Riflessioni di Catullo: Il Peso dell'Amore Ingrato e la Satira Politica

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Il Peso dell'Amore Ingrato e la Ricerca della Guarigione

Se c'è qualche piacere per l'uomo che ricorda le buone azioni compiute in passato, quando pensa di essere una persona corretta e di non avere violato la sacra parola data, né di avere abusato della volontà degli dèi in nessun patto per ingannare gli uomini, molte gioie ti aspettano pronte, o Catullo, durante la tua vita da questo amore non corrisposto.

Infatti, tutto ciò che gli uomini possono dire o fare di bene per qualcuno, queste da te sono state dette e fatte: tutte cose che, affidate a una persona ingrata, sono andate perdute. Per questo, ormai, perché dovresti ancora tormentarti? Perché non ti fai forza nell'animo e non ti allontani da costei e smetti di essere infelice, dal momento che gli dèi ti sono contrari?

La Difficoltà di Dimenticare

È difficile accantonare improvvisamente un lungo amore; è difficile, ma a qualunque costo devi farlo: l'unica salvezza è questa, questo deve essere vinto da te, sia che ciò non sia possibile sia che lo sia.

L'Appello agli Dèi

O dèi, se è proprio di voi avere compassione, o se mai a qualcuno avete prestato un estremo soccorso nel momento stesso della morte, guardate me misero e, se ho condotto una vita in modo puro, strappatemi questa peste dolorosa, che strisciando a me nel profondo delle membra, come una paralisi, mi strappa dal petto ogni piacere.

Non chiedo già che ella contraccambi il mio amore, o, cosa impossibile, che voglia essere onesta: per quanto mi riguarda, voglio guarire e cercare di deporre questo morbo opprimente. O dèi, concedetemi ciò per la mia devozione.

Il Desiderio per Giovenzio

Se qualcuno, o Giovenzio, mi concedesse di baciare liberamente i tuoi occhi di miele, li bacerei migliaia di volte e mai mi sembrerebbe di essere sazio, neppure se il raccolto del nostro baciarci fosse più fitto di spighe mature.

Lamento Funebre per il Fratello

Di gente in gente, di mare in mare ho viaggiato, o fratello, e giungo a questa mesta cerimonia per consegnarti il funereo dono supremo e per parlare invano con le tue ceneri mute, poiché la sorte mi ha rapito te, proprio te, o infelice fratello precocemente strappato al mio affetto.

Ora queste offerte, che io porgo, come comanda l'antico rito degli avi, dono dolente per la cerimonia gradisci; sono madide di molto pianto fraterno. Ti saluto per sempre, o fratello, addio.

Satira e Critica Politica

L'Indignazione per la Corruzione

Che c'è, Catullo? Che aspetti a morire? Sulla sedia curule siede Nonio lo scrofoloso, per il consolato spergiura Vatinio: che c'è, Catullo? Che aspetti a morire?

Il Disinteresse per Cesare

Per nulla troppo mi curo, Cesare, volerti piacere, né sapere se sia un uomo bianco o nero.

Elogio a Marco Tullio Cicerone

O facondissimo tra i discendenti di Romolo, quanti, Marco Tullio, esistono e quanti sono esistiti, e quanti esisteranno negli anni futuri, ti ringrazia moltissimo Catullo, il peggior poeta di tutti, tanto peggior poeta di tutti, quanto tu fra tutti il miglior avvocato.

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