Il Profeta di Pablo Gargallo: scultura in bronzo, cubismo e vuoto espressivo
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Il Profeta — Pablo Gargallo (1933)
- Titolo: Il Profeta
- Autore: Pablo Gargallo
- Data: 1933
- Tipo: gratis
- Materiale: bronzo
- Stile: cubismo
- Tema: la religione
- Ubicazione: Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía
Breve contesto biografico
Pablo Gargallo emigrò con la famiglia nel 1888. Studiò presso la Scuola di Mercato e fu associato con architetti modernisti e artisti che frequentavano il bar "I Quattro Tazze". Il modernismo influenzò profondamente le sue sculture sin dalle fasi iniziali. Nel 1903 si trasferì a Parigi, dove entrò in contatto con le avanguardie parigine e soprattutto con Picasso: ciò portò a un cambiamento nel suo lavoro. Lo scultore si avvicinò al cubismo e all'espressionismo; Gargallo sviluppò sculture di metallo sottili caratterizzate dall'interazione tra volume e vuoto.
Descrizione
Il Profeta è considerata l'opera principale di questo scultore aragonese. Rappresenta una figura umana costruita con lastre di metallo affilate, strutturata intorno a un asse centrale costituito dalla colonna vertebrale che attraversa la testa e il tronco. Da questo asse si dipartono i diversi elementi del corpo; le lastre metalliche generano vuoti tali che l'aria diventa parte integrante della scultura. Questo uso del vuoto permette un gioco molto interessante di forme concave e convesse, una combinazione di pieni e vuoti che conferisce grande espressività all'opera e provoca un forte impatto emotivo.
Le diverse lamelle che formano i capelli e gli abiti danno l'impressione di una forma dinamica, ossia di un'opera che può essere osservata a tutto tondo dal pubblico. Il gioco di curve e controcurve delle lastre di metallo, ulteriormente accentuato dai contrasti di luce e ombra, arricchisce la lettura spaziale e plastica dell'opera.
Tema
La figura del profeta è rappresentata con tutta la forza espressiva di Gargallo, derivante da un gesto straordinariamente intenso. Il personaggio alza il braccio destro mentre stringe qualcosa con la mano sinistra e si tiene fermo con autorità. La sua presenza invita a seguirlo, sia sul piano fisico che spirituale. Più che un tema strettamente religioso, l'opera rappresenta la forza della parola e il maestro della verità come mezzo per indicare una via: un personaggio che manifesta energia attraverso la sua scultura.
Influenze e significato stilistico
In Il Profeta sono riassunte molte delle influenze ricevute da Pablo Gargallo. Innanzitutto si osserva l'adozione di principi cubisti, sulla scia di Picasso, con sovrapposizione di piani diversi per creare figure scomposte e soggettive. Si percepiscono anche elementi espressionisti, sia nella forza che nella sensibilità del gesto. Inoltre, si riscontrano echi di arte primitiva, similmente a quanto avvenne in altri artisti del Novecento. Il lavoro di Gargallo è uno degli esempi più significativi della conquista rivoluzionaria nella scultura contemporanea: l'introduzione del vuoto come soluzione volumetrica, presente anche in scultori contemporanei come Henry Moore.
Funzione
Funzione: decorativa.
Eros e Psiche — Antonio Canova (circa 1787–1793)
- Titolo: Eros e Psiche
- Autore: Antonio Canova
- Data: datato tra il 1787 e il 1793
- Materiale: marmo (gruppo scultoreo)
- Periodo: Neoclassicismo
- Ubicazione: attualmente al Louvre di Parigi
- Provenienza: commissionato originariamente da un colonnello inglese, John Campbell; finì nelle mani di Napoleone, che ammirò molto l'artista
Contesto e periodo
Quest'opera appartiene al Neoclassicismo, caratterizzato da un grande interesse per il periodo classico: l'arte greco‑romana era considerata l'espressione massima dei valori universali e della perfezione formale, fondata sulla razionalità e opponendosi agli eccessi del Barocco e del Rococò associati al vecchio regime. Di conseguenza, la scultura neoclassica imitava i modelli antichi, aspirando a un ideale di bellezza formale.
Analisi formale
Questo gruppo scultoreo in marmo è stato realizzato con la tecnica dell'intaglio (carving). Le superfici presentano un modellato morbido, privo di brusche cesure: la levigatura accurata conferisce un senso di finezza e delicatezza alla scena rappresentata. Le due figure creano un insieme aperto e coordinato che evita la sensazione di massa monolitica del marmo.
Per quanto riguarda gli effetti di luce, la consistenza liscia delle superfici genera una resa luminosa omogenea; tuttavia il volume gioca con braccia e teste, masse e vuoti, creando contrasti chiaroscurali che si concentrano sull'atto imminente del bacio. La composizione è complessa e organizzata secondo uno schema circolare: le ali di Eros, la gamba destra e il corpo di Psiche definiscono un percorso circolare che avvolge la scena. Sulla sensazione di movimento o di quiete, si percepisce un contrasto equilibrato tra i due elementi: il movimento delle ali e il riposo creato dal cerchio compositivo convivono armonicamente. Le figure incarnano l'ideale classico della bellezza.
Interpretazione
Questa scultura interpreta un episodio della leggenda di Amore e Psiche, tratto dal romanzo L'asino d'oro (Metamorfosi) di Apuleio, autore latino del II secolo. Eros sta per baciare la sua amata Psiche per risvegliarla dal sonno in cui era caduta dopo aver aperto un vaso che le era stato proibito — un gesto che richiama la punizione e la successiva redenzione. La storia è stata letta come un'allegoria sul rapporto tra amore e anima: Canova vuole simboleggiare, con questa scena, la liberazione dell'anima e il trionfo dell'amore sulla morte.