Quevedo contro Góngora: Satira e Omosessualità nel XVII Secolo

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XVII Secolo: Góngora contro Quevedo. Primo round. Gli attacchi di Quevedo contro Don Luis de Góngora e la sua poesia

Contesto

Questa poesia di Quevedo si inserisce nel movimento dell'arte barocca, caratterizzato, dopo l'esperienza di una profonda crisi della società, da un riflesso nelle opere di tutti gli autori del tempo con la complicazione della forma e un sentimento pessimista. Questa crisi colpisce anche la sfera politica ed economica: la Spagna perde l'egemonia politica esercitata in Europa e il regno dei cosiddetti "Asburgo minori" è caratterizzato da un eccessivo potere nelle mani dei suoi ministri. La crisi economica porta a un impoverimento generale del paese, che si aggiunge alle gravi epidemie sofferte dai cittadini.

Nel Barocco ci sono due tendenze letterarie: il Culteranesimo, i cui esponenti principali sono Góngora e Lope de Vega, e il Concettismo, il cui principale rappresentante è Quevedo.

Il Culteranesimo è caratterizzato da una grande importanza data alla forma, dall'uso di neologismi e latinismi, dall'uso della mitologia, dall'abuso di metafore, dai cultismi, dall'iperbato, dall'alterazione dell'ordine logico delle frasi, ecc.

Il Concettismo è caratterizzato dall'associazione ingegnosa tra parole e idee, dove le parole assumono significati diversi, e dall'uso di un linguaggio complesso.

Come esemplificato da questo testo, entrambi gli autori mantengono un continuo confronto personale.

Francisco de Quevedo, l'autore di questo testo, nacque a Madrid nel 1580 e morì nel 1645 a Ciudad Real. Questo autore utilizza una prosa molto complicata e le sue poesie sono ancora più complesse. Non si occupò mai della loro pubblicazione, ma lo fecero persone a lui vicine. Successivamente furono pubblicate opere come "Le ultime tre muse", "Potente signore è Don Denaro", "C'era un uomo attaccato a un naso" e "Contro Don Luis de Góngora e la sua poesia", opera alla quale deve in gran parte la sua fama. Questo frammento appartiene proprio a quest'opera, scritta nel 1626, e rientra nella poesia satirica e burlesca.

Genere letterario

Questa composizione di Quevedo si inserisce nella lirica, che presenta le seguenti caratteristiche:

  • Discorso molto soggettivo: in questo caso ci troviamo di fronte a una critica continua, quindi tutto è soggettivo.
  • Prevalenza della funzione emotiva e poetica. La funzione poetica si riflette nel testo con il vocabolario che l'autore utilizza, ad esempio nell'espressione "orbe ultimo".
  • "Io" lirico.
  • Generalmente, ogni testo lirico sviluppa un unico tema: il tema di questo pezzo è la critica a Góngora a causa della sua omosessualità.
  • Accumulo di risorse tecniche ed espressive: nella prima quartina si ripetono la metafora e l'iperbole, oltre ad altre risorse stilistiche.
  • Di solito è scritto in versi, ma esiste anche la prosa lirica: questo testo è scritto in versi.

Analisi del contenuto

Il tema sviluppato da Quevedo in questa poesia è la critica dell'omosessualità del suo nemico Góngora.

Per quanto riguarda l'argomento, viene fatta una descrizione dettagliata del sedere di Góngora.

Per quanto riguarda la struttura, il poema è diviso in due quartine e due terzine che formano un sonetto. Nelle quartine e nella prima terzina viene descritto in modo grottesco il sedere di Góngora, mentre nell'ultima terzina, Quevedo accusa il suo nemico Góngora di essere omosessuale.

Analisi della forma

Questo sonetto è composto da due quartine e due terzine di arte maggiore (versi endecasillabi) in rima consonante, tranne i versi due e tre che sono in rima assonante (ABBA ABBA CDC DCD).

In questa poesia risalta l'abbondanza di aggettivi (ultimo, antipode, metafore...), di termini oscuri ("Questo, dove oggi sono scoregge le sirene"), l'uso di un linguaggio elaborato ("faccia agli antipodi", "abaco", "mondo ultimo", ecc.) che rende difficile la comprensione per il lettore.

Il testo come atto di comunicazione

Essendo un testo letterario, l'autore è l'emittente del messaggio, lo stesso Quevedo; il destinatario è il lettore; il codice è lo spagnolo castigliano dell'epoca; il canale è visivo e il messaggio è il tema dell'opera (la critica all'omosessualità di Góngora), che espone l'argomento (descrizione dettagliata del sedere di Góngora).

Conclusione

Il testo è una feroce critica di Quevedo al suo avversario Góngora per la sua sessualità, cioè per il fatto di essere omosessuale.

Risalta il vocabolario colto e ricercato con cui l'autore tratta la critica, che rende difficile la comprensione del contenuto del sonetto.

Valutazione critica

Il tema di questo sonetto è attualmente una questione che riguarda un gran numero di persone, ed è in aumento.

L'omosessualità è un problema che viene lentamente accettato nella nostra società, per cui gli omosessuali esprimono il loro orientamento sessuale con maggiore sicurezza ogni giorno. Tuttavia, c'è ancora un'alta percentuale di persone che criticano e rifiutano queste persone, arrivando persino a definirle "anormali", "malate" e così via, come nel poema che ci riguarda.

Dal mio punto di vista, nessuno può essere rifiutato o criticato per il fatto di appartenere a una razza, cultura, orientamento sessuale o aspetto diverso. Tutte le persone omosessuali sono uguali a quelle che molti considerano "normali", poiché il loro aspetto fisico e psicologico non mostra alcuna variazione rispetto a ciò che costituisce l'essere umano; l'unica cosa che cambia sono i loro sentimenti e le loro preferenze riguardo al sesso del partner, un fatto che deve essere tollerato.

Per quanto riguarda il modo in cui Quevedo ha scritto il suo poema, devo dire che utilizza un linguaggio molto elaborato che rende difficile la comprensione alle persone di ceto medio e basso. Secondo alcuni critici, questo è dovuto al fatto che il poeta scriveva per un pubblico selezionato. Questo mi sembra inadeguato, poiché credo che l'obiettivo di ogni scrittore sia che la sua opera raggiunga il maggior numero di persone possibile.

In conclusione, per comprendere la poesia è necessario possedere un vocabolario eccellente.

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