La Restaurazione Borbonica in Spagna: Storia e Sistema Politico
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Restaurazione della monarchia in Spagna
Durante il Sessennio Democratico, si generò un senso di illegalità che fu interpretato come una minaccia per l'ordine sociale liberal-conservatore. Dopo la dittatura di Serrano nel 1874, l'esercito, la Chiesa e le classi dirigenti cercarono una soluzione: la restaurazione della monarchia di Alfonso XII, orchestrata da Antonio Cánovas del Castillo, il quale pose sul trono il figlio di Isabella II. Cánovas fu l'architetto di questo processo, riuscendo a riunire i vecchi partiti elisabettiani. Dopo sei anni di democrazia, i conservatori ripresero il controllo del potere, consolidando le idee di base della restaurazione.
Il Sistema Politico e i suoi Principi
Il sistema si reggeva su due pilastri principali:
- Il Partito Conservatore: difensore dell'ordine pubblico e sociale.
- Il Partito Liberal-Fusionista: sostenitore delle riforme sociali.
Il pensiero politico risultante si basava su note distintive quali il pragmatismo, la difesa della costituzione storica, la sovranità condivisa tra il Re e le Cortes, e un diffuso pessimismo. Tuttavia, il sistema politico era intrinsecamente basato sulla frode elettorale, che favoriva sistematicamente i gruppi dominanti.
La Costituzione del 1876
Questa è stata una delle costituzioni più longeve e stabili della storia della Spagna. Redatta da esperti, le sue caratteristiche essenziali includevano:
- Sovranità condivisa tra il Re e le Cortes.
- Definizione dei diritti di voto.
- Libertà di religione.
- La monarchia come fulcro dello Stato.
Turnismo e Dispotismo
Il turnismo era il sistema di alternanza al potere tra i due partiti principali:
- Conservatore: guidato da Cánovas, di stampo liberale e costituzionalista.
- Liberale Fusionista: guidato da Sagasta, con origini nel partito costituzionale di Amedeo d'Aosta.
L'opposizione era composta da repubblicani (contrari alla restaurazione), carlisti e movimenti operai. In questa fase emersero anche i primi movimenti nazionalisti. Il periodo fu caratterizzato dalla manipolazione sistematica del processo elettorale, dove i politici si alternavano al governo secondo un meccanismo prestabilito che contava sul sostegno della Corona e sull'uso strategico delle Cortes.
Sviluppi Politici: Il Regno di Alfonso XII (1875-1885)
Sotto la guida di Cánovas, vennero stabiliti i principi fondamentali del nuovo sistema. Il regno iniziò con l'egemonia del Partito Conservatore, il consolidamento della monarchia, una specifica politica educativa e una temporanea riduzione delle libertà. Durante questo periodo si affrontarono due grandi conflitti:
- Il conflitto carlista, terminato con la sconfitta di Carlo VII.
- La Guerra di Cuba, dove furono inviate truppe sotto il comando di Martínez Campos. Nonostante le tensioni, a Cuba non fu concesso lo status di provincia spagnola.
Il governo di Sagasta terminò nel 1883.
La Reggenza di Maria Cristina (1885-1902)
Maria Cristina esercitò la reggenza fino alla maggiore età di Alfonso XIII. Il periodo fu segnato dalla vigenza della Costituzione del 1876 e dovette affrontare la crescita del nazionalismo e la perdita delle colonie. Sagasta formò un lungo governo durante il quale nacquero il PSOE e l'UGT. L'ultima fase della reggenza fu dominata dalla crisi e dalla complessa situazione coloniale.
L'Opposizione Politica
Il sistema canovista fu contrastato da diversi settori:
- Carlismo: caratterizzato dal confronto armato contro il potere centrale.
- Nazionalismo:
- Il catalanismo, che si occupava della difesa dell'identità culturale.
- Il nazionalismo basco, basato sul fuerismo e influenzato dal processo di industrializzazione, fondato da Sabino Arana.
- Opposizione Repubblicana: suddivisa in vari flussi, tra cui il settore di Zorrilla e Salmerón, il settore istituzionale e il Partito Federale.
- Movimento Operaio: dopo la repressione del sessennio, si riorganizzò. L'anarchismo divenne l'ideologia operaia più influente, sebbene i suoi seguaci fossero perseguitati. In questo clima avvenne l'attentato contro Alfonso XII a Madrid.
La Crisi del 1898 e le sue Conseguenze
Alla fine del XIX secolo, della vecchia gloria imperiale restavano solo Cuba, Porto Rico e le Filippine. Ciò coincise con l'espansionismo degli Stati Uniti, divenuti una potenza militare e industriale. La Spagna stava perdendo i suoi territori, perdita imputata alla mancanza di riforme. L'intervento statunitense nella guerra di Cuba scatenò il conflitto ispano-americano, articolato in quattro fasi tra il 1895 e il 1898, culminando con l'esplosione della corazzata Maine.
Con il Trattato di Parigi, la Spagna perse definitivamente i suoi possedimenti coloniali. Il "disastro" non fu solo territoriale ma anche politico. In questo contesto di crisi nacquero le prime riforme sociali, poco prima dell'inizio del regno effettivo di Alfonso XIII.