Le Riforme della Seconda Repubblica Spagnola (1931-1933)

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Il biennio delle riforme di sinistra (1931-1933)

La questione religiosa

Uno degli obiettivi principali della Repubblica è stato quello di limitare l'influenza della Chiesa. La Costituzione prevedeva uno Stato non confessionale, la libertà religiosa e l'abolizione del bilancio destinato al culto e al clero. Fu inoltre permesso l'istituto del divorzio e il matrimonio civile, portando il governo a vietare agli ordini religiosi l'insegnamento e a limitare il loro possesso di proprietà. Lo scontro più grave si verificò con i Gesuiti, a causa del voto di obbedienza al Papa professato da quest'ordine. La Compagnia di Gesù fu sciolta e le sue attività furono nazionalizzate.

Modernizzazione dell'esercito

Il governo repubblicano mirava a creare un esercito professionale e democratico. Per raggiungere questo scopo, fu ritenuto necessario:

  • Ridurre il numero delle truppe e degli ufficiali.
  • Garantire l'obbedienza dei militari all'autorità civile.
  • Porre fine all'intervento dei militari nella vita politica.

Fu promulgata una legge sul pensionamento dei funzionari, che offriva la possibilità di ritirarsi con la retribuzione piena. Successivamente venne creata la Guardia d'Assalto, una forza di ordine pubblico fedele alla Repubblica. Sebbene la riforma abbia ottenuto una riduzione della spesa militare, ostacolò la modernizzazione degli armamenti e fu percepita come un attacco alla tradizione militare. Questo malcontento fu sfruttato dalla destra per incoraggiare la rivolta contro la Repubblica.

Riforma agraria

La riforma era destinata a porre fine al dominio del latifondo nella Spagna meridionale e centrale, migliorando le condizioni di vita nelle zone rurali; un passo essenziale dato il ruolo centrale dell'agricoltura nell'economia. I primi decreti vietarono la rescissione dei contratti di affitto e stabilirono la giornata lavorativa di 8 ore e i salari minimi. La vera svolta fu la Legge di Riforma Agraria, il cui obiettivo non era un cambiamento radicale, ma la modernizzazione dell'agricoltura. Tuttavia, i primi risultati furono scarsi, poiché non risolsero la situazione di molti agricoltori come inizialmente previsto.

Il riassetto dello Stato e le autonomie

In Catalogna, il 14 aprile 1931, Francesc Macià aveva proclamato la Repubblica Catalana. I negoziati tra il governo della Repubblica e i leader catalani permisero l'annullamento di questa decisione in cambio della formazione di un autogoverno provvisorio. Lo statuto fu approvato da un referendum popolare con il 99% dei voti e Macià fu eletto presidente della Generalitat.

Nei Paesi Baschi, il PNV e i carlisti approvarono nel giugno 1931 un progetto di statuto, ma l'approvazione definitiva fu ritardata a causa dell'opposizione dei militari. Solo nell'ottobre del 1936 lo statuto fu approvato e José Antonio Aguirre fu eletto primo Lehendakari. In Galizia, la coscienza nazionalista era meno pronunciata e il nazionalismo galiziano era lontano dall'essere un potere egemonico. Nel giugno 1936 nacque un progetto di statuto che, tuttavia, non poté mai essere applicato a causa dello scoppio della Guerra Civile.

L'opera educativa e culturale

Un'altra riforma fondamentale riguardò l'insegnamento. L'obiettivo era promuovere un'educazione liberale e laica per tutta la popolazione. Furono create 10.000 scuole e 7.000 posti per insegnanti, nel tentativo di porre fine all'egemonia dell'educazione religiosa. La scuola adottò un modello misto, laico, obbligatorio e gratuito.

I leader repubblicani, convinti della necessità di elevare il livello culturale del Paese, promossero campagne rivolte ai settori più poveri, come le cosiddette Missioni Pedagogiche: gruppi mobili costituiti da studenti, insegnanti e intellettuali che portavano la cultura nei villaggi più remoti.

Riforme del lavoro

Il ministro Largo Caballero avviò diverse riforme per migliorare le condizioni dei lavoratori. Tra i provvedimenti principali:

  • Approvazione della legge sui contratti di lavoro.
  • Istituzione delle giurie miste per la risoluzione delle controversie.
  • Stabilizzazione dell'orario di lavoro a 40 ore settimanali.
  • Incremento dei salari e creazione di assicurazioni sociali.
  • Riduzione dell'orario di lavoro per gli agricoltori.

Queste misure provocarono una forte irritazione tra le organizzazioni dei datori di lavoro, aumentando la tensione sociale nel Paese.

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