Rivoluzione francese: Assemblea costituente, Convenzione, Terrore e ascesa di Napoleone
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Assemblea nazionale costituente
L'Assemblea nazionale costituente
L'Assemblea nazionale costituente fu guidata dalla borghesia moderata e operò fino all'adozione di una costituzione per la Francia.
Il re temeva che l'Assemblea crescesse e sottraesse il controllo tradizionale al clero e alla nobiltà, e che potesse sfuggire al suo controllo.
C'era molta disperazione e povertà tra i ceti popolari; per questo il re concentrò truppe intorno a Versailles. Il popolo, fino a quel momento, reagì attaccando la prigione della Bastiglia il 14 luglio 1789 (giorno simbolo della Rivoluzione francese).
La folla, impoverita dalla scarsità di generi alimentari, continuò a insorgere.
Nelle campagne si diffusero rivolte contro i signori feudali: vennero bruciati castelli e distrutti gli archivi che attestavano i diritti signorili.
L'Assemblea nazionale costituente abolì la decima (4 agosto 1789) e i privilegi feudali.
Lavori dell'Assemblea nazionale costituente
Tra le principali azioni dell'Assemblea vi furono la redazione della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, basata sui principi di sovranità nazionale, libertà, uguaglianza e fraternità, e la riforma del rapporto tra Stato e Chiesa.
- Tutti i sacerdoti, in quanto funzionari pubblici, furono obbligati a giurare fedeltà alla Costituzione approvata dall'Assemblea.
- Fu istituita la Chiesa nazionale francese, separata dall'autorità di Roma e posta sotto il controllo dello Stato.
- I beni della Chiesa furono confiscati per contribuire a ridurre il deficit fiscale.
- I sacerdoti furono divisi in giurati (favorevoli alla Costituzione e al cambiamento) e refrattari (che si rifiutavano di prestare giuramento).
L'Assemblea divise amministrativamente la Francia creando 83 nuovi dipartimenti, con giudici nominati dallo Stato. Stabilì la libertà di impresa e di esercizio delle professioni, eliminando le corporazioni che limitavano il commercio.
Costituzione del 1791
- La Francia fu governata da una monarchia costituzionale: il re condivideva il potere con le istituzioni previste dalla Costituzione.
- La Costituzione sanciva legalmente i diritti dell'uomo e del cittadino.
- Stabiliva il principio della sovranità nazionale.
- Affermava la separazione dei poteri dello Stato.
- Introdusse un sistema elettorale basato sul censo (elettori attivi: coloro che possedevano un certo livello di reddito).
La Costituzione del 1791 proclamò il trionfo della borghesia moderata e l'instaurazione di una monarchia limitata, che riduceva i poteri del re.
Assemblea legislativa
Fu la seconda fase istituzionale della Rivoluzione. In questa fase l'Assemblea legislativa condivideva il potere con il re, secondo la Costituzione del 1791; tuttavia i rapporti tra il legislatore e il sovrano si deteriorarono.
Questa Assemblea era dominata dai Girondini (moderati) e decise di dichiarare guerra a Prussia e Austria con l'obiettivo di diffondere la rivoluzione oltre i confini della Francia e neutralizzare le monarchie straniere.
I problemi sorsero quando i Girondini, moderati e favorevoli a regolare la vita politica interna secondo la Costituzione del 1791, si scontrarono con i piccoli borghesi radicali.
Si scoprì che il re Luigi XVI aveva colluso con potenze straniere (Austria e Prussia); ciò fu denunciato dai rivoluzionari e il re fu temporaneamente sospeso dalle sue funzioni.
Crembe la fiducia nella monarchia costituzionale e si diffuse la richiesta di istituire un sistema repubblicano.
I rovesci in guerra provocarono una crisi economica e disordini militari, in particolare a Parigi.
L'Assemblea legislativa si concluse con la destituzione del re e con l'elezione di una nuova assemblea mediante suffragio universale: fu proclamata la Repubblica francese. Le forze rivoluzionarie fermarono gli eserciti nemici a Valmy.
Convenzione nazionale
Fu eletta a suffragio universale, contava 750 membri ed era inizialmente controllata dai Girondini (destra moderata).
La Convenzione nazionale comprendeva i Girondini (Brissot, Roland e Vergniaud), i Giacobini (Danton, Marat e Robespierre), i radicali e il gruppo della Pianura, che stava al centro dell'emiciclo.
Cominciò il conflitto tra Girondini e Giacobini. I Giacobini votarono per l'esecuzione del re: Luigi XVI fu ghigliottinato il 21 gennaio 1793.
Dopo la morte del re, in Vandea si sviluppò una rivolta contro la Rivoluzione e a favore della monarchia. I Giacobini presero il potere e, in risposta alla ribellione in Vandea, crearono un Comitato di Salute Pubblica, che segnò l'inizio del periodo noto come Terrore.
Periodo del Terrore
Si trattò di un periodo di carattere radicale durante il quale il Comitato di Salute Pubblica, presieduto da Maximilien Robespierre, perseguitò e giustiziò coloro che si opponevano alla Rivoluzione.
Tra le vittime ci furono Marie-Antoinette e molte altre persone sospettate di controrivoluzione. Anche Georges Danton, inizialmente sostenitore e compagno di lotta, fu arrestato e giustiziato accusato di eccessi e corruzione.
Fine del Terrore e Costituzione dell'Anno III
Il potere del Comitato di Salute Pubblica terminò e si cercò di riportare la pace dopo anni di violenza rivoluzionaria. Fu promulgata la Costituzione dell'Anno III (1795), che introdusse un nuovo assetto istituzionale.
Il potere esecutivo fu affidato a un Direttorio composto da cinque membri. Il potere legislativo era bicamerale: la Camera dei Cinquecento, incaricata di preparare le leggi, e il Consiglio degli Anziani, che le approvava.
Il Direttorio dovette affrontare i conservatori realisti e i radicali di sinistra (ex-giacobini). Non riuscì a risolvere la crisi economica (i prezzi dei generi alimentari continuarono a salire), né le tensioni politiche e le rivolte sociali; inoltre la Francia rimase impegnata in guerra, prima contro l'Austria e in seguito anche contro l'Inghilterra.
Alla fine del Direttorio emerse Napoleone Bonaparte, generale dell'esercito rivoluzionario. Con un colpo di Stato noto come il colpo di Brumaio, prese il potere il 18 Brumaio dell'Anno VIII (9 novembre 1799).
Il Consolato
Il Consolato affrontò la crisi economica e la frammentazione politica ereditate dagli anni precedenti. Il potere fu affidato a tre consoli: Napoleone, Sieyès e Ducos.
I risultati del Consolato furono la pacificazione della Francia dopo lunghe lotte, il consolidamento del potere della borghesia e il ristabilimento di un rapporto di conciliazione con la Chiesa. Fu favorito il rientro degli esuli e si cercò di perdonare e reintegrare in parte i ribelli, ad esempio in Vandea.