pur diverse, rispettando l'autonomia delle loro parti. La CE assume questo principio come nucleo fondamentale. A esso sono legate le idee di lealtà e cooperazione, per cui il principio di solidarietà costituisce un quadro da cui derivano i doveri di lealtà e di collaborazione.
Nel suo aspetto essenzialmente assiologico, il principio di solidarietà contiene un nucleo minimo generale che può essere inteso come «lealtà culturale»: un obbligo di buona fede e di condotta corretta all'interno delle regole del sistema, volto a sviluppare le competenze nel campo della cultura e a non ostacolare il normale funzionamento armonico dell'insieme.
Nel suo profilo operativo, il principio di solidarietà si presenta come un dovere di cooperazione tra governo statale e governi regionali, che assume tecnicamente la forma di azioni di soccorso, cooperazione e coordinamento. Nel diritto internazionale tale principio ebbe una precoce consacrazione in relazione alle minoranze culturali durante il periodo della Società delle Nazioni.
"L'inizio del progresso della cultura"
"L'inizio del progresso della cultura"
Garantire la libera esistenza della cultura non equivale a garantire il suo godimento da parte di tutti né il suo sviluppo armonico. Il godimento paritario della cultura da parte degli individui, la necessità di combattere l'egoismo sociale e le asperità dell'economia di mercato, ci conducono a riconoscere l'esistenza di un principio statale per lo sviluppo della cultura, o, secondo la CE, del progresso culturale.
Il principio del progresso culturale prevede che le autorità pubbliche non si limitino a non interferire con l'esercizio della diversità culturale, ma adottino anche misure positive per favorirne lo sviluppo e rendere i beni culturali accessibili a tutti. La Costituzione chiama i poteri pubblici a svolgere compiti cruciali per lo sviluppo culturale, tra i quali rientrano, in particolare:
- Protezione e promozione dell'accesso alla cultura, con programmi e misure che favoriscano la partecipazione culturale.
- Garanzia del diritto all'istruzione: realizzazione dell'istruzione generale, costruzione di scuole, esame e approvazione dei sistemi educativi e offerta di istruzione gratuita.
- Promozione della scienza e della ricerca nell'interesse pubblico, incentivando lo sviluppo scientifico e tecnologico.
- Tutela e valorizzazione dei beni culturali, garantendone la conservazione e promuovendone l'arricchimento e la fruizione pubblica.
- Adozione di altre disposizioni culturali volte a facilitare l'accesso all'istruzione per determinate categorie (ad esempio i detenuti), a promuovere l'educazione alla salute, l'educazione fisica e lo sport, la cultura degli anziani, l'educazione dei consumatori e degli utenti, ecc.
Il ruolo culturale della pubblica amministrazione
1.- Il ruolo culturale della pubblica amministrazione
La storia dello Stato come promotore culturale è antica e si è evoluta fino a consentire oggi di parlare dell'esistenza di una funzione nuova e specifica del governo: la funzione culturale. Il ruolo culturale delle autorità pubbliche nello Stato consiste nel permettere che, una volta garantita la libertà culturale e l'autodeterminazione, la cultura possa effettivamente raggiungere tutti.
Le autorità pubbliche hanno quindi il compito di creare condizioni istituzionali, normative ed economiche che favoriscano l'accesso, la produzione e la circolazione dei beni e delle pratiche culturali, nel rispetto del pluralismo e dell'autonomia delle diverse componenti sociali e territoriali.