Rima LIII di Bécquer: temi, struttura metrico-ritmica e figure retoriche
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RIMA LIII (Le rondini torneranno nel buio)
Tema
Tema: l'amore come esperienza completa e unica. Si tratta di una poesia malinconica che esprime la sofferenza di Bécquer. La prima strofa si riferisce al ritorno delle rondini, mentre nella seconda strofa si stabilisce il contrasto: le rondini non saranno le stesse di una volta. Nella terza strofa si afferma che il caprifoglio fiorirà ancora una volta, ma nella quarta strofa si contrappone che non torneranno le stesse gocce di rugiada che erano cadute prima. Nel quinto verso si dice che ella (la persona amata) potrebbe innamorarsi di nuovo un giorno, ma nella sesta strofa si sottolinea il contrasto: quell'amore non sarà mai grande come quello che il poeta ha provato per la sua amata.
Divisione del testo
Possiamo dividere il testo in tre parti doppie, ossia tre blocchi costituiti ciascuno da due strofe: nella prima parte si parla delle rondini, nella seconda del caprifoglio e della rugiada, e nella terza dell'amore umano. Questa divisione mette in rilievo il confronto continuo tra un futuro che si ripete nella natura e un passato che non ritorna per l'amore umano.
Struttura metrica e rima
La poesia è composta da sei strofe. Ciascuna strofa è formata da quattro versi: i primi tre sono versi di arte maggiore (endecasillabi) e l'ultimo è un verso di arte minore (eptasillabo). Per quanto riguarda la rima, si percepisce un uso di assonanza in alcune posizioni e della rima consonante in altre; in particolare il secondo verso di ogni strofa presenta una rima in -ar, mentre il quarto tende a rimanere in -on (con le eccezioni segnalate in alcune strofe). La struttura metrica uniforme contribuisce all'armonia formale che contrasta con il contenuto malinconico del testo.
Aspetti fonetici
Aspetti della rima e della fonetica: la poesia sfrutta rime e assonanze che rafforzano il ritmo nostalgico; l'alternanza tra versi maggiori e minori crea un effetto cadenzato che sottolinea i momenti di affermazione e di sospensione emotiva.
Aspetti morfosintattici
Aspetti morfosintattici: l'elaborazione del testo si basa sul parallelismo e sull'antitesi. Di seguito un'analisi strofa per strofa:
Prima strofa
Si trova un iperbato nei versi 1 e 2. «Le rondini torneranno nel buio sul vostro balcone per appendere i loro nidi»: rondini è un epiteto; si osserva un enjambement tra le linee 1 e 2. I verbi in questa strofa sono al futuro: «torneranno» (richiamo al ritorno della natura).
Seconda strofa
Si nota ancora enjambement, iperbato e personificazione nei versi 1 e 2: «quelle che volarono non saranno le stesse che fermarono la tua bellezza e la mia felicità». I verbi qui sono al passato (ad esempio «trattennero», «impararono»), creando un confronto temporale con la strofa precedente.
Terza strofa
Si rileva un epiteto nel verso 9: «caprifoglio cespuglioso». I verbi sono al futuro: «si aprirà di nuovo», a indicare il ricorrere dei fenomeni naturali.
Quarta strofa
Presente un'iperbole nel verso 13 riguardo alla rugiada e un confronto nel verso 15, «come le lacrime del giorno», che paragona la rugiada alle lacrime; i verbi in questa stanza sono al passato, a sottolineare la perdita irrimediabile.
Quinta strofa
Si individua una metafora nel verso 18 con l'espressione «parole calde», e i verbi sono nuovamente al futuro in alcune forme, a evocare la possibilità di un nuovo risveglio o di un nuovo sentimento.
Sesta strofa
Si riscontra un'anàfora nei versi 22 e 23 con la ripetizione di «come» («come l'amore... come io vi ho amato»), e una metafora nel verso 21 in cui Dio è usato in confronto alla persona amata. I verbi in questa strofa sono al passato («io vi ho amato»), enfatizzando la memoria di un amore unico e irripetibile.
Bécquer usa le prime due parti per trasmettere il significato del suo concetto di amore attraverso confronti con la natura; la terza parte è invece il luogo in cui parla direttamente dell'amore umano e della sua unicità.
Conclusione
La Rima LIII articola la contrapposizione tra il ciclo naturale che si ripete e l'esperienza amorosa che, nel suo vissuto, non torna mai identica. L'uso di figure retoriche come epiteti, enjambement, iperboli, anàfori e metafore, insieme a una metrica regolare, crea un effetto di malinconia controllata che rende la poesia intensamente commovente.