Processo produttivo dell'informazione televisiva: tecniche, fasi e organizzazione

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Punto 3. Processo produttivo tecnico

L'informazione in televisione ha alcune peculiarità del processo di produzione dovute a:

  • lavoro tecnico complesso
  • organizzazione del lavoro di squadra

Esiste un doppio significato del concetto di produzione:

  1. processo tecnico di produzione (approccio globale che coinvolge molteplici categorie professionali);
  2. settore dei lavori (categoria professionale sviluppata dal produttore o dal gruppo di produzione).

Negli ultimi 15 anni si è verificato un cambiamento tecnico straordinario: l'introduzione dei controlli elettronici, successivamente evoluti verso la tecnologia digitale.

Mediazione del processo di produzione

I telegiornali richiedono un processo tecnico di produzione: attrezzature per la raccolta, elaborazione e memorizzazione di immagini e suoni. Questi sistemi sono gestiti dal tecnico o dallo specialista informatico insieme al giornalista, per codificare correttamente il processo di informazione.

Il tecnico è soggetto a vincoli finanziari, tecnici e umani. In base al potenziale della stazione può realizzare determinate coperture, mantenendo una dipendenza o indipendenza dalle fonti esterne. Questo costituisce il processo di produzione delle notizie.

La mediazione tecnica: il tecnico professionista media la produzione e la movimentazione dei contenuti, eseguendo operazioni, predisponendo le condizioni e offrendo i canali di ingresso espressivi.

Riduzione del sistema produttivo e team

Ci sono casi in cui si riduce il sistema di produzione per alcune notizie: un giornalista svolge il proprio lavoro e funge anche da operatore di ripresa, fonico e montatore finale. Generalmente però si lavora con piccole squadre composte da reporter, cameraman e tecnico del suono. In situazioni più complesse vengono impiegate unità mobili con professionisti dell'informazione e tecnici specializzati.

Nella produzione non si modifica la realtà: l'informazione deve concentrarsi su azioni e dichiarazioni da cogliere nel momento in cui si verificano.

Sovrapposizione del processo tecnico ed espressivo; routine e stress

Il professionista è sotto pressione per i tempi, l'immediatezza della notizia e la sua diffusione; per questo si creano routine informative. La complessità degli impianti e il numero di persone da armonizzare richiedono procedure routinarie.

Le notizie possono essere previste (richiedendo molte ore di lavorazione) oppure scaturire all'ultimo momento, poco prima della messa in onda. I telegiornali hanno orari e tempi stretti e inesorabili; i programmi settimanali hanno una dinamica temporale diversa: talvolta si desidera raccogliere informazioni più aggiornate su un argomento e il programma resta aperto fino a poco prima della produzione e dell'emissione.

Tipologie e variabili delle notizie

  • Per tempistica:
    • Impreviste: si sviluppano durante la giornata o durante la diretta.
    • Sviluppo lungo: richiedono ore o giorni.
  • Per luogo di realizzazione:
    • In studio: tutte le squadre sono pronte, c'è pieno controllo dello scenario.
    • In esterna o in trasmissione: la relazione dipende dallo scenario e dalle circostanze, richiedendo mobilitazione di mezzi e risorse.
  • Per trattamento:
    • Live: il regista ha la responsabilità delle immagini e dei suoni ambientali; il giornalista è commentatore delle immagini offerte dal regista.
    • Registrazioni: il giornalista mantiene la decisione relativa alla selezione della realtà.

Fasi del processo

Le informazioni destinate a un programma possono seguire diverse modalità produttive:

  • Film: sempre meno frequente, tranne in alcuni special o documentari.
  • Nastro di registrazione: ripresa e post-trattamento per correggere errori, migliorare qualità, montare e integrare altri elementi in post-produzione.
  • Dirette: trasmissioni dallo studio o in esterna con unità mobili.

Secondo Mauro Wolf, il processo di produzione ha tre fasi: raccolta, smistamento e presentazione. Tuttavia, dal punto di vista procedurale dell'informazione globale è preferibile distinguere quattro fasi: pre-produzione, produzione, post-produzione e integrazione.

Pre-produzione del processo

La pre-produzione comprende l'ideazione e la determinazione dei fatti che diventeranno notizia. Questa decisione influenza le risorse tecniche, economiche e umane disponibili. Nell'editoriale operano tre dimensioni funzionali:

  • Area informativa: responsabile dei contenuti e delle scelte editoriali.
  • Area tecnica: servizi disponibili, attrezzature pronte a catturare e trasmettere in diretta la produzione.
  • Area risorse: fornitura di risorse tecniche e umane, permessi, trasferte, registrazioni e documentazione (passaporti, accrediti, ecc.).

Organizzazione dei servizi di informazione

Nelle decisioni editoriali si decide selezione, approccio e trattamento delle notizie. Le testate possono essere organizzate in servizi di informazione con strutture gerarchiche e livelli di dipendenza: l'autorità editoriale coordina e assegna compiti. Esistono diversi modelli organizzativi:

  • Centralizzata: lavoro per un'unica unità di informazione che fornisce contenuti continui, con aree specialistiche responsabili del monitoraggio costante dei fatti; gli argomenti sono previsti e vengono creati programmi propri con copertura dedicata.
  • Decentrata: maggiore adattamento a ciascun programma, perdita di continuità nel controllo della linea editoriale; composta da direttore dei servizi d'informazione (pianificazione e decisione sui contenuti), vicedirettore, responsabili dei programmi, capi tematici, redattori e giornalisti.

Oggi si assiste a una tendenza verso la concentrazione dei mezzi di comunicazione e la collaborazione fra vari gruppi; le decisioni possono essere prese secondo logiche di consorzio mediatico o affari comuni.

Fonti proprie

Ogni testata cerca di aumentare le proprie fonti per ottenere maggiore indipendenza. La notizia può avere diverse origini:

  • La stessa testata, dopo indagine, può generare la notizia.
  • La notizia può arrivare tramite canali esterni: agenzie, altri media, comunicati, segnalazioni.
  • Tipologie di fonti: esclusive, non esclusive, interne ed esterne.

Tipologia delle immagini e dei materiali

Le fonti possono riferirsi a immagini e materiali di vario tipo:

  • Immagini fisse: disegni propri, mappe, grafici, fotografie d'archivio.
  • Immagini non fisse: riprese con teleobiettivo, fotografie di agenzie, filmati.

Per la televisione, le immagini in movimento includono: acquisizioni di eventi dal vivo, filmati d'archivio ottenuti da centri regionali, corrispondenti locali, collaboratori stranieri e inviati speciali. Le immagini non in movimento provengono da agenzie fotografche e cineteche internazionali.

Talvolta i giornalisti giungono sulla scena, le immagini catturate vengono elaborate al tavolo di montaggio e sono sottoposte a operazioni di post-produzione. In altri casi le unità mobili raccolgono materiale e la testata funge da testimone oculare dei fatti. Per una migliore copertura si contano corrispondenti locali, corrispondenti esteri e inviati speciali.

Le notizie vengono riflesse nelle cronache. Se la notizia non è urgente, le immagini possono essere inviate via aereo e il suono arrivare tramite telefono; in situazioni di pressione informativa può invece esserci uno scambio diretto con reti come l'Eurovisione o altri canali.

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