Regno di Alfonso XIII: politica, crisi sociale e guerre in Marocco (1902–1927)
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Panoramica del regno di Alfonso XIII
Panoramica del regno di Alfonso XIII. Dopo la morte di Alfonso XII, la reggenza fu assunta dalla sua seconda moglie, Maria Cristina d'Asburgo-Lorena. La morte del re aprì uno scenario di incertezza circa la sopravvivenza del sistema politico della Restaurazione. Cánovas e Sagasta raggiunsero un accordo per sostenere il turno di governo e per facilitare lo scambio di potere quando uno dei partiti di governo perdeva prestigio. Questo accordo è noto come il Patto di El Pardo.
Nel 1902 Alfonso XIII salì al trono. Il suo regno mantenne il sistema politico della Restaurazione (costituzione del 1876 e meccanismi di turno), con due modifiche importanti: il coinvolgimento diretto del re nella politica attiva e la scomparsa progressiva degli uomini politici che avevano fondato il regime.
Problemi principali del regno
I principali problemi del regno di Alfonso XIII furono molteplici e complessi:
- Corrente di rigenerazione politica, che proponeva riforme profonde del sistema.
- Regionalismo critico, in particolare il catalano, proiettato tramite la Lliga Regionalista guidata da Prat de la Riba e il Moviment de Solidaritat Catalana guidato da Francesc Cambó.
- Movimento sindacale, notevolmente rafforzato e diviso in due tendenze principali: moderata (PSOE e UGT) e radicale (CNT e FAI).
- Preoccupazione dell'esercito legata al disastro del 1898 e alle campagne in Marocco.
- Grandi cambiamenti sociali e demografici causati dalla crescita economica, con impatto sulle classi medie e sui lavoratori.
Politica interna e leadership
Nei primi anni del regno rimase il meccanismo del turno, ma l'instabilità ministeriale evidenziò la crisi di leadership in entrambi i partiti. Antonio Maura (1907–1909), esponente conservatore che propose una "rivoluzione dall'alto", cercò di bloccare il decadimento del sistema e promosse riforme come la regolazione dell'immigrazione, la disciplina sullo sciopero e la creazione dell'Istituto Nazionale delle Assicurazioni. Il suo progetto non fu approvato completamente.
Nel 1910 arrivò al potere José Canalejas. Cercò di arginare il crescente anticlericalismo con la cosiddetta Ley del Candado e favorì l'approvazione della legge sulle associazioni; fu poi assassinato da un anarchico. Nel 1913 il conservatore Eduardo Dato formò il governo.
Neutralità nella Prima Guerra Mondiale e conseguenze economiche
Alla scoppio della Prima Guerra Mondiale la Spagna rimase neutrale. La guerra giovò all'economia spagnola, che vide un aumento delle esportazioni, ma questo impeto non fu completamente utilizzato per promuovere l'industrializzazione nazionale. L'aumento dei prezzi non fu accompagnato da un corrispondente aumento dei salari, generando profondo malcontento tra le classi medie e i lavoratori, fattore che contribuì alla crisi del 1917.
La crisi del 1917
Durante l'estate del 1917 emerse una crisi profonda, militare, politica e sociale che accelerò il degrado del regime. La crisi era dovuta a tre questioni principali:
- La crisi militare, legata a problemi interni dell'esercito (promozioni, progressioni di grado, ecc.). Si crearono le cosiddette Juntas, organismi che difendevano gli interessi corporativi dei militari.
- La crisi politica, dovuta all'atteggiamento del governo nel governare senza convocare il Parlamento. L'Assemblea parlamentare decise di incontrarsi a Barcellona su richiesta di Cambó; l'Assemblea fu convocata per rilanciare la vita politica, porre fine al turno dei partiti e chiedere riforme importanti sull'autonomia e regimi costituzionali per le regioni.
- La crisi sociale, espressa nello sciopero generale rivoluzionario. La fine della Prima Guerra Mondiale interruppe la ripresa economica: alla fine del 1919 iniziò una crisi che si manifestò chiaramente nel 1920.
La questione marocchina
Tutti questi problemi si aggiunsero a quelli derivanti dalla guerra in Marocco. L'effettiva occupazione del territorio fu complessa, data la topografia della regione del Rif e la resistenza delle popolazioni cabile (Cabilia).
Nel 1909 le truppe spagnole subirono una grave sconfitta nel Barranco del Lobo. Il governo decise di inviare rinforzi, formati soprattutto da riservisti catalani; la misura provocò una rivolta popolare contro la guerra (la cosiddetta "Settimana Tragica" di Barcellona).
Dal 1920, con la ripresa delle campagne militari in Marocco, nel 1921 le forze del Rif, guidate da Abd el-Krim, inflissero una pesante sconfitta alle truppe spagnole ad Annual e al Monte Arruit, con gravi perdite per l'esercito spagnolo. Seguirono indagini e polemiche, note come il Expediente Picasso.
Nel 1925 iniziò una grande offensiva, con l'aiuto della Francia, che incluse lo sbarco di Alhucemas e si rivelò un successo decisivo. Ben presto la zona fu pacificata (1927).
Conclusione
Il regno di Alfonso XIII fu caratterizzato quindi da una progressiva crisi del sistema della Restaurazione, da forti tensioni sociali e politiche e da complesse campagne coloniali in Marocco. Questi elementi contribuirono alla crescente instabilità che avrebbe portato, pochi anni dopo, a cambiamenti radicali nella scena politica spagnola.