Rettifiche finali, valutazione delle rimanenze e gestione dell'utile in azienda

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Rettifiche finali, criteri di valutazione e riutilizzo dell'utile

Rettifiche finali

Per determinare il risultato a fine anno si effettua un inventario e una valutazione delle giacenze finali:

  • merci e materiali valutati al costo d'acquisto;
  • prodotti finiti o in corso di lavorazione valutati al costo di fabbricazione: costo della manodopera diretta e quote delle spese generali di produzione.

Criteri di valutazione

I criteri di valutazione si basano su quattro metodi:

  • LIFO (Last In, First Out): l'ultimo ad entrare è il primo ad uscire; quindi le giacenze sono valutate con valori storici più vecchi;
  • FIFO (First In, First Out): il primo ad entrare è il primo ad uscire; le giacenze sono valutate con valori più recenti;
  • Costo medio ponderato: media dei valori delle movimentazioni intervenute;
  • Costo standard: costo fissato preventivamente su basi tecniche e mantenuto inalterato per un certo periodo di tempo.

Riutilizzo dell'utile

L'utile può essere riutilizzato nei seguenti modi:

  • reinvestimento nell'azienda, cioè incremento del patrimonio attraverso investimenti;
  • distribuzione dell'utile agli azionisti.

Fondo di ammortamento

Il costo di acquisto dei beni durevoli viene ripartito lungo la loro vita utile economica stimata; si ottiene così la quota di ammortamento. La somma delle quote di ammortamento accumulate negli anni viene iscritta in un conto del passivo denominato fondo di ammortamento. Si tratta di un valore rettificativo del corrispondente valore del bene iscritto nell'attivo.

Controllo sul bilancio: chi lo effettua e come

Il controllo sul bilancio, sull'amministrazione e sulla contabilità in Italia viene svolto da uno o due dei seguenti organi: il collegio sindacale (sindaci) e/o la società di revisione esterna (external auditors). Il controllo avviene verificando che l'amministrazione sia stata svolta secondo i principi di corretta amministrazione, cioè che siano rispettati i seguenti elementi:

  • rispetto della legge e dello statuto;
  • tenuta e regolarità delle scritture contabili;
  • redazione del bilancio in conformità ai principi contabili generalmente accettati.

Fattori produttivi fissi e variabili

I fattori produttivi comprendono impianti, attrezzature, manodopera, materiali, servizi, ecc. I fattori fissi sono quelli il cui utilizzo non varia al variare della quantità prodotta; i fattori variabili variano al crescere della quantità prodotta dall'impresa. Nel lungo periodo entrambe le tipologie possono variare, quindi non esistono costi fissi assoluti, a differenza del breve termine in cui esistono rigidità produttive che implicano costi fissi e costi variabili.

Tipologie di costi: speciali, comuni, fissi, variabili e altri

Di seguito le principali definizioni:

  • Costi speciali: sostenuti esclusivamente per un unico oggetto di costo;
  • Costi comuni: sostenuti in comune per più oggetti di costo;
  • Costi variabili: variano al variare della quantità prodotta;
  • Costi fissi: non variano al variare della quantità prodotta;
  • Costi controllabili: costi che possono essere influenzati dalle decisioni aziendali, come i costi per la promozione del prodotto/servizio;
  • Costi non controllabili: ad esempio i costi di manutenzione obbligatoria sui macchinari;
  • Costi tecnici: predeterminabili in modo rigoroso in base alla quantità di risorse necessarie per ottenere un certo output;
  • Costi discrezionali: importi stabiliti in base a scelte soggettive della direzione, spesso con valenza strategica;
  • Costi vincolati: conseguenti a scelte strategiche fatte in passato e difficilmente modificabili;
  • Costi diretti: quando è possibile misurare oggettivamente il consumo del fattore produttivo;
  • Costi indiretti: tutti gli altri costi che non possono essere attribuiti direttamente a un singolo oggetto di costo.

FULL COSTING e DIRECT COSTING

Full Costing

Il Full Costing (metodo del costo pieno) considera come criterio di fabbricazione che:

p > CT unitario = CV unitario + CF unitario

In questo caso il prezzo è in grado di coprire i costi di produzione e non comporta una perdita per l'impresa.

Direct Costing

Il Direct Costing (metodo del costo diretto variabile) pone come criterio che:

p > CV unitario

In questo modo il prezzo è in grado di coprire solo i costi di produzione variabile; tutti i costi fissi sono considerati costi di periodo e sono imputati al periodo in cui vengono sostenuti.

Definizione di impresa, interfaccia con il mercato e classificazione di input e output

L'impresa è un insieme di parti che interagiscono tra loro, assumendo una serie di elementi (input) dall'ambiente circostante per trasformarli e immettere i prodotti (output) di tale trasformazione nuovamente nell'ambiente.

L'impresa si interfaccia con i mercati di acquisizione dei fattori produttivi per ottenere input come lavoro, materiali, energia, tecnologie e capitali. Si interfaccia a sua volta con i mercati di vendita per trasformare queste acquisizioni in beni o servizi.

Input: forza lavoro, materiali, energia, servizi, tecnologie, capitali.

Output: beni e/o servizi venduti, salari e stipendi, imposte e tasse, pagamenti ai fornitori, remunerazione dei capitali.

Le 5 P della strategia di Mintzberg

Le 5 P rappresentano cinque prospettive della strategia secondo Mintzberg. Sono:

  • Plan: piano strategico;
  • Pattern: modello comportamentale;
  • Position: posizionamento prodotto/mercato;
  • Perspective: personalità e carattere dell'impresa;
  • Ploy: manovre e stratagemmi per influenzare le scelte altrui.

La strategia mira a conseguire un vantaggio competitivo difendibile nel tempo, rispondendo alle minacce e sfruttando le opportunità esterne, con l'obiettivo ultimo di ottenere un profitto superiore alla media. Una buona strategia aziendale deve seguire tre fasi:

  • analisi strategica (raccolta dei dati);
  • decisione (fissazione dei criteri);
  • esecuzione della strategia (svolgimento delle operazioni).

Voci correlate: