Procedura disciplinare e ruolo del pubblico ministero: fasi, poteri e termini
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Riassunto della procedura
Fase 1
L'istruzione inizia con una risoluzione dell'ente di vigilanza che nomina un funzionario in qualità di procuratore. La risoluzione deve essere notificata e da quel momento inizia il termine per l'adempimento in relazione al presunto illecito fiscale commesso. Una volta notificata, il procuratore deve nominare un attuario che diventa un ministro di fede per tutte le azioni del procuratore (e il segretario dello stesso).
Una volta nominato l'impiegato, il procuratore ha ampi poteri per adottare tutte le misure necessarie e destinate a chiarire i fatti in sintesi. Per ogni effetto di legge, assume quel ruolo in commissione di servizio. Da parte loro, i funzionari sono tenuti a fornire la collaborazione richiesta dal pubblico ministero.
Fase 2: fase di ricerca
Il pubblico ministero può disporre diverse misure investigative, quali:
- Richiesta di documenti alle autorità e al personale del FMI;
- Assunzione di dichiarazioni;
- Svolgimento di confronti;
- Ispezioni personali;
- Ordini di carattere investigativo.
Cura: svolgimento del confronto delle dichiarazioni. I testimoni possono contraddirsi e chiarire le rispettive dichiarazioni; si leggono le dichiarazioni con l'obiettivo di raggiungere un accordo, cosa che non sempre avviene.
Esperienza: consulenza di esperti su alcune questioni.
Conclusione dell'inchiesta: opzioni del pubblico ministero
Una volta chiusa l'indagine, il pubblico ministero ha due opzioni principali:
- Proporre il proscioglimento (se ritiene che i fatti non costituiscano responsabilità o se la responsabilità non può essere attribuita a un funzionario specifico);
- Formulare gli addebiti nei confronti di un funzionario specifico quando riscontra un certo grado di responsabilità.
Il pubblico ministero deve terminare la sua attività con una risoluzione che determini:
- La chiusura dell'indagine;
- La proposta di proscioglimento o la formulazione degli addebiti.
Notifica e termini per la difesa
Se il pubblico ministero decide di proporre addebiti nei confronti di un funzionario, l'imputazione deve essere notificata personalmente al funzionario responsabile. Una volta notificata l'imputazione, l'imputato dispone di 5 giorni per presentare la propria difesa o produrre elementi di prova.
Se il convenuto presenta nuove prove, il procuratore può disporre un periodo istruttorio supplementare di 20 giorni. Decorso il termine di 5 giorni per la difesa o, se previsto, lo scadere del periodo istruttorio, il pubblico ministero deve attestare tramite l'impiegato che tali termini sono scaduti; da quel momento ha poi un periodo di 5 giorni lavorativi per esprimere il proprio parere finale (relazione), che può prevedere: assoluzione o applicazione di sanzioni.
Importante:
Il Procuratore Capo conferma o valuta il parere del pubblico ministero e decide se convalidarlo.
Poteri speciali
- Il pubblico ministero, nell'esercizio delle proprie funzioni, può temporaneamente disporre sospensioni o misure cautelari nei confronti dell'imputato come misura preventiva affinché non ostacoli le indagini.
- La fase istruttoria è segreta; al termine di questa fase, la persona imputata e il suo avvocato possono accedervi.
Decisione del capo superiore
Una volta pronta la relazione o il parere del pubblico ministero, essa deve essere trasmessa al capo superiore dell'istituzione, che può assumere i seguenti provvedimenti:
- Concordare con la proposta del pubblico ministero, procedendo all'assoluzione o all'applicazione delle sanzioni.
- Non concordare con il pubblico ministero, nel qual caso può applicare una sanzione diversa da quella proposta o decidere la riapertura del procedimento per ulteriori accertamenti.
Importante: Ogni volta che vengono applicate sanzioni, esse devono essere trasmesse al Controllore Generale della Repubblica. Il pubblico ministero può inoltre richiedere la revisione o il coinvolgimento di un grado superiore; ad esempio, un procuratore di grado superiore può intervenire durante la fase di ricerca.