Riforme dell'istruzione in Cile: decentramento, privatizzazione e valutazione docente (1980–2010)
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Panoramica cronologica delle politiche educative
Anni Ottanta (Pinochet)
Negli anni Ottanta, sotto il governo di Pinochet, si è avuto un approccio orientato alle politiche di mercato con misure di decentramento e privatizzazione in un contesto autoritario (scioglimento del sindacato degli insegnanti).
Anni Novanta–2005 (Concertación)
Nel periodo 1990–2005, sotto la Concertación, sono state promosse politiche volte alla qualità e all'equità, con l'introduzione dei 12 anni di istruzione obbligatoria su tutto il territorio, in un contesto democratico (creazione del Collegio Docenti).
Anni 2006–2009
Tra il 2006 e il 2009 le riforme si sono focalizzate sulle basi istituzionali e normative: maggiore ruolo dello Stato, senza modificare i parametri della fornitura mista e il ruolo del mercato.
2009–2010
Nel biennio 2009–2010 vi fu una maggiore flessibilità del curriculum unico nei comuni. Si accentuò inoltre la concorrenza tra le scuole in un sistema misto di fornitura (sostegno pubblico agevolato, scuole private e scuole a gestione privata).
Politiche di gestione e formazione docente
Furono promossi accordi quadro per un buon insegnamento e buona gestione, con politiche di valutazione degli insegnanti in servizio. Si svilupparono programmi di formazione continua degli insegnanti basati sulle esigenze delle scuole e iniziative come il Master Network Insegnanti.
Curriculum e autonomia degli istituti
Tutte le scuole sono regolate da un curriculum nazionale (quadro curricolare verticale che comprende obiettivi fondamentali, contenuti e obiettivi trasversali minimi obbligatori). Tuttavia, gli istituti possono formulare i propri piani e programmi di studio, purché adeguati al quadro e approvati dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Finanziamento e sovvenzioni
Riforma del 1993
Nel 1993 fu consentito alle scuole elementari private sovvenzionate (ma non a quelle urbane) e alle scuole superiori, sia comunali sia private a pagamento, di richiedere sovvenzioni. Le somme richieste alle famiglie furono integrate al contributo fiscale, come parte della formula di finanziamento comunale. Superato un certo limite nella riscossione dalle famiglie, il contributo si riduce proporzionalmente.
Legge sulle sovvenzioni (2008)
La legge sulle sovvenzioni del 2008 si prefigge di garantire condizioni di base, equità per i titolari e qualità per gli studenti, dando priorità agli studenti più svantaggiati. Gli istituti, sulla base di una diagnosi, devono sviluppare piani di miglioramento educativo quadriennali con obiettivi annuali e azioni, con la partecipazione della comunità.
Il Ministero classifica le scuole in base ai risultati ottenuti nella valutazione SIMCE (70%) e in altri indicatori (30%) per l'erogazione della sovvenzione. Il titolare è responsabile dei fondi pubblici ricevuti e risponde dei risultati dei propri studenti.
Valutazione e condizioni del lavoro degli insegnanti
Valutazione degli insegnanti: in seguito a processi di valutazione, alcuni insegnanti della scuola pubblica hanno perso lo status di pubblico ufficiale (circa 80 insegnanti, secondo i dati riportati). I rapporti di lavoro sono regolati dal Codice del Lavoro.
Nel 1991 fu creato lo statuto degli insegnanti, che disciplina decisioni in materia di assunzioni centralizzate e gli stipendi del settore comunale. Sono stati introdotti sistemi di valutazione e incentivi, sia collettivi sia individuali. Furono inoltre indetti bandi per la selezione dei dirigenti scolastici (tender per i presidi).
Stipendi e componenti retributive
Stipendi degli insegnanti: evoluzione. Nota sulle componenti retributive (RBMN e altre): includono aumenti per anzianità (10 bienni), responsabilità, incentivi per il miglioramento, indennità per condizioni difficili, UMP, proposte di bonus, bonus imponibile per prestazioni di eccellenza e compensazioni integrative. Esiste un salario minimo per l'ingresso nel sistema.
Note e fonte
Fonte: MINEDUC; Banco Central de Chile.