Processo di approvazione della Costituzione spagnola: fasi, commissioni e votazioni (1977–1978)

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Processo di approvazione della CE

CE. Una volta create le Cortes, queste dovettero approvare una nuova Costituzione per la Spagna. La legge di riforma stabilì tre procedure, a seconda del soggetto che avviava il procedimento:

Procedure previste dalla legge di riforma

  • Iniziativa del governo: presentazione di un testo costituzionale per la discussione e la successiva approvazione, presentato alle Camere.
  • Iniziativa delle Camere: le stesse Camere potevano promuovere un'iniziativa propria (Congresso o Parlamento) senza l'intervento del governo.
  • Iniziativa del Re: promozione, mediante referendum, di un testo senza passare per le Camere.

Percorso scelto

Il percorso scelto fu la seconda opzione: iniziativa parlamentare, poiché il governo rinunciò a presentare un proprio testo costituzionale. Poiché nessuna forza politica deteneva la maggioranza assoluta, si dovette garantire la massima partecipazione di tutte le forze politiche.

Organizzazione dei lavori parlamentari

  • Selezione e organizzazione: il Congresso nominò una commissione per gli affari costituzionali e per le libertà civili incaricata di preparare un progetto di CE.
  • Composizione della commissione: la commissione doveva rappresentare la maggioranza delle forze politiche presenti in Aula ed essere presieduta da un membro della maggioranza parlamentare. Il numero dei membri fu fissato in 36; inoltre si ritenne necessario includere esperti provenienti da ciascuno dei gruppi parlamentari.

Dettagli sulla preparazione del progetto

  • Durante la preparazione del progetto si dovette nominare una giunta di lavoro. La ripartizione dei rappresentanti fu indicata come segue: UCD 3, PSOE 1, PSUC 1; il Popolo dell'Alleanza e i nazionalisti catalani e baschi risultarono in posizione di minoranza. Non si poteva dare lo stesso peso a tutti i parlamentari, né si poteva ignorare la differenza di voto tra maggioranza e minoranza.
  • Elezioni del 15 giugno 1977: dopo le elezioni la CE doveva essere elaborata; la cosiddetta "Carta" fu istituita il 1º agosto e i lavori iniziarono, proseguendo fino all'inverno del 1977. I lavori erano riservati e interessarono inizialmente pochi; nondimeno, il testo finale trapelò, poiché i membri del gruppo di lavoro non operavano in totale isolamento.
  • Alla fine fu redatto un testo, che venne presentato alla Commissione Affari Costituzionali per la discussione e poi trasmesso al Congresso.

Emendamenti, approvazioni e conciliazione

  • Furono presentati oltre 1.000 emendamenti; si lavorò su tali emendamenti fino all'estate del 1978.
  • Il Congresso approvò il testo definitivo nel luglio 1978 e lo inviò successivamente al Senato, dove oltre 1.000 modifiche produssero una composizione differente del testo.
  • Il testo fu approvato dal Senato e dovette essere rimandato al Congresso; per conciliare le differenze fu costituito un comitato di conciliazione che stabilì le modifiche da adottare.

Osservazioni finali

Il processo fu caratterizzato dalla necessità di ampia partecipazione politica e da pratiche di riservatezza nei lavori. Nonostante ciò, il testo finale emerse pubblicamente e il confronto tra Camere, commissioni e comitati di conciliazione risultò decisivo per l'approvazione definitiva della CE.

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