Quinto Orazio Flacco: Vita, Opere e Filosofia dell'Aurea Mediocritas
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Quinto Orazio Flacco (65 a.C. – 8 a.C.)
Dopo la spontaneità e la leggerezza dei "Poetae noui", troviamo i poeti appartenenti al circolo letterario di Mecenate. Essi rendono la poesia molto più riflessiva, sono consapevoli della letteratura come professione, non solo come intrattenimento, e i cui modelli sono la lirica greca classica, che fornisce i metri, e le tematiche da trattare. Tra loro ci sono i poeti Orazio e Ovidio.
Orazio e la Dottrina Epicurea
Orazio era figlio di un liberto ricco, per cui ricevette una formazione completa a Roma e ad Atene. Protetto da Mecenate, dedicò la sua vita alla letteratura. Egli è un poeta imbevuto delle dottrine della filosofia epicurea, come si evince dal suo comportamento: la sua rinuncia alle ambizioni, la sua attitudine a vivere con poco e a usufruire dei momenti fugaci, perché la morte arriva sempre presto. Egli fissa il suo ideale di vita nella locuzione "aurea mediocritas" (la mediocrità d'oro), ovvero la virtù sta nel mezzo.
La Produzione Lirica di Orazio
All'interno della sua produzione lirica si considerano:
- Iambi o Epodi: Scritti in versi giambici, sono intrisi di sarcasmo e di natura aggressiva. Coprono argomenti come la rivalità letteraria o politica, la critica delle personalità, l'amore e gli affari quotidiani. Tra questi spicca il celebre "Beatus ille".
- Carmina o Odi: Adattano i metri eolici ai versi latini. In quattro libri, trattano della gloria di Roma, dell'amore e dell'amicizia. Il tema amoroso è trattato in modo anti-elegiaco, cioè l'autore contempla l'amore in modo obiettivo, come se non fosse coinvolto nella passione che canta. L'amore è più una fantasia che un sentimento vero e proprio. È un lavoro di grande perfezione tecnica, scritto nella fase di maturità dell'autore.
L'Opera Satirica: I Sermones
La sua opera satirica è contenuta nei Sermones (o Satire), che sono 18 composizioni che trattano della vita quotidiana, senza affrontare problemi troppo profondi. Attacca gli usurai, gli invidiosi, i malcontenti, ecc., in un modo così divertente che provoca il riso anche nei personaggi attaccati.
La Produzione Epistolografica
Nella sezione epistolografica, Orazio scrisse due libri di lettere in esametri.
Libro Primo delle Epistole
Il primo libro contiene venti lettere ed esprime le sue opinioni sulla società, la morale e la cultura in forma di colloqui, ovvero discute delle carenze di Roma viste attraverso le sue esperienze e sensazioni. Il tono satirico è più attenuato rispetto ai Sermones.
Libro Secondo delle Epistole e l'Ars Poetica
Il secondo libro si compone di tre lunghe lettere che trattano questioni letterarie, evidenziando l'Epistola ad Pisones o Ars Poetica. Quest'ultima è un trattato sulla poetica che fornisce consigli generali su come scrivere (unità dell'opera, composizione, selezione dei soggetti, ecc.), sulla lirica e sulla drammatica (versi appropriati per ciascun tema, personaggi, musica) e sull'arte della poesia e della cultura in generale.
Lo Stile e la Perfezione Formale
Lo stile di Orazio è caratterizzato da un grande senso di equilibrio e di perfezione della forma. Egli corregge la scrittura fino all'ultimo dettaglio, lucida meticolosamente i suoi versi, cercando la parola giusta e il metro preciso per il soggetto trattato. La grande cura nella composizione di tutte le sue opere conferisce loro una descrizione sobria, una struttura perfetta e una grande intuizione.