La Prosa nel Cinquecento: Didattica, Religiosa e Letteraria
Classified in Lingua e Filologia
Written at on italiano with a size of 2,99 KB.
La Prosa nel Cinquecento
Prosa Didattica o Umanista
Utilizzata per l'insegnamento, come evidenziato da Juan Valdés nel suo "Dialogo della Lingua".
Prosa Religiosa
Opere che descrivono esperienze mistiche, come quelle di San Giovanni della Croce, che espresse in prosa le stesse esperienze mistiche descritte nella sua poesia. Altri autori di spicco sono:
- Fray Luis de León con "I nomi di Cristo" e "La perfetta sposa", opera sul ruolo della donna cristiana.
- Santa Teresa di Gesù con il "Libro della Vita", in cui narra la sua vita dall'infanzia alla fondazione del primo convento, e la sua opera più importante, "Il Castello Interiore" o "Le Mansioni", dove presenta una visione allegorica dell'anima come un castello con sette stanze che devono essere attraversate per raggiungere l'unione mistica con Dio.
Prosa Letteraria
Comprende romanzi su vari argomenti:
Romanzi Cavallereschi
Caratterizzati dalle gesta dei cavalieri medievali, con grande fantasia e immaginazione. Questi romanzi furono spesso censurati dalla critica e dai moralisti del tempo. Spicca tra tutti "Amadigi di Gaula" di Garci Rodríguez de Montalvo.
Romanzo Pastorale
Di origine greco-latina, importato dall'Italia. Narra di pastori raffinati e idealizzati in un contesto naturale. Opere di rilievo sono "I sette libri di Diana" di Jorge de Montemayor e "Galatea" di Cervantes.
Romanzo Moresco
Basato sui romanzi di frontiera, il tema è l'avventura immaginaria tra arabi e cristiani durante la Reconquista. Si evidenzia "Il Abencerraje" di Montemayor.
Romanzo Bizantino
Narrazioni di fantastiche avventure che accadono a due amanti in tempi e luoghi immaginari, fino al loro ricongiungimento finale. Spicca "I lavori di Persiles e Sigismunda" di Cervantes.
Lazarillo de Tormes e il Romanzo Picaresco
Il romanzo picaresco rappresenta il romanzo realistico. L'opera più emblematica è "Lazarillo de Tormes", il cui titolo completo è "La vita di Lazarillo de Tormes e delle sue fortune e avversità", un libro anonimo. È considerato il primo romanzo realistico, dando inizio a un nuovo genere, il picaresco. Il ladro è l'antieroe che fa di tutto per sopravvivere in un mondo ostile, rinunciando all'onore. Lázaro, dopo aver sofferto la fame e gli abusi dai suoi precedenti padroni, preferisce disprezzare il suo onore pur di mantenere la fortuna acquisita. Ogni padrone rappresenta una galleria di diversi tipi umani. Lazarillo è un personaggio originale, un ragazzo di umili origini che si confronta con una realtà ostile. La sua caratteristica principale è la narrazione autobiografica: Lazzaro finge di raccontare la sua vita a qualcuno che non conosce, rivolgendosi a lui come "Vostra Signoria". Il linguaggio del romanzo sembra semplice, ma è ricco di espressioni colloquiali e termini colti. Possiede una grande capacità di verosimiglianza, tutto ciò che viene narrato sembra credibile.